Stefano Rolando. About me

Cv professionale in forma sintetica (aggiornamento 1.5.2021)

Stefano Rolando è nato a Milano il 20 febbraio 1948, città in cui si è laureato in Scienze Politiche alla Statale (tesi di laurea in Sociologia dell’educazione ambientale) e si è specializzato alla Scuola di Direzione Aziendale della Bocconi (Pianificazione e analisi strategica).

Ha vissuto in costante mobilità tra Milano e Roma.

  • Le esperienze giovanili (prima e dopo l’interruzione per qualche tempo degli studi universitari a causa della morte improvvisa del padre nel 1971) sono connotate dal giornalismo, dalla ricerca socio-economica (il suo primo lavoro stabile, in parte nel quadro dell’avvio del sistema regionale e poi a riporto del commissario europeo Altiero Spinelli) e da una formazione  maturata dal 1973 al 1977 nel campo della comunicazione di impresa, condotta tra Roma e Milano per grandi gruppi industriali italiani pubblici e privati. 
  • Con la chiamata in Rai, a 29 anni, affianca come dirigente uno dopo l’altro due presidenti prestigiosi come Paolo Grassi e Sergio Zavoli. Si apre un secondo ciclo di esperienze, nel campo dei principali soggetti dell’audiovisivo in Italia e anche delle relazioni istituzionali in quel settore in un periodo di forti trasformazioni. Le Partecipazioni statali, dopo cinque anni a viale Mazzini, lo indicano per svolgere, distaccato dalla Rai, a 34 anni, il ruolo di direttore generale dell’Istituto Luce gestendo la rigenerazione della società e assumendo dal tempo un originale profilo di operatore al servizio dell’immagine e dell’identità nazionale. Dal 1978 al 1985 sarà altresì tra i collaboratori personali di Sandro Pertini (nel quadro di un’amicizia familiare di tutta la vita) che lo porterà, dopo la scomparsa del Presidente, a essere tra gli animatori della Fondazione a lui intitolata.
  • Con il governo Craxi a metà degli anni ’80 sarà Giuliano Amato a chiamarlo come direttore generale, a 37 anni, nel 1985, per guidare le funzioni riguardanti le competenze di governo in materia di informazione, editoria e diritto d’autore, che svilupperà – anche con la trasformazione del 1988 della storica Direzione generale in Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – con dieci governi (Craxi 2, Fanfani, Goria, De Mita 1 e 2, Andreotti, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini) fino al 1995. In particolare – con molte attività operative e con il costante presidio alla normativa – sarà tra i riformatori della comunicazione pubblica in Italia e promuoverà anche i raccordi europei in questo ambito. Mentre in quel periodo il campo dell’editoria attraverserà una stagione di sostegno alla modernizzazione delle imprese e il diritto d’autore avrà un nuovo inquadramento del contrasto alle piraterie.  Nel 1993 il presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi lo propone alla firma del Capo dello Stato per la più alta onorificenza della Repubblica, quella di Cavaliere di Gran Croce – a 45 anni, quindi non per anzianità o per fine servizio – per l’interpretazione di un servizio innovativo svolto per tutte le istituzioni centrali e territoriali e per i contributi dati a nuove professioni e a una forte stagione di innovazione legislativa.  
  • Torna volontariamente nel 1995 nell’ambito delle imprese, come direttore centrale delle relazioni istituzionali e culturali del gruppo Olivetti, nella fase di lancio della trasformazione dall’informatica alle telecomunicazioni, a cui farà seguito il ritorno a Milano come coordinatore dei direttori generali (oggi la funzione è di segretario generale) dell’Assemblea legislativa della Lombardia. Nella turbinosa stagione della seconda metà degli anni novanta svilupperà le sue esperienze sull’innovazione tecnologica e sulle dinamiche territoriali e di prossimità dei processi comunicativi. Finché, ad apertura del nuovo secolo, lascerà la carriera dirigenziale per optare per l’insegnamento universitario, avendo conseguito l’idoneità di ruolo nel concorso all’Università Ca’ Foscari di Venezia nell’ambito disciplinare di Economia e gestione delle imprese (con caratterizzazione delle applicazioni in ambito pubblico). Chiamato nel 2001 dall’Università IULM di Milano svolge fino al 2018 l’insegnamento di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica, di Politiche pubbliche per le comunicazioni, di Comunicazione pubblica e politica e negli ultimi tempi anche di Public Branding. Dirige poi la Fondazione di ricerca applicata e di programmi di formazione dell’università. E  per svariati anni ha la delega ai rapporti istituzionali e con la CRUI dell’Ateneo.
  • Nella fase iniziale dell’attività universitaria di ruolo, a tempo definito, a Roma, dal 2001 al 2005, ha l’incarico di segretario generale della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative italiane, operando nel quadro inter-istituzionale delle riforme. In questi anni svolgerà per tre volte l’incarico di consigliere di ministri (Luigi Berlinguer all’Istruzione, Luigi Mazzella alla Funzione Pubblica e Francesco Rutelli ai Beni culturali), oltre ad essere membro (designato dal ministro Paolo Gentiloni) del Consiglio superiore delle Comunicazioni e membro del consiglio scientifico dell’Unesco-Bresce (designato dal Ministero degli Esteri). Nel 2016 svolge – con Nadio Delai (già direttore del Censis) –  la prima ampia indagine sull’identità e l’immagine dei magistrati italiani (Magistrati e cittadini, Franco Angeli ed.), rapporto presentato unitamente da SSM (presidente Valerio Onida)  e CSM, con vicepresidente Giovanni Legnini che, nella scia, costituisce una commissione di magistrati ed esperti (presieduta da Gianni Canzio e di cui è parte) per la riqualificazione delle funzioni comunicative nella Giustizia che completa positivamente i lavori.
  • Dal 2019, uscito dai ruoli, conserva in Università IULM alcuni insegnamenti e la direzione scientifica dell’Osservatorio sulla comunicazione pubblica e il public branding (costituito nel 2018) che ha svolto un intenso monitoraggio tra il 2020 e il 2021 sui nessi tra “comunicazione e pandemia”. Dal 2012 al 2016 è stato a Milano presidente del Comitato Brand Milano, per la giunta guidata dal sindaco Giuliano Pisapia.  E’ stato membro rappresentante della minoranza di centrosinistra – eletto dal Consiglio regionale della Lombardia – del Corecom-Lombardia. Dal 2018, per designazione del sindaco Beppe Sala, è membro del cda della Fondazione Milano che coordina l’attività formativa delle civiche scuole di teatro, musica, cinema e mediazione linguistica i cui titoli sono stati equiparati a quelli universitari. A Milano, già membro dal 2013 del CdA della Fondazione “Paolo Grassi” (che ha sede presso il Piccolo Teatro), l’11 giugno 2021 è stato eletto presidente all’unanimità del Consiglio. 
  • Ha scritto più di cinquanta  libri (tra i suoi ambiti disciplinari e su temi di storia e identità italiana) e si è occupato attivamente di molteplici fondazioni legate a figure esemplari della storia italiana (tra cui la Fondazione Nitti a Melfi di cui è presidente dal 2008, che ha promosso nel 2019-2020 il centenario del governo Nitti con comitato presieduto da Giuliano Amato)  e la Fondazione Pertini di cui è membro del consiglio scientifico) e ha svolto, in piena libertà e indipendenza, attività civile, scrittura giornalistica e un costante diritto di parola nella cultura politica del riformismo progressista italiano, ancora  membro (come lo era alla fine degli anni ’70)  della redazione della rivista socialista Mondoperaio e dirigendo negli ultimi tempi Lab-Lib – Laboratorio di scuola politica liberaldemocratica promosso da +Europa. E’ presidente dal 1986 della rete degli operatori della comunicazione governativa “Club of Venice” coordinato in Europa presso il Consiglio UE.

 

 

 


Stefano Rolando – Cv professionale più dettagliato (aggiornamento 1.5.2021) 

Stefano Rolando è nato a Milano il 20 febbraio 1948, figlio di Emilio e Maria Teresa Anzà. A Milano si è laureato in Scienze Politiche alla Statale (tesi di laurea in Sociologia dell’educazione ambientale, relatore il prof. Alberto Melucci) e specializzato alla Scuola di Direzione Aziendale della Bocconi (Pianificazione e analisi strategica), allora diretta da Claudio De Mattè. Ha vissuto in costante mobilità tra Milano e Roma.

In gioventù

La politica studentesca al liceo Carducci di Milano (tra cui nel 1964-65 la direzione del giornale degli studenti “Mr. Giosuè” e nel 1966 la presidenza dell’Associazione studentesca del liceo); poi il giornalismo, la ricerca socio-economica e l’impegno in materia di diritti umani e delle libertà nel mondo.

1970, con il sindaco di Milano Aldo Aniasi promuove la conferenza di solidarietà
con i movimenti di liberazione delle colonie portoghesi (primo a sinistra).

Nel 1966 è tra i giovani che da ogni parte d’Italia e del mondo accorrono a Firenze in solidarietà attiva contro i danni dell’alluvione. Nel 1967 è vicepresidente nazionale del movimento degli studenti medi. Nel 1966 scoppia a Milano il “caso Zanzara” , giornale studentesco del Liceo Parini accusato dalla procura per una inchiesta sui costumi sessuali di studenti e studentesse, che divide società, media e opinione pubblica. Come coordinatore della stampa studentesca milanese e’ tra i responsabili della campagna che si concluderà con le piene assoluzioni, ma in un quadro che anticipa alcuni temi dell’imminente “sessantotto”.

Nel 1968-69 è membro del comitato di redazione della rivista “Il Mulino” a Bologna diretta da Giorgio Galli. Svolge un’intensa attività giornalistica – soprattutto sulla politica internazionale e i diritti umani (Avvenire, Settegiorni, Il Mulino, Settanta) – che lo porta nel 1970 ad essere accolto all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1970 coordina il Centro di Documentazione sull’America Latina (CADAL) che opera nell’ambito della Corsia dei Servi a Milano ed è collegato al Tribunale Rusell per i diritti umani e contro la tortura. Nel 1970 scrive e pubblica il suo primo libro-saggio dedicato alla storia del Brasile, edito da La Nuova Italia (in finale “opera prima” al Premio Viareggio).

Settembre 1968
Maggio 1970

Dal 1970 al 2000

Percorsi di carriera professionale

  • Nel 1971, a causa della morte improvvisa del padre, interrompe per un tratto gli studi universitari e inizia a lavorare a tempo pieno come ricercatore socio-economico (nell’ambito dell’Istituto SPS diretto a Milano da Luciano Conosciani che opera in prevalenza nella ricerca commissionata da Regione Lombardia, appena costituita, con Piero Bassetti presidente). Tra gli ambiti di esperienza di questo periodo, il programma industriale sul bacino del Mediterraneo lanciato da Altiero Spinelli commissario italiano alla UE, con prime prolungate esperienze di lavoro all’estero, con lungo soggiorno di lavoro ad Algeri sede della Lega siderurgica araba.
  • Nel 1972, sposa a Roma Renata Thiele, psicoterapeuta allieva di Emilio Servadio, che opera nel campo della psiconcologia ed è tra le fondatrici della Società di psicoterapia psicoanalitica.
  • Dal 1973 al 1977 lavora (creatività e programmi internazionali) nella agenzia di eventi e comunicazione di impresa RPR che opera per il gruppo IRI a Roma e per il gruppo Fiat a Milano (guidata da Mario Lucio Savarese e Riccardo Felicioli). Sul rapporto tra grandi imprese, arte e cultura progetta e promuove “Firma Italia” che debutta nel 1975 in Iran (Teheran e Isfahan) e nel 1977 nei maggiori musei d’arte in Brasile. Con l’utilizzo dei maggiori artisti, creativi e professionisti del tempo, RPR ha epresso in quegli anni uno dei migliori cantieri italiani ed europei di realizzazioni di padiglionistica, produzione multimediale e documentaristica, attività grafica ed editoriale di qualità; pubblicità innovativa; progettazione di identità visuale; agendo anche sulla messa a punto delle strategie nazionali e internazionali delle reti aziendali assistite.
1977 (con Oscar Niemeyer, presidente Museo Arte Moderna Rio)
  • In questi anni mantiene collateralmente al pur densissimo impegno professionale, una costante attività di scrittura giornalistica (L’Espresso, Critica Sociale, Mondoperaio, l’Avanti! in particolare collaborando al giornale dalla direzione di Gaetano Arfè alla direzione di Antonio Ghirelli). Realizza programmi culturali per il Dipartimento educativo della Rai (tra cui il primo ciclo di trasmissioni dedicato all’educazione ambientale).
  • Sarà la Rai che darà una svolta improvvisa al percorso professionale. Dal 1977 al 1985 è dirigente alla Rai-Radiotelevisione italiana, come assistente dei presidenti Paolo Grassi (che lo chiama autonomamente nell’estate del 1977) e dopo il 1980 Sergio Zavoli. Con particolare impegno nella gestione delle relazioni istituzionali e tra gli argomenti importanti del tempo per lavorare sul complesso negoziato del cantiere di attivazione della “terza rete tv”. Negli ultimi tre anni è distaccato dalle Partecipazioni Statali come direttore generale dell’Istituto Luce (presidente Marcello Sacchetti) con la mission di riorganizzazione produttiva e distributiva dell’azienda cinematografica pubblica. Un’intensa attività che avrà risultati produttivi e tecnologici (sull’Archivio e la post-produzione, anche per la tv) e soprattutto con il rilancio in campo cinematografico con esiti nei tre anni in tutti i più significativi festival europei.
  • Dal 1978 al 1985 è altresì tra i collaboratori personali di Sandro Pertini (nel quadro di un’amicizia familiare di tutta la vita) che lo porterà, dopo la scomparsa del Presidente, a essere tra gli animatori della Fondazione a lui intitolata.
Con Sandro Pertini a Nizza il giorno dopo la fine del mandato al Quirinale (1985)
  • Giuliano Amato (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) lo incarica nel 1984 del progetto di riqualificazione e rilancio delle strutture di Palazzo Chigi operanti nel settore informazione, editoria e diritto d’autore (un progetto scritto con la collaborazione di Enzo Cheli, Nadio Delai e Gastone Alecci) e nel giugno 1985 il Consiglio dei Ministri presieduto da Bettino Craxi gli affida la direzione generale. Incarico che ricopre, prima e dopo la riforma della Presidenza del 1988 (che trasforma la direzione generale in Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria) per dieci anni e con dieci governi (Craxi 2, Fanfani, Goria, De Mita 1 e 2, Andreotti, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini).
  • Punti rilevanti della mission: nel campo dell’informazione istituzionale ribaltare la cultura della PA del “silenzio e segreto” per promuovere l’esperienza della trasparenza e dell’accesso e accompagnare la politica di rilancio reputazionale del Paese in ambito internazionale. Nel campo dell’editoria, rinnovare la normative dei settori stimolando il rinnovamento tecnologico delle imprese e gli investimenti per la qualità e la diffusione. Negli anni ’90 si aggiungerà il tema dell’acccompagnamento al varo di una visione delle riforme nel campo delle comunicazioni nel quadro della trasformazione tecnologica che assumeva crescente rilievo. Nel 1986 ha la responsabilità dei programmi per il 40° della Repubblica (governo Craxi) e nel 1988 per il 40° della Costituzione (governo Goria). Sempre nel 1986 è nella delegazione dei bilaterali di governo a Pechino e a Parigi e al G7 di Tokio. Assume l’incarico di vigilanza istituzionale sulla Siae entrando ex-oficio negli organi sociali della Società italiana Autori e Editori. Con l’inizio dell’anno vara la rigenerata rivista di informazione della Presidenza “Vita italiana” (fondata da Alcide De Gasperi nel 1953) e declinata in dieci ambiti di specializzazioni con una vasta rete di destinazione. Poi le collane editoriali di storia, documentazione normativa, sostegno narrativo alla vita culturale e scientifica dell’Italia. Nel 1987 pubblica il suo primo libro dedicato ad una nuova visione per la comunicazione istituzionale in Italia (Il Principe e la parola, prefazione di Giuliano Amato, edizioni di Comunità) e nello stesso anno lavora al varo della legge di riforma dell’editoria e coordina gli eventi per il trentennale dei Trattati di Roma; riorganizza e rilancia le attività di promozione del libro e della lettura competenza assegnata al tempo alla Direzione generale Editoria della Presidenza del Consiglio.
1987
  • Nel 1988 organizza – con tutto il sistema dell’editoria italiana e con il varo assecondato dal governo De Mita di una norma ad hoc per sostenere l’impegno – l’evento “Italia primo paese ospite” con grande padiglione storico realizzato da Cinecittà alla Buchmesse di Francoforte; promuove a Nuova Dehli la prima grande fiera del libro italiano e della cultura italiana; patrocina attivamente l’avvio del Salone internazionale del Libro a Torino;  nel quadro della legge di riforma della Presidenza del Consiglio opera per la rimodellizzazione della struttura assegnata con il nuovo profilo dipartimentale. Nel 1989 è nel gruppo di lavoro europeo sulla comunicazione istituzionale che partecipa su invito del governo tedesco agli eventi immediatamente successivi alla caduta del muro di Berlino; promuove gli eventi istituzionali italiani per il bicentenario della Rivoluzione francese (presidente Giovanni Spadolini). Nel 1990 fonda la Associazione italiana degli operatori di comunicazione pubblica; coordina gli eventi culturali in Italia per il semestre di presidenza UE; partecipa al lavoro preparatorio della legge 241 (su trasparenza e accesso); organizza per incarico diretto del presidente Andreotti il primo evento di relazione con la Romania dopo la caduta di Ceausescu nel campo della cultura e dell’informazione; lavora alle leggi n. 223 sulla nuova disciplina del sistema televisivo e n. 230 sui nuovi provvedimenti in materia di editoria radiofonica; affianca l’amb. francese Bernard Myiet nell’organizzazione delle Assise europee dell’audiovisivo a Parigi. Nel 1990-1991, avvia e gestisce – in sinergia con il ministro Rosa Russo Jervolino – per cinque anni – le campagne nazionali di pubblicità di contrasto alla tossicodipendenza; e esprime forte e organizzatoi impulso alle attività di comunicazione pubblicitaria istituzionale della Presidenza del Consiglio e di molte Amministrazioni dello Stato. Nel 1991 promuove con l’Unesco a Roma l’evento internazionale “Media Save Art” aperto da Giovanni Spadolini e John Pope-Hennecy ; insieme agli Esteri lavora per il semestre delle relazioni culturali Italia-Spagna; promuove il primo rapporto nazionale sull’economia della cultura; svolge un viaggio in Argentina e in Brasile di conferenze dedicate alla trasformazione dell’immagine dell’Italia; è presidente della giuria al festival del cinema italiano a Annecy. Nel 1992 è presidente (fino al 1994) del festival-forum Eurovisioni a Villa Medici a Roma; affianca il cardinale Carlo M. Martini nelle prolusioni introduttive della conferenza promossa dal sistema pubblicitario italiano in Assolombarda a Milano su “Etica e pubblicità“; promuove il coordinamento comunicativo nel mondo dei tre cinquecentenari italiani su Cristoforo Colombo, Piero della Francesca e Lorenzo il Magnifico; è capo delegazione italiana alla conferenza del Csce a Cracovia su comunicazione e beni culturali; lavora sull’attuazione delle direttive comunitarie in materia di diritto d’autore; è nel gruppo di lavoro istituzionale che promuove, con il presidente Guido M. Rey la prima conferenza nazionale di statistica. Nel 1993 collabora (governo Amato) con il sottosegretario FP Sacconi delegato al decreto lgsl 29 che comprende l’istituzione degli URP in tutte le amministrazioni italiane; realizza – con il governo Ciampi – la campagna nazionale sulle privatizzazioni e l’impostazione comunicativa del G7 a Napoli; svolge con il governo USA il negoziato per la recessione dalla “zona rossa” dell’Italia a proposito della pirateria intellettuale, operando per la modifica di attuazione delle normative; inzia a insegnare a Milano “Comunicazione delle organizzazioni complesse” ; è presidente a Roma del premio internazionale dell’Unione latina con i maggiori scrittori di lingue neo-latine del mondo Nel 1994 svolge su invito del governo americano un viaggio negli USA per vedere da vicino tutti gli ambiti investiti dalla rivoluzione internet (lì un anno prima che in Europa) e scrive un diario di osservazioni; gestisce (governo Berlusconi) il programma di comunicazione per il G7 a Napoli; promuove con il presidente della Camera di Commercio di Milano Piero Bassetti il forum permanente europeo imprese-istituzioni sulle comunicazioni (avviato con il commissario italiano Mario Monti); è chiamato dalla Commissione UE a co-presiedere a Bruxelles i lavori della Conferenza europea sul’audiovisivo; avvia l’elaborazione dell’articolato della legge-quadro sulla comunicazione pubblica in Italia che sarà presentata dal ministro Frattini e avrà poi un iter lungo parlamentare fino all’approvazione della legge 150 nell’anno 2000; promuove con il capo del Dipartimento Affari economici della Presidenza Parisi il travolo di interlocuzione con il sistema di impresa italiano in materia di “società dell’informazione“; attiva il corso di “Teoria e tecniche della comunicazione pubblica” all’Università Lumsa a Roma. Nel 1995 realizza per il Cnel (presidente Giuseppe De Rita) il Rapporto sulla comunicazione pubblica in Italia; dà un ampio impulso alle attività comunicative ed editoriali della Commissione per le pari opportunità della Presidenza; co-organizza con gli Esteri (ministro Susanna Agnelli) a New York la conferenza internazionale della stampa italiana operante all’estero; organizza, per incarico del presidente Dini, a Roma i lavori dell’International Council del Museo della Radio e della tv di New York presieduto da Henry Kissinger, a cui prendono parte lo stesso presidente Dini e l’avv. Gianni Agnelli; promuove le iniziative editoriali e audiosive per il centenario del cinema (alla Biennale di Venezia); pubblica al termine del suo mandato decennale il catalogo delle mille realizzazioni editoriali e multimediali a sostegno della comunicazione istituzionale italiana in Italia e nel mondo. Il bilancio dei dieci anni di attività alla Presidenza del Consiglio dei Ministri è contenuto in un piccolo e introvabile libro “sulle cose fatte e le cose non fatte” pubblicato da Costa&Nolan presentato a Roma nel 1996 da Giuliano Amato, Giuseppe De Rita , Gianni Letta e Mario Morcellini nell’Aula Magna della Sapienza .
1996
  • Sceglie volontariamente (a metà dell’anno 1995, anno che apre l’era internet) il ritorno al sistema di impresa e nel 1995-96 è direttore centrale (Relazioni esterne, istituzionali, culturali) del gruppo Olivetti (Carlo De Benedetti presidente/Corrado Passera ad). Concentrerà l’attività sulle misure governative e parlamentari di agevolazione della concorrenza in materia di telecomunicazioni, sviluppando anche incontri di personalità scientifiche e istituzionali italiane con il management di Ivrea e portando altresì a termine i programmi di partnership culturale dell’azienda in grandi eventi (come il restauro della Cena di Leonardo a Milano).
  • Poi il ritorno a Milano dal 1977 al 2001 come coordinatore dei direttori generali (figura poi trasformata in segretario generale) del Consiglio regionale della Lombardia (chiamato dal presidente liberale Giancarlo Morandi). Opera per la riorganizzazione del modello organizzativo delle strutture dell’Assemblea, con la creazione delle attività comunicative e di relazioni sociali e con l’attivazione delle attività di controllo e valutazione. Nelle attività è compresa l’intensificazione dei rapporti con il sistema della “Quattro motori” europea (Catalogna, Baden Wurttenberg e Rhones Alpes) e la riorganizzazione della Conferenza dei presidenti delle Assemblee regionali a Roma.
  • Nello scorcio finale del Novecento intensifica anche l’attività di insegnamento (con la titolarità di discipline che ampliano il perimetro della “comunicazione pubblica” sia a Milano che a Lugano) e mette le basi di quello che sarà, dal 2001, uno dei manuali più diffusi di teoria e tecniche della CP, lanciando tuttavia anche il tema della “spiegabilità” come fine sociale della comunicazione pubblica e dell’alleanza tra istituzioni e società nel trattare la materia. Nell’aprile del 1998 esce con ETAS il testo “Un Paese spiegabile“. Fonda nel 1998 Rivista italiana di comunicazione pubblica (Franco Angeli editore, Giuseppe De Rita presidente CS, Margherita Drago caporedattrice) che resterà su carta fino al 2010 (poi online FB).
30.4.1998

Nuovo secolo

Nel 2001, dopo alcuni anni di insegnamento a contratto, vince il concorso a cattedra universitaria (associato poi confermato) in Economia e gestione delle imprese (Ca’ Foscari) ed è chiamato in ruolo all’Università Iulm di Milano per sviluppare gli insegnamenti di Comunicazione pubblica e politica e di Politiche pubbliche per le Comunicazioni (fino al 2005 a tempo definito, svolgendo a Roma l’incarico di segretario generale della Conferenza dei presidenti delle assemblee regionali italiane occupandosi prevalentemente del dibattito politico-parlamentare sulle riforme istituzionali).

Ha, dal 2002 al 2018, la direzione scientifica del master universitario in Management della comunicazione sociale, istituzionale e politica (MASPI) ed ha gestito fino al 2018 la delega del rettore dell’ateneo per le relazioni istituzionali e più di recente (2016-2018) anche per i rapporti con la CRUI.

Dal 2005 al 2010 è stato anche segretario generale della Fondazione Iulm (passando al “tempo pieno” in università) per la ricerca applicata e la formazione, costituendo anche nel 2007 la Scuola di comunicazione IULM, soprattutto orientata alla formazione permanente. E’ stato più volte consigliere di ministri del governo italiano (in decreto di gabinetto): Luigi Berlinguer, ministro della Pubblica Istruzione (1999-2000); Luigi Mazzella, ministro della Funzione Pubblica (2004-2005); Francesco Rutelli, ministro per i Beni Culturali (2008). E’ stato membro del Consiglio superiore delle Comunicazioni (nominato dal ministro Paolo Gentiloni, 2010) e, su nomina del Ministero degli Esteri, ha svolto per due mandati (dal 2006 al 2010) l’incarico di rappresentante italiano nel Consiglio scientifico Unesco-Bresce.

Nel 2008 – in occasione dei suoi 60 anni – pubblicaQuarantotto – Argomenti per un bilancio generazionale”, raccogliendo tutti gli scritti civili (non quelli professionali) della sua vita, edito da Bompiani con cui pubblica anche tre libri-intervista con Maria Luigia Nitti Baldini (2008), con Marco Pannella (2009), con Giuliano Pisapia (2011, con la prefazione di Ferruccio de Bortoli).

2008

Dal 2010, continuando l’attività universitaria e ampliando i confini della comunicazione pubblica ad aree innovative (come quella del Public Branding materia che insegna ufficialmente in IULM dal 2018), riprende il “diritto di parola” in campo politico e civile. Era stato in gioventù (nel 1967) segretario dei giovani repubblicani milanesi e dal 1976 al 1985 iscritto al Partito Socialista, restando poi – e tuttora – membro del comitato di redazione e più di recente di direzione della rivista Mondoperaio.

Nel 2010 è capolista indipendente con i radicali alle regionali in Lombardia; poi nel 2011 è coordinatore del programma “dei 51” lanciato da Piero Bassetti per l’elezione di Giuliano Pisapia a sindaco di Milano;  nel 2013 è coordinatore della campagna del centrosinistra in Lombardia di Umberto Ambrosoli e del civismo lombardo;  dal 2016  opera a Roma ad un progetto culturale e politico ispirato alla tradizione dell’azionismo italiano (raccontato nel libro Postazionismo, Editoriale Scientifica 2018). A fine 2018, in rappresentanza di questo progetto, viene invitato (da Emma Bonino, Gianfranco Spadaccia e Benedetto Della Vedova) a far parte della direzione nazionale di Più Europa, in cui si caratterizza per una posizione di tradizione liberalsocialista distinta da quella dei maggiori soggetti fondatori (Radicali, Centro democratico e ex-Scelta Civica) e nel cui ambito ha creato nel 2020 LAB-LIB, scuola di formazione politica liberaldemocratica.

Nel quadro dell’insegnamento universitario (con liberi affidamenti fin dagli anni ’80, con insegnamenti ufficiali negli anni novanta, poi di ruolo dal 2001) ha creato le condizioni sperimentali (e nel caso della Comunicazione pubblica anche tabellari, di cui si è occupato formalmente) per l’introduzione negli insegnamenti attivi in Italia di tre disciplineTeoria e tecniche della comunicazione pubblica, Politiche pubbliche per le comunicazioni e più di recente Public Branding – di cui ha curato manuali e saggi di aggiornamento disciplinare.

Attività recenti

Dal 2013 al 2018 –  eletto in rappresentanza della minoranza centro-sinistra – è stato membro del Corecom (autorità regionale di controllo e garanzia in materia di comunicazioni), presso il Consiglio regionale della Lombardia. E’ stato presidente del Comitato Brand Milano dal 2012 al 2016, espressione della giunta guidata dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia, poi trasformato in Associazione Brand Milano, di cui ha avuto la responsabilità operativa e scientifica presso la Fondazione Triennale fino al 2018. Il progetto “brand Milano” ha poi trovato ambito di presidio scientifico e di ricerca applicata all’Università IULM presso l’Osservatorio sulla comunicazione pubblica, il public branding e la trasformazione digitale, costituito nel luglio 2018 e di cui ha assunto la direzione scientifica. Coordina Atlante Brand Milano (edito da Mimesis nel 2017), con cento autori che analizzano la trasformazione identitaria e di immagine della città attraverso l’esperienza di Expo 2015. Il lavoro conclusivo di quel Comitato è presentato a fine 2017 in Quirinale al Presidente della Repubblica. Collabora con Università (USP) e enti brasiliani (Aberje) sul tema “rinnovamento Brand Brasile” in vista di Mondiali Calcio (2014) e Olimpiadi (2016).

2017
16.11.2017

Nel 2016 svolge – insieme a Nadio Delai (già direttore del Censis) la prima ampia indagine sull’identità e l’immagine dei magistrati italiani (Magistrati e cittadini – Identità, ruolo e immagine sociale dei magistrati italiani – Rapporto per Scuola Superiore Magistratura, con Nadio Delai, prefazioni V. Onida, G. Silvestri e G. Legnini, F. Angeli 2016 –  per incarico della Scuola superiore della Magistratura (presieduta da Valerio Onida), rapporto che viene presentato unitamente da SSM e CSM, con vicepresidente Giovanni Legnini che, nella scia, costituisce una commissione di magistrati ed esperti (presieduta da Gianni Canzio e di cui è parte) per la riqualificazione delle funzioni comunicative nella giustizia, che completa positivamente i lavori.

27.4.2017

Il 10 luglio 2019 è stato indicato e poi nominato dal Sindaco di Milano Beppe Sala – tra i profili professionali selezionati nel bando del Comune per gli incarichi nei cda di aziende ed enti partecipati – per il cda della Fondazione Scuole Civiche di Milano (musica, teatro, cinema, interpretariato) con insediamento il 31 luglio. A settembre 2019 ha ricevuto la delega di seguire la costruzione del “Politecnico delle Arti” gestendo le relazioni con il sistema universitario (MIUR e CRUI). Nell’ambito di Fondazione Milano promuove a maggio 2021 la prima iniziativa di analisi del rinnovamento della didattica nel campo della formazione per l’arte e lo spettacolo, nel quadro della pandemia, con partecipazione della ministra dell’Università Cristina Messa.Il 21 settembre 2020 è stato nominato dalla presidenza dell’ISTAT presidente della commissione esaminatrice del concorso pubblico a 18 posti a t.i. per il profilo tecnologico dell’Istituto Nazionale di Statistica (in svolgimento nel 2021).

Nel 2020 ha assunto la vicepresidenza di Smart City Group (Roma) che ha promosso la costituzione di un ampio consorzio di imprese per rilevare lo spazio industriale ex Fiat a Termini Imerese in un progetto di innovazione tecnologica e di impresa orientato alla economia circolare (progetto che entro la fine del 2021 potrebbe essere oggetto di definitiva assegnazione da parte delle istituzioni competenti e per il quale sono in corso istruttorie, confronti e presentazioni).

Nel quadro di fondazioni e nell’impegno civile

E’ presidente dal 2008 della Fondazione “Francesco Saverio Nitti” a Melfi-Roma, che nel biennio 2019-2020 ha promosso un ampio programma di eventi in Italia e in Europa, tra cui al Senato a Roma alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella) per celebrare il centenario del governo Nitti (Giuliano Amato presidente del Comitato per le celebrazioni). Mentre a Milano, già membro del consiglio di amministrazione della Fondazione “Paolo Grassi” è stato eletto all’unanimità l’11 giugno 2021 presidente della Fondazione. Da anni è anche membro del comitato scientifico della Fondazione “Sandro Pertini” (attivata dai familiari e dagli stretti amici del Presidente e presieduta da Umberto Voltolina). E’ altresì presidente (dalla costituzione, nel 1986) del Club of Venice-network dei responsabili della comunicazione dei governi nazionali e delle istituzioni UE (con segretariato presso il Consiglio UE); è membro del Consiglio generale di Aspen Institute Italia (dagli anni della presidenza di Gianni De Michelis); del Consiglio scientifico di Labsus-Laboratorio sulla sussidiarietà (presieduto da Gregorio Arena);  della Commissione Cultura della Società Umanitaria di Milano; del Consiglio tecnico-scientifico di Aberje-Associazione degli operatori professionali della comunicazione del Brasile. E’ membro del Consiglio accademico dei Movimento Europeo-Italia (presieduto da Pier Virgilio Dastoli). Negli anni ’70 e negli anni ’90 era stato membro del Consiglio direttivo di WWF-Italia indicato da WWF Internationale, tra i pionieri delle politiche educative in materia ambientale. Si è adoperato da venti anni nel sostegno concreto – con attività comunicative, divulgative e di relazioni istituzionali – al progetto “Maison Shalom” che Maggy Barankitse, premio ONU Rifugiati, ha sviluppato in Africa dal 1993 in Burundi e più di recente in Rwanda, per la salvezza, l’educazione, la salute e la dignità di migliaia di africani, soprattutto donne e bambini. Progetto attorno a cui è in via di costituzione la Fondazione internazionale “Maggy Barankitse” a Bruxelles di cui è tra gli animatori.

25.5.2008

Onorificienze

Nel 1985 Commendatore al merito della Repubblica italiana (motu proprio del presidente Pertini). Nel 1993 Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica italiana (su iniziativa e proposta del presidente del Consiglio Ciampi).

Onorificenze anche delle Repubbliche di Francia e Romania. L’Università di Buenos Aires (Moròn) gli ha attribuito nel 1990 la cattedra h.c. in “Diritto e scienze sociali“. Ha insegnato nelle università di Lugano (per due anni titolare del corso di “Linguaggi istituzionali”), San Paolo del Brasile e George Washington University (conferenze e seminari). In Italia è stato titolare di corsi a contratto a Roma (Università Luiss e Lumsa) e a Siena.

Giornalista, saggista, scrittore

Giornalista, iscritto come pubblicista all’Ordine dal 1970 (50 anni di appartenenza nel 2020, con 3.500 articoli scritti), ha collaborato con quotidiani e riviste di rilievo nazionale, scrive abitualmente opinioni su media on line (Linkiesta, ArcipelagoMilano, La Voce metropolitana, Moondo-Info e L’Indro). E’ direttore di Rivista italiana di comunicazione pubblica (fondata nel 1998, con Giuseppe De Rita presidente del CS, fino al 2010 edita trimestralmente da Franco Angeli, poi on line su FB).

E’ stato membro del comitato di direzione della rivista mensile di cultura politica Mondoperaio, diretta da Luigi Covatta (entrato in redazione dal 1979). E’ rimasto impegnato nella rivista con la direzione successiva di Cesare Pinelli. Ha scritto più di cinquanta libri, per metà nelle aree disciplinari della comunicazione, dei media e del marketing pubblico e per l’altra metà in materia di storia, politica e identità italiana. Nel 2018 nell’ambito editoriale promosso dal prefetto e consigliere di Stato Carlo Mosca, presso Editoriale Scientifica, ha risposto a cento domande di Stefano Sepe attorno al suo percorso professionale e in particolare istituzionale (Il dilemma del re dell’Epiro).  

L’ultimo libro edito è Public BrandingPer un nuovo modo di narrare i territori e la loro identità, EGEA, marzo 2021. 

Da marzo 2020 ha attivato nell’ambito dell’Osservatorio dell’Università IULM sulla comunicazione pubblica uno speciale programma su “comunicazione e pandemia” con rassegne, webseminar e la sintesi delle analisi pubblica in “Pandemia. Laboratorio di comunicazione pubblica“, Editoriale scientifica (Napoli), novembre 2020. Nel corso degli anni è stato responsabile di una quarantina di programmi di ricerca applicata nei suoi ambiti di competenza (pubblicazioni e attività di ricerca sono dettagliate per gli ultimi venti anni nel sito stefanorolando.it).

20.3.2021

Principali libri pubblicati

Pubblicazioni dal 2001 al 2020 – Per anno (elenco dettagliato) – https://stefanorolando.it/?p=3200

Pubblicazioni dal 2010 al 2020 – Per materia (elenco dettagliato) – http://stefanorolando.it/?p=3177

  • Comunicazione pubblica come teatro civile – Governare la spiegazione, riforma importante (in stampa).
  • Public Branding – Per un nuovo modo di raccontare i territori e la loro identità – EGEA, marzo 2021.
  • Pandemia. Laboratorio di comunicazione pubblica – prefazione Gianni Canova, ES-Editoriale scientifica, nov. 2020.
  • Glocal a confronto. Piero Bassetti riflette sulla pandemia –prefazione R. Fedriga, L. Sossella editore, nov. 2020.
  • Post Azionismo – Scritti civili nell’anno dell’attacco alla democrazia liberale – Prefazione di Emma Bonino – ES-Editoriale scientifica – 2019
  • Il dilemma del re dell’Epiro – Vinta o persa la guerra nella vicenda della comunicazione pubblica in Italia? – Con Stefano Sepe – ES-Editoriale scientifica, 2018
  • Rappresentazione mediatica e processi comunicativi. La “scatola nera” della questione migratoria. – In Immaginari migratori, a cura di Angelo Turco e Laye Camara, Franco Angeli, 2018 (pagg. 261-284)
  • Brand Milano – Atlante della nuova narrativa identitaria (a cura di) – Prefazioni di Giuseppe Sala e Gianluca Vago – promosso da Associazione Brand Milano (Mimesis, 2017).
  • Né per lucro, né per inganno – La comunicazione che servirebbe ai cittadini per arginare l’epoca della post-verità (Lumi Edizioni, 2017).
  • Magistrati e cittadini – Identità, ruolo e immagine sociale dei magistrati italiani – Rapporto per Scuola Superiore Magistratura, con Nadio Delai, prefazioni V. Onida, G. Silvestri e G. Legnini (F. Angeli 2016).
  • L’insufficienza riformatrice – con Giovanni Pieraccini, prefazione di Sabino Cassese (Pezzini editore, 2016).
  • Civismo politico – Percorsi, conquiste, limiti (Rubbettino, 2015)
  • Citytelling – Raccontare le identità urbane. Prefazione di Gianluca Vago (EGEA, 2015)
  • Io amavo il mare, lui la montagna – Ritratto di Carla Voltolina Pertini, prefazione di Giuliano Pisapia, (Arcipelago ed. 2015)
  • Comunicazione, potere e cittadini. Tra propaganda e partecipazione (EGEA, 2014).
  • Etica e comunicazione (con testi di Carlo Maria Martini) – (Lupetti, 2013).
  • La buonapolitica – Cantiere Milano-Italia, prefazioni di Fabrizio Barca e Giuliano. Pisapia (Rubbettino 2012).
  • Due arcobaleni nel cielo di Milano (e altre storie), con Giuliano Pisapia (Bompiani, 2012).
  • Teoria e tecniche della comunicazione pubblica – Terza e aggiornata edizione (ETAS-Rizzoli, 2011).
  • Paolo Grassi. Una biografia tra teatro, musica e televisione –  coautore (con C. Fontana, A. Bentoglio, P. Merli) – (Skira 2011).
  • La comunicazione pubblica per una grande società (ETAS, 2010).
  • Economia e gestione della comunicazione delle organizzazioni complesse – Gli ambiti di convergenza tra comunicazione di impresa e comunicazione pubblica (CEDAM, 2010)
  • L’Aquila e il terremoto – Coordinatore del project work del Master MASPI IULM – fascicolo monografico di Rivista italiana di comunicazione pubblica, n. 39/2010 (Franco Angeli).
  • Politiche pubbliche per le comunicazioni (coordinatore – prefazione Enzo Cheli ETAS-Rizzoli, 2009).
  • Una voce poco fa. Politica media e comunicazione nella vicenda del Partito Socialista italiano dal 1976 al 1994 (Marsilio, 2009).
  • Le nostre storie sono i nostri orti, ma anche i nostri ghetti (con Marco Pannella, Bompiani, 2009).
  • Brand Milano – Come e perché promuovere l’attrattività di Milano (coordinatore – Ed. Franco Angeli, 2008).
  • Transmitting Europe. From great values to small interstices – Democracy and globalisation (Glocus, 2008).
  • Il mio viaggio nel secolo cattivo. Colloquio con Maria Luigia Nitti Baldini (Bompiani, 2008).
  • Quarantotto – Argomenti per un bilancio generazionale (Bompiani, 2008).
  • Il fattore immagine nelle relazioni tra Italia e Romania (coordinatore, ed. Franco Angeli, 2007).
  • La democrazia partecipativa in Europa e in Italia (con Rappresentanza. UE in Italia, F. Angeli 2006).
  • Rapporto al Ministro Funzione Pubblica sulla comunicazione istituzionale in Italia (DFP, 2005).
  • La comunicazione di pubblica utilità (F. Angeli, 2004, due volumi).
  • E-democracy (con A. Papini, nel Rapporto Innovazione tecnologica Italia, intr. Lucio Stanca (MIT, 2004).
  • Teoria e tecniche della comunicazione pubblica (Etas, 2003, prima edizione 2001).
  • Per essere Parlamenti (co-autore, Guerini, 2003).
  • La scuola e la comunicazione-Rapporto al Ministro della P. Istruzione – Prefazione Luigi Berlinguer (F. Angeli, 2000).
  • La capitale umorale-Scritti su Milano (Milanometropoli, 1999). Presentato a Milano da Carlo Tognoli.
  • La customer satisfaction nel settore pubblico (con Giampaolo Fabris, F.Angeli 1999).
  • Italia-Europa, identità e comunicazione (con Eugenio Lio, F. Angeli, 1999).
  • Un Paese spiegabile (ETAS, 1998)
  • Un’altra idea di questo Stato (Costa&Nolan 1996).
  • La grande mela e altri frutti proibiti-Viaggio nell’America dei new media (Armando 1995)
  • Rapporto sulla comunicazione pubblica in Italia, prefazione di Giuseppe De Rita (per Cnel, Bibliografica 1995).
  • Comunicazione pubblica – Modernizzazione dello Stato, diritti del cittadino (Sole-24 ore, 1992).
  • Lo stato della pubblicità di Stato (Sole-24 ore,1990).
  • Il principe e la parola (prefazione di Giuliano Amato, Comunità, 1987).
  • Nello Stato spettacolo – 50 idee, dieci proposte per la cultura italiana (con Vittorio Giacci e Bruno Pellegrino – Introduzione di Claudio Martelli) – Guanda, 1982
  • Quella parte di cinema chiamata televisione (con Vittorio Giacci, Guanda 1981).
  • Caro Avanti! – Mille lettere dall’interno del PSI (1976-.1978) – Prefazioni di B. Craxi e C. Signorile, Marsilio 1979
  • Brasile, società e potere (La Nuova Italia, 1970)
Con la figlia Amelia (2015)

Articolazione del CV e delle pubblicazioni sul sito della Università IULM al link

http://www.iulm.it/wps/wcm/connect/iulmit/iulm-it/docenti/rolando-stefano

In questo Blog

Stefano Rolando – Pubblicazioni

Principali pubblicazioni  – 

  • http://stefanorolando.it/?p=307

Libri (monografie, colloqui, prefazioni e capitoli) – Saggi – Articoli – Anche alcune interviste e presentazioni  (audio e video) a convegni 

  • Stefano Rolando – Pubblicazioni nel 2019 https://stefanorolando.it/?p=3270
  • Stefano Rolando – Pubblicazioni nel 2020
  • https://stefanorolando.it/?p=3793
  • Stefano Rolando – Pubblicazioni nel 2020 – Per materia 
  • https://stefanorolando.it/?p=3799

Coordinamento e realizzazione di Rapporti di ricerca applicata (nel periodo di insegnamento universitario 2001-2020)

Video

Stefano Rolando – Video su Youtube 2008-2018

http://stefanorolando.it/?p=2009

Stefano Rolando- Video sui Youtube 2019

http://stefanorolando.it/?p=2296

4 thoughts on “Stefano Rolando. About me”

  1. Grazie per il commento alle due splendide interviste alla senatrice Liliana Segre e a Sami Modiano. Commoventi e persino sconvolgenti. Ero rimasta particolarmente colpita dalla durezza di una “espulsione da tutte le svuole di ogni ordine e grado”, ricordata da entrambi proprio a causa della impossibilità di darsene una ragione. Italiani brava gente abbiamo consentito tutto questo e vorrei che questo ottantesimo anniversario potesse davvero servire a prendere coscienza delle responsabilità di tutti. Non solo Mussolini.

  2. Mi piacerebbe comunicare con Stefano Rolando attraverso uno scambio accademico in qualità di studente alla Maestria de Comunicación, in Argentina

  3. Dear prof. Rolando,

    How are you?

    For the 2nd edition of my book Rebranding Europe, I am conducting a series of online interviews. I would be very honoured if you would accept to answer 4 questions by email. In case you accept, I would appreciate answers with no more than 100 words. You may also respond to part of the questions.

    (1) What is the most substantial difficulty for public communicators during the Covid-19 pandemic?

    (2) What are the 3 main communication actions that worked efficiently?

    (3) What did not work and needs to be reviewed ?

    (4) Did the crisis communication in place support the overall communication – did you have to adapt & how?

    Kind regards,
    Stavros Papagianneas

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