Lettere dalla Merica – n. 1/2024 – I candidati anacronistici

Paolo Giacomoni

A chi mi legge auguri di buon anno!

2024, anno bisestile, anno di elezioni presidenziali in America.

La scelta proposta agli elettori è estremamente chiara.

A un programma rooseveltiano, socialdemocratico, accompagnato da una politica estera tendente a mantenere il ruolo egemonico degli USA nel mondo si oppone un programma di estremo liberismo economico accompagnato dall’abbandono del ruolo di gendarme del mondo per l’America.

I campioni di questi due programmi sono perlomeno anacronistici.

L’ottantenne Joe Biden, unico sopravvissuto alle purghe clintoniane che hanno impedito la crescita e la maturazione di nuovi quadri politici in seno al partito Democratico, ha compiuto miracoli nel lanciare un programma di riforme e di stimoli economici tenendo a bada gli esaltati degli pseudo diritti civili (quelli che io chiamo i necrofili incestuosi) che, più di aiutarlo, nocciono ad un programma di riforme sociali.

Il vecchio malvissuto Donald Trump, l’unico capace di far digerire agli elettori la rinuncia ad un ruolo internazionale galvanizzante, è diventato un personaggio con cui molti si identificano senza vergogna perché solletica gli istinti umani più bassi con i suoi atteggiamenti su come comportarsi con le donne, su come giudicare gli handicappati, su come criticare gli eroi di guerra, su come esaltare gli uomini politici autoritari e via dicendo. Con un’arte oratoria sui generis, caratterizzata da frasi provocanti e mai finite che lasciano all’ascoltatore il compito di finirle secondo le sue intime convinzioni, ha proposto una visione razzista di politica interna, espressa con parole volgari ed atteggiamenti autoritari… non ultima l’affermazione di non aver mai letto il Mein Kampf, in una frase non finita che lascia tuttavia intendere di condividerne i contenuti.

Chi vincerà ?

Se l’economia dirige la politica, allora la previsione non dovrebbe essere difficile : il pieno impiego, la borsa che sale, i sindacati operai che si riorganizzano, un programma decennale di lavori pubblici, l’inflazione sotto controllo e una politica sanitaria di successo a cui si aggiunge una spinta pro-abortista anche nei ceti medi conservatori, fanno pensare che Biden dovrebbe essere rieletto senza problemi.

Ma siccome il materialismo storico si è spesso sbagliato nelle sue previsioni, come quando affermava che la rivoluzione socialista doveva realizzarsi nei paesi industriali e non nei paesi agricoli, abbiamo imparato che nel far previsioni bisogna tener conto di altri parametri.

Moltissime notizie rimbalzano e confondono gli elettori. Tra queste troviamo il processo contro il figlio di Biden, i numerosi processi contro Trump (per malversazioni economiche, per aver trattenuto documenti segreti, per aver chiesto al governatore di una Carolina di falsificare i risultati elettorali e per istigazione all’insurrezione) il discusso sostegno americano per Israele, il discusso sostegno americano per l’Ukraina, i problemi legati al gran numero di immigranti mentre manca ancora una regolamentazione ragionevole per l’immigrazione e la naturalizzazione, eccetera.

Joe Biden è vecchio, Kamala Harris non piace a nessuno, i neri e i latinos e i giovani sono malcontenti (chissà poi perché), la giustizia è lenta e prudente… sta a vedere che si finisce con la rielezione di un imbecille corrotto con velleità boulangiste !

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *