Lettere dalla Merica – n. 10 / 3 ottobre 2023 – Ballerine, sindacati e puritanesimo americano


Paolo Giacomoni

 Le ballerine di The Furnace, uno strip club di Birmingham, Alabama, hanno deciso di adire le vie legali ed hanno sporto querela contro il proprietario perchè non pagava nè il salario minimo garantito, nè le ore supplementari, violando quindi quanto previsto dal Fair Labor Standard Act. Hanno anche accusato il proprietario di rubare le mance e di esigere una partecipazione alle spese [1].

Dal canto suo, il proprietario afferma che le ballerine sono delle imprenditrici indipendenti e come tali non percepiscono salario. Anzi, siccome praticano la loro professione grazie alle strutture di The Furnace, è giusto che The Furnace riceva una parte dei loro introiti.

Il giudice federale John England ha affermato che The Furnace controllava quando e come ogni impiegata poteva lavorare poichè è aperto solo in certe ore del giorno, e poneva dei limiti alla frequenza degli incontri delle ballerine con gli avventori. Il punto cruciale è stato riassunto come segue dal Giudice England : « Se da un lato le ballerine potevano fare, e di fatto facevano pubblicità per se stesse presso possibili clienti sui social media [indicando che ballavano a The Furnace], questo non era sufficiente per permettere alle ballerine di esibirsi per davvero per quei clienti » nel quadro di The Furnace.

Non è la prima volta che delle ballerine entrano in conflitto con il proprietario del locale dove si esibiscono : in maggio le diciannove ballerine dello Star Gardens Topless Dive Bar di North Hollywood, California, hanno ottenuto l’accordo di creare il loro sindacato e il contratto di lavoro verrà discusso in termini sindacali ; e da quattro mesi le trenta e più ballerine del Magic Tavern di Portland, Oregon, sono in sciopero per costituire il loro sindacato.

Questi successi « sociali » non devono tuttavia far dimenticare la realtà « societale ».

Le ballerine, che siano esotiche, topless o semplici strippers, dopo aver ballato vanno a farsi applaudire dai consumatori che si premurano di infilare biglietti verdi negli elastici che aderiscono alle loro gambe e poi si appartano con questo o quell’avventore, selezionato secondo i criteri della legge di mercato, per momenti di svago che possono andara dalla casta lap-dance fino alla più torrida intimità.

Questo stato di cose può essere messo a repentaglio dalla decisione del Giudice Federale John England : se le ballerine sono delle imprenditrici indipendenti, il massimo di cui si può accusare il proprietario di uno strip club è di favoreggiamento della prostituzione, mentre invece se le ballerine sono delle lavoratrici dipendenti, il proprietario dello strip club può essere accusato di crimini ben più gravi come istigazione alla prostituzione e sfruttamento della prostituzione.

Tutto ciò potrebbe sembrare di poca importanza, se non fosse che il puritanesimo è una costante della società americana, ugualmente diffuso tra conservatori e progressisti, tra white supremacists e liberals: non dimentichiamo che Kamala Harris, quand’era Attorney General in California, ha fatto mettere in prigione il responsabile di Backpage (un’agenzia di piccola pubblicità online) perché pubblicava gli annunci di signore che offrivano le loro grazie contro pecunia.


[1] https://www.al.com/news/birmingham/2023/09/birmingham-strip-club-dancers-are-employees-not-independent-contractors-judge-rules-in-labor-lawsuit.html

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