Congedi – Massimiliana Baumann

Maxi Baumann

Apprendo (da Angela Lupia oggi in Calabria e Valentina Casiraghi a Milano) che Massimiliana Baumann (“la Maxi”) è stata sconfitta da un tumore raro, forse per un tempo decisivo non contrastato, che di recente l’aveva costretta a una difficile ospedalizzazione a Monza. La memoria va lontano, davvero lontano. Ai primi anni ’70, quando Riccardo Felicioli portò lei, spavaldissima, e Fulvio Ronchi, il più giovane art director dell’Olivetti, nel nostro team RPR a Milano e Roma, una delle agenzie creative della comunicazione di impresa di quegli anni più accreditata e nella fase di trasformazione anche internazionale. Poi con la Maxi tante cose. Tra cui la fondazione dell’Associazione di CP e un pezzo di vicenda universitaria.

Abbiamo corretto bozze sui tram, abbiamo scritto editoriali al telefono all’alba, abbiamo organizzato padiglioni, convegni, libri, almanacchi, e altri generi in parte oggi in disuso, con il suo affabile sergentismo e la mia finta impazienza, comunque divertito dalla macchina creativa della comunicazione.

Trovo in rete solo questa fotografia abbastanza recente, dove il segnale rosso come sempre la distingueva.

Su qualche punto interrogativo della nostra vita professionale, non abbiamo avuto il tempo di regolare meglio gli orologi.

Ma per la montagna di cose fatte bene prima, forse non era nemmeno necessario. Il mio pensiero la accompagna.

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