Congresso Alleanza Civica – ODG conclusivo approvato da assemblea delegati partecipanti 14.5.2022 h. 17.15

CONGRESSO DI ALLEANZA CIVICA

MILANO 14 MAGGIO 2022

ORDINE DEL GIORNO CONCLUSIVO – Approvato alle ore 17.15.

L’Assemblea dei partecipanti, delegati e accreditati al Congresso di Alleanza Civica, svoltosi a Milano il 13 e il 14 maggio 2022, preso atto con apprezzamento del buon andamento dei lavori, rispettosi del programma, tra relazioni, tavole rotonde e articolazione dei delegati in cinque commissioni tematiche che hanno portato in plenaria la sintesi delle discussioni, esprimono attorno ai seguenti dieci punti ciò che il Congresso intende comunicare all’interno e all’esterno circa il nesso tra le motivazioni, il dialogo e gli orientamenti del evento.

Con speciale gratitudine nei confronti del Presidente Piero Bassetti per l’alto contributo che ha dato anche in questa occasione.

In ordine a stimoli naturalmente pervenuti dai partecipanti per assumere una meditata argomentazione politica sulla guerra di invasione in Ucraina, una assemblea è convocata in smartworking giovedì 19 maggio.

Prima parte – Sull’andamento del Congresso

·        Superare il localismo.

Si riconosce l’importanza di avere portato ad esprimersi amministratori testimoni del primario rapporto di lealtà e di servizio nei confronti delle proprie città e delle proprie comunità, che nel quadro di crisi e di emergenze, comprendono che l’approccio pragmatico e concreto che caratterizza il civismo segnala che vecchie e nuove questioni in cerca di soluzione hanno bisogno sempre più  di superare il “localismo”, dove non ci sono più tutte le soluzioni ai problemi.

·        Dialogo e convergenze.

Si riconosce che i soggetti che si sono associati nella discussione recente, nel congresso svolto a Milano e nella prospettiva di iniziativa nazionale, Mezzogiorno Federato, Fare Eco, ATE e altri, manifestano caratteri convergenti e complementari attorno a cui la comunità civica intende mantenere volontà di dialogo.

·         Crisi dei partiti politici.

Si riconosce che la crisi dei partiti politici oggi rappresentati nel quadro istituzionale, su cui grava un lungo periodo di fragilizzazione, segnala una soglia così bassa di reputazione da incidere sulla popolarità stessa della democrazia. Soprattutto non assicura all’esigenza di governo del Paese, dei Territori e della Città – pur non essendo giusta la generalizzazione e pur con svariate situazioni di abnegazione – le garanzie di buon governo per concorrere alle quali si è formato e consolidato in moltissimi ambiti un civismo partecipato dal basso in cui conta competenza, autonomia professionale, riconoscimento dei risultati.

·         Trasformazione dei sistemi urbani.

Si riconosce che le culture urbane sono alla vigilia di una vera rivoluzione nella loro visione di adattamento alle crisi in atto e alla prospettiva sociodemografica e socioeconomica che avrà in Italia e nel mondo caratteri di radicale novità circa il profilo di chi lavora alla progettazione e all’attuazione delle politiche pubbliche.

·         Ampliamenti partecipativi.

Si riconosce che nella membership dei nostri eventi e della nostra congressistica si devono rapidamente mettere in atto misure per intensificare la presenza dei giovani e per portare in tendenziale parità la presenza delle donne, aprendoci anche alle rappresentanze di comunità di cittadini in Italia di provenienza internazionale, migratoria o in temporanee esperienze.

Seconda parte – Sulle prospettive dopo il Congresso

·         Le commissioni tematiche.

Si considera che le argomentazioni propositive che il Congresso ha espresso – in particolare attraverso le commissioni tematiche – costituiscono una base utile ma al tempo stesso che necessita un lavoro di implementazione urgenteper delineare un “quaderno di orientamenti” rapportato alle scadenze della vita pubblica nazionale nel quadro dell’evoluzione europea. La fase immediatamente post congressuale dovrà produrre attraverso il lavoro delle commissioni tematiche una raccolta sistematica di progetti e un censimento delle risorse presenti nei territori disponibili ad attivarsi nelle future competizioni politiche.

·         Autonomia del Civismo.

Si propende per un orientamento di seria valutazione della prospettiva di percorso teso a delineare una posizione di autonomia del Civismo transterritoriale italiano connesso alle esperienze citate e in condizioni di aggregare anche altre istanze sociali e di scopo che condividono l’evoluzione che il Congresso sta delineando.

·         Con i partiti: dialogo e indipendenza

Tale posizione intende mantenere su ogni latitudine il responsabile dialogo con il sistema dei partiti e dei movimenti che sono parte del confronto sull’organizzazione del consenso. Tendendo tuttavia a privilegiare percorsi organizzativi e anche ipotesi di confronti con future scadenze elettorali con indipendenza rispetto agli schieramenti che fin qui hanno caratterizzato l’offerta politica nazionale.

·         La formazione, priorità.

Nel quadro dell’intensificazione dei programmi riguardanti l’integrazione di ruoli, di gestione di percorsi di apprendimento e di profilazione delle narrative pubbliche, il Congresso invita gli organi che avranno responsabilità coordinanti a tenere in giusta evidenza la progettazione di momenti formativi adeguati alla complessità dell’evoluzione accennata, creando anche un utilizzo più intenso della circolazione delle idee e delle elaborazioni per raggiungere in forma diffusa una larga base interna dei nuclei radicati nei territori.

·         Responsabilità articolate, il modello del “far politica”

Nella prefigurazione di un modello organizzativo partecipato, su cui sono state avanzate premesse, il Congresso auspica che ci siano soluzioni con responsabilizzazioni articolate e non tendenze al leaderismo personalizzante, anche alla luce di un certo declino (e comunque di una giusta critica) di modelli che hanno impoverito la qualità culturale e partecipativa di chi ha stressato l’organizzazione fondata su pure dinamiche comunicative o di immagine. 

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