Premi Caldara 2024 – Assegnati a Piero Bassetti e Alessandra Kustermann.

La locandina dell’evento. Le foto della serata sono di Dorina Perego

Al Circolo e Centro Studi “Emilio Caldara” in via De Amicis a Milano, l’evento della premiazione, sabato 20 gennaio 2024. Ha introdotto Franco D’Alfonso, Le motivazioni lette da Stefano Rolando per Piero Bassetti e da Anna Catasta per Alessandra Kustermann. Una prolusione generale sul valore del riconoscimento civico svolta da Silvio Garattini.

Anna Catasta, Franco D’Alfonso, Stefano Rolando

Introduzione – Franco D’Alfonso

  • Il Consiglio direttivo del Circolo e Centro Studi Emilio Caldara ha promosso – dopo un avvio sperimentale nel 2023 – l’iniziativa annuale (anzi ad avvio “augurale” dell’anno) di un Premio intitolato ad Emilio Caldara, sindaco del primo Novecento di Milano. Sindaco innovativo, lungimirante, aperto al progresso, alla società, all’Italia, al futuro.
  • L’Assemblea dei Soci ha approvato questa istituzione e ha approvato la proposta di un riconoscimento sia a un uomo che a una donna, salvo ragioni congiunturali molto significative attribuite a personalità vive per la testimonianza di restituzione alla persona. E ha accolto all’unanimità sia i punti caratterizzanti di questo Premio sia le scelte e le motivazioni di questa edizione in avvio dell’anno 2024.
  •  Quanto ai punti caratterizzanti essi si riconducono ai valori civici comunque espressi – nella professione, nello svolgimento di mandati elettivi o rappresentativi, nell’esercizio culturale e civile del pensiero e dell’azione rivolto alla società e alla comunità, in cui il sapere e il progetto personale coincidono con gli interessi collettivi. E in cui lo sguardo – sostenuto da solide  radici e  consapevolezze – è orientato ad un futuro generale di libertà e benessere generale.
  • La scelta dei premi 2024 ha riguardato due illustri concittadini milanesi (il fattore nativo non è naturalmente un vincolo per il Premio Caldara, Caldara stesso essendo nativo di Soresina nel cremonese) i cui nomi campeggiano alle mie spalle. Nelle loro diversità e nei loro elementi di convergenza.
  • Le motivazioni verranno lette da Anna Catasta, nostra vice-presidente, per Alessandra Kustermann e da Stefano Rolando, nostro direttore scientifico, per Pierro Bassetti, Il prof. Silvio Garattini – che ringrazio a nome di tutti i presenti per avere accolto oggi questo ruolo – interverrà proprio su questo profilo legato alle differenze, alle specificità e alle convergenze di due figure che ben conosce. Come bene sono conosciute dalla società milanese e da coloro che sono convinti che forse non abbiamo bisogno di eroi ma di modelli di iniziativa, di pensiero e di coraggio civile sì.
  • C’è bisogno di premi? Credo sia giusto dare qualche risposta a un quesito naturale. Ci sono premi  di cui non si sa neppure bene quale sia la membership (penso al Nobel, per esempio) di cui quasi tutta l’umanità si fida perché la selezione è molto competente ed è per lo più al riparo da pressioni. Poi ci sono premi – penso a molte località di villeggiatura – che hanno istruttorie vaghe e che servono – o credono di servire – alla notorietà del luogo, finendo alla fine per premiare non i migliori ma i più noti.
  • È fin troppo chiaro che noi non siamo il Nobel, ma nemmeno una località di villeggiatura. Non abbiamo ancora la forza di creare un’istruttoria robusta facendo esprimere filiere di competenti (magari un giorno ci arriveremo) ma rappresentiamo un soggetto immateriale che consideriamo prezioso per una comunità: l’etica civica, sommata ad una buona conoscenza della storia locale e all’assoluta indipendenza nei confronti di poteri economici, politici e mediatici. Un “premio” dunque significa segnalare valori, esempi, modelli. E essere così coinvolti, nei limiti delle possibilità e delle relazioni, da un certo spirito di pedagogia valoriale.
  • Se oggi pensiamo al percorso di intuizioni, provocazioni, generosità intellettuale di Piero Bassetti, rispetto a quanto e come  lui stesso si è dedicato a Milano; se pensiamo alla criticità della questione delle libertà e dei diritti delle donne e a quanto Anna Kustermann ha fatto e continua a fare, abbiamo un senso molto preciso di quali contenuti e quasi significati appartengono a questa “pedagogia sociale”.
  • Per questo siamo grati a loro, agli insigniti, per avere accettato questo atto di riconoscenza. E ci sentiamo impegnati a irrobustire per il futuro sia la base delle nostre istruttorie sia il nesso di questo “messaggio” con quelli che vengono avvertiti come i maggiori problemi – e non nascondiamocelo, anche le maggiori criticità – della nostra città e della nostra  situazione sociale.

La sala del Circolo Caldara durante la prolusione del prof. Garattini (in prima fila Alessandra Kustermann, Piero Bassetti, la sen. Cristina Tajani, Dorina Perego).

Le motivazioni

Stefano Rolando per Piero Bassetti

A 95 anni, Piero Bassetti non dismette  – giorno per giorno – il  sua poliedrico e tenace modo di usare la ragione, la memoria, la speranza, la ricerca,  il confronto per occuparsi – da milanese e cittadino del mondo – di Milano e del Mondo. E di altre mille realtà. Tra cui la politica, anche regionale, nazionale, europea. La scienza, nella sua trasformazione tendente all’avverarsi dell’improbabilità. La dinamica generazionale, con un laboratorio famigliare ampio e plurale. La cifra glocale,  che comprende identità e L’oltre – confine intellettuale e spirituale – di una ricerca intensificata.

Queste e altre cose, molte cose che sembrano un po’ mancare a Milano e ai milanesi oggi, restano patrimonio quotidiano di Piero Bassetti.

Non contentarsi, mantenere viva la soglia critica, capire i rischi e le opportunità, raccordare passato e futuro, anche quando a quel passato bisogna fare correzioni di giudizio e a quel futuro bisogna essere capace di porre le domande giuste per cavarci qualcosa. Non dimenticando mai il significato metodologico di essere stato olimpionico della staffetta italiana  4×100 a Londra nel 1950.

Gli ultimi suoi libri – preferibilmente in forma di interviste – confermano che il pensiero non va in pensione. A condizione di avere imparato il metodo olimpionico dello staffettista. Di rivendicare l’orgoglio di un punto di vista non ecumenico. Di avere dato un’impronta a momenti rilevanti del cambiamento della nostra storia comune.

Socio sostenitore del Circolo e Centro Studi “Emilio Caldara”, è premiato oggi per tutte le ragioni dette prima,  ma anche per porci domande imbarazzanti o per lo meno difficili ogni volta che è parte delle nostre discussioni.

Nel colloquio di riflessione sulla pandemia (“Glocal a confronto”, a cura di Stefano Rolando, Luca Sossella editore, ottobre 2020) Piero Bassetti ha detto: “La pandemia si presenta come un problema di disorganizzazione del mondo. In cui il prezzo della disorganizzazione è anche questione di vita e di morte. La via della vita in una dimensione nuova comporta dapprima teorizzare la diversità. Se mi chiedi un parametro potrei dirti: né guardare indietro, né guardare in cielo. La strada segnata è quella di guardare avanti in un processo serio di maturazione. E in questa “maturazione” non ci metto solo informazioni tecnico-scientifiche. Ci metto anche – e forse soprattutto – un tema di arricchimento del sapere politico”.

E alla fine di quel colloquio, chissà forse intuendo l’architettura di questa premiazione oggi, ha detto anche: “Sono convinto che ci salveranno le donne. Forse non è un caso che il virus le abbia privilegiate per essere un equipaggio migliore della nuova arca”.

A margine di queste motivazioni due parole sui “pensieri in forma di libri” con cui il Caldara accompagna la targa del premio conferito con l’unanimità dei soci a Piero Bassetti.

Per la storia religiosa dello Stato di Milano durante il dominio di Carlo V, di Federico Chabod – a cura di Ernesto Sestan, edito dall’Istituto Storico Italiano per l’età moderna, 1962. Acquistato a Roma alla Libraria antiquaria Cesaretti al Collegio Romano.

Apocalisse – L’Apocalisse di Giovanni, comunemente conosciuta come Apocalisse o Rivelazione o Libro della Rivelazione (da ἀποκάλυψις, apokálypsis, termine greco che significa “rivelazione”), è l’ultimo libro del Nuovo Testamento ed è la sola apocalisse presente nel canone della Bibbia, di cui costituisce uno dei testi più controversi e difficili da interpretare. Nell’edizione di Einaudi a cura di Cesare Angelini. Acquistato a Roma alla Libraria antiquaria Cesaretti al Collegio Romano.

Giuliano Pisapia, europarlamentare e già Sindaco di Milano, intervenuto con la moglie Cinzia Sasso.

Umberto Voltolina, presidente della Fondazione “Sandro Pertini” (e cognato del presidente) al Premio Caldara 2024

Anna Catasta per Alessandra Kustermann

Prima donna medico ad assumere il ruolo di primario di Ginecologia, Alessandra Kustermann ha sommato spirito di anticipazione nella vita professionale e coraggio del cambiamento nell’approccio civile in un ambito in cui aspetti clinici e sociali confinano perennemente.

Con pari tensione, rispetto alla sua lunga esperienza, dopo quarantatré anni di vita ospedaliera, centralmente alla Mangiagalli, Alessandra Kustermann si è dedicata di recente ad un ultimo rilevante progetto: Cascina Ri-nascita. Un luogo sicuro per offrire alle donne vittime di violenza e ai loro figli una opportunità di ripresa.

Milano si sintonizza così con un tema generale, esploso di recente in ogni territorio,  ma spesso in contesti in cui restano deboli la prevenzione, il presidio di sicurezza e di assistenza, il necessario lavoro culturale ed educativo.  Da qui il concorso evidente, nel suo caso, all’interesse generale di questo impegno.

Del resto, Alessandra Kustermann ha una vita intera di progetti importanti, immaginati, avviati, consolidati.

Nel 1996 ha creato il Centro Antiviolenza Pubblico SVSeD (Soccorso violenza  sessuale e domestica). Nel  2009 ha attivato il “Consultorio Familiare” della Fondazione IRCCS CA’ Granda, presso l’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, che ha affrontato l’accoglienza di  donne, ragazze e  famiglie,  con un qualificato approccio multidisciplinare.

Un filo rosso lega professione e progettualità. L’impegno costante a favore del benessere, della salute e della libertà di scelta delle donne. Donne  che, nell’evoluzione contraddittoria di una società che esprime crescita e conflitti, non ottengono ancora la “priorità” necessaria  per diventare la condizione che genera la “parità”.

La cerimonia di saluto che la Mangiagalli ha riservato alla dottoressa Kustermann il primo febbraio del 2022 per ringraziarla dei suoi 43 anni di servizio – cerimonia di cui c’è traccia in rete – è stato il toccante riconoscimento di quella comunità scientifica  per la creazione e la gestione qualificata di servizi, supporti, percorsi di accoglienza per le donne di tutte le età nell’ambito della salute riproduttiva, della contraccezione e dell’interruzione di gravidanza, della sessualità, della gravidanza, della genitorialità, della possibilità di uscire da situazioni di violenza. Il senso civico di questa missione, si è inoltre sempre unito ad una presenza attiva soprattutto a Milano nel dibattito pubblico, nella relazione con l’associazionismo di scopo e con le reti professionali, attorno a cui media e istituzioni la hanno sempre percepita come una pregevole e stimata interlocutrice.

Nell’anno istitutivo del “Premio Caldara”, i Soci del Circolo sono lieti e onorati di individuare nel nome e nella esperienza di Alessandra Kustermann un motivo socialmente alto per segnalare anche simbolicamente il valorce paritario del riconoscimento.

A margine delle motivazioni, alcune parole per dire del “pensiero in forma di libro” che accompagna la targa della premiazione. Alla ricerca di un libro dedicato a raccontare la donna in una forma ampia e universale ci siamo imbattuti in una mostra di fine ultimo secolo promossa dalla Biblioteca Casanatense, patrocinata dal Ministero dei Beni Culturali. Moltissime fonti, moltissime immagini. Catalogo di 400 pagine esaurito nel circuito librario. Recuperato alla Libreria Antiquaria Cesaretti al Collegio Romano. Il titolo è: Donna è…L’universo femminile nelle raccolte casanatensi

Silvio Garattini, presidente emerito dell’Istituto “Mario Negri”

La prolusione di Silvio Garattini

In attesa del link alla videoregistrazione

Franco D’Alfonso, Alessandra Kustermann, Anna Catasta, Stefano Rolando

Gli interventi finali dei Premiati

In attesa del link alla videoregistrazione

Al momento della premiazione Franco D’Alfonso, Alessandra Kustermann, Stefano Rolando, Piero Bassetti.

Con le targhe del Premio Caldara ai premiati “pensieri in forma di libri”.

Ad Alessandra Kustermann

A Piero Bassetti

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