Fondazione “Paolo Grassi”, 17 anni.

Stefano RolandoPresidente della Fondazione “ Paolo Grassi – La voce della cultura” .

In occasione dell’apertura della mostra per il centenario dalla nascita di Paolo Grassi a Palazzo Reale a Milano nel 2019.

Lunedì 20 novembre è il diciassettesimo anno di vita compiuta dalla Fondazione Paolo Grassi (che comprende anche la dicitura “la voce della cultura” per distinguerla dalla consorella fondazione radicata a Martina Franca).

  • Il pensiero va a molte cose. A molti eventi. Molte persone.
  • Il lavoro delle fondazioni. Ciò che si tramanda, ciò che non si riesce o non si può consegnare all’evoluzione generazionale.
  • I paradigmi di una storia. Uomini e donne, artisti, autori, una marea di professionisti creativi. E poi le contaminazioni, gli occhi nel mondo, il nostro piccolo mondo, la comunità culturale , la municipalità, i pubblici.
  • Già, i pubblici, il pubblico. Persone e comportamenti collettivi. L’evoluzione della domanda. La moda, la non moda.

Paolo Grassi fu nel ‘900 il principe di un mestiere complesso , l’organizzatore culturale. Avere grande percezione creativa, ma scegliere il mestiere di “creare le condizioni”. Quando altri possono trovare il contesto adatto per dare il meglio di se’.

  • Il Teatro. Giorgio Strehler, Nina Vinchi. I continuatori. Sergio Escobar, Luca Ronconi, Claudio Longhi.
  • La Scala. L’epopea dell’internazionalizzazione. Ma soprattutto la monumentalita’ simbolica. Un mondo. Il mondo. Sfilano nel tempo voci sublimi, suoni e forme.  Tutte le consegne importanti sono avvenute. Tutte le trasformazioni – cifra che resta nell’identità milanese – si sono fatte senza cancellare radici e tradizioni. Che bella la nomina sul palco l’8 novembre che Dominique Mayer ha condotto a voce bassa della nuova etoile della Scala Nicoletta Manni!
  • La Televisione, l’ultimo mandato di Paolo Grassi. La Rai e il servizio pubblico. Comprendere, accogliere, imporre la qualità. Anche qui una trama corale. E una fitta agenda dei cambiamenti. Generazionali e di genere. La domanda di ascolto. La condivisione e il conflitto. L’informazione e i poteri. Nel nostro consiglio di amministrazione un successore di Paolo Grassi, Roberto Zaccaria, riproduce la sua tenacia.

Siamo alla terza generazione, dopo quarantatré anni dalla scomparsa di Paolo Grassi.

  • E per una larga parte di questo tempo la Fondazione ha pensato di valorizzare una memoria ma anche di interpretare l’immensa trasformazione del sistema di produzione e consumo di cultura e spettacolo. 
  • Come tutto questo contesto, abbiamo sofferto il tempo della pandemia e lo abbiamo però anche utilizzato per immaginare la nostra stessa capacità di adattamento.

Nel 2024 si formerà la nostra comunità di Soci individuali (cittadine e cittadini, giovani e meno giovani, operatori e frequentatori) che amplierà e consoliderà la base sociale della Fondazione.

  • Continuerà il nostro lavoro di avvicinamento alla cultura e alla fruizione del teatro tra i giovanissimi e i bambini che Francesca anima da tempo con successo. 
  • Si cercherà di disegnare una più adeguata presenza in Italia, con Milano, Roma e Napoli come ambiti di regolare intreccio.
  • Si accoglierà, con nuovi eventi e nuove discussioni, la sollecitazione a sostenere e rafforzare un dibattito pubblico nei nostri campi di competenza con spirito critico e bisogno sociale della spiegazione.

E’ pronta una “brochure” di ampia illustrazione di questa attività che Massimo Vitta Zelman, nostro consigliere, si è fatto generosamente carico di editare, così come il presidente del nostro comitato scientifico, il rettore UniMi Elio Franzini, ha altrettanto generosamente avviato alle stampe gli atti del nostro convegno sulla (finora mancata) legge sullo spettacolo. A loro e a tutti i membri del CdA e del Comitato scientifico della Fondazione e a chi lavora e a chi sostiene i nostri progetti va molta gratitudine.

Mentre il pensiero va – non potrebbe non esserlo – ai grandi amici che hanno contribuito a questi 17 anni e che non ci sono più. Tra i quali i lutti più recenti hanno riguardato Salvatore Veca, Mario Raimondo e Stefano Merlini. Ben ricordando che in questo 2023 non sono pochi gli illustri scomparsi che hanno interagito in modo importante nella vita di Paolo Grassi.  Tra di essi: Giorgio Napolitano, Renata Scotto, Italo Calvino, Giorgio Ruffolo, Mario Artali, Achille Mauri, Citto Maselli, Giorgio Ferrara, Isa Barzizza, Giuliano Montaldo, Luigi Berlinguer. 

Il lavoro di Fondazione “Paolo Grassi” per l’educazione dei bambini al teatro.

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