I Podcast di Mondo Nuovo – n. 1 – L’allusione al “Mondo Nuovo”

Il “debutto” della rubrica audio “Il biglietto da visita (10.7.2022)

Sono Stefano Rolando, lieto di far parte del battesimo di questo giornale online. undo ho sentito che la testata è stata chiamata

Quando ho sentito che la testata è stata chiamata “Il Mondo Nuovo” l’associazione di idee ad una storia importante è stata immediata. E qui la racconto brevemente.

Il Mondo nuovo, infatti, fu uno spartiacque della letteratura degli anni Trenta.

Che capeggiò una fortunata e lunga onda che tuttora si chiama “distopica”.

Era il 1932. Aldous Huxley, che da un secolo passa per essere uno scrittore di fantascienza ma che si autoreputava un filosofo, anticipava i temi delle tecnologie della riproduzione, capaci di forgiare un diverso modello sociale. Modello costrittivo e manipolabile.

Aldous Huxley (1894-1963)

La derivata shakespeariana faceva soffiare un vento antico su quel romanzo.

E il cinismo ben temperato di stampo britannico dell’autore conduceva a soluzioni più tragiche del “lieto fine” che il cinema americano stava invece per instaurare nel ‘900.

Per festeggiare i 90 anni del “Mondo nuovo” huxleyano, si è pensato di farne la cornice di una scrittura non lacrimosa, talvolta anzi leggera, ma non per questo priva delle inquietudini del nostro tempo.

In particolare, sui rischi costrittivi e manipolabili che rendono questo nuovo secolo – anzi, questo nuovo millennio – così allusivo.

In più con i cento anni che lo precedono (soprattutto in Italia, pensando al 1922) fino al punto di suggerirci di tenere gli occhi ben aperti.

Si parva licet, in questo tentativo giornalistico sarà concessa anche un’altra allusione.

Quella diciamo “etica” riguardante l’epica del Mondo, insuperabile cantiere della libertà liberaldemocratica.

Del resto, una storia inimitabile. Per cui niente più, per noi, che un puro stimolo. Ma con gli stimoli si possono fare molte cose

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