Un parere a Radio IULM sul “caso Bandecchi”

Foto Alessandro La Rocca/LaPresse 26 Novembre 2022 Pisa,Italia-Sport, Calcio- Pisa vs Ternana – Campionato di calcio Serie BKT 2022/2023 – Stadio Arena Garibaldi Romeo Anconetani – Nella foto: Stefano Bandecchi, Presidente Ternana November 26, 2022 Pisa , Italy – sport, soccer – Pisa vs Ternana – Italian Football Championship League BKT 2022/2023 Arena Garibaldi Romeo Anconetani stadium – In the pic: Stefano Bandecchi, Presidente Ternana

Radio IULM –25.1.2024 , h.18.00

Benedetta Amabile

Caso Bandecchi. Fa discutere e polemizzare il comportamento del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, livornese di nascita, imprenditore e dirigente sportivo, che se me è uscito con espressioni grossolane a proposito delle donne, sostenendo che è “ora di finirla con il politicamente corretto”. Al di là della cronaca e del vespaio sollevato, chiediamo al prof. Stefano Rolando – che insegna da noi in IULM da molti anni Comunicazione pubblica e politica –  perché la comunicazione di chi ha rilevanti incarichi politi e istituzionali è così cambiata e da quando è così cambiata.

Stefano Rolando

La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo queste ultime notizie (perché il sindaco di Terni non è nuovo a questo stile) riguarda proprio il modello ternano di economia produttiva basato sull’acciaio. Ecco, una sorta di caricatura di quella specie di homus sovieticus, forte e maschio come l’acciaio, che un giorno ammicca grossolanamente alle donne, un giorno tira cazzotti ai consiglieri, un altro incarna chi spavaldamente regola i conti con battute che risalgono poi a quel tratto fascistoide che Antonio Scurati dice che molti italiani hanno ancora in pancia. In realtà non sono solo tratti individuali, di uno diciamo “fatto così”. Sono esempi di una trasformazione di fondo della comunicazione politica in cui l’obiettivo della visibilità conta più del merito dei problemi che un politico dovrebbe trattare.

Benedetta Amabile

Ma da quando e come si è trasformata questa comunicazione politica. Ricorre in questi giorni il trentennale della discesa in campo di Berlusconi. Forse da quel tempo?

Stefano Rolando

Mah, lì eravamo alle soglie dello sgretolamento di un sistema. Pur imponendo un modello ambiguo, fintamente morbido e garbato, in sostanza padronale e paternalistico, si stava imponendo un nuovo paradigma che ha fatto scuola. Il marketing doveva sostituire le ideologie. Di destra e soprattutto di sinistra. Conta – appunto – la visibilità e conta la semplificazione del messaggio. Che deve essere all’insegna dell’ottimismo, che nega i conflitti e che in sostanza sarà all’origine populista di quella che si chiama “seconda Repubblica”.

Benedetta Amabile

In questo caso c’è anche una sorta di prolungamento di una comunicazione che strizza gli occhi agli uomini che pensano che le donne siano solo un oggetto da possedere…

Stefano Rolando

Sì. C’è anche questo fattore nel clima comunicativo politico che sarebbe stato impensabile nella stessa seconda metà del Novecento (magari con qualche deroga ogni tanto). È il modello del “patriarcato” che Paola Cortellesi ha ben descritto nel suo recente film. Con lo stesso modo di chi lo esprime di coprirsi con forme che credono di essere spiritose per giustificarsi. Berlusconi faceva riferimento alla pia religiosità di sua mamma. Bandecchi cita la moglie che gli dice che dovrebbe star zitto e lasciar perdere la politica. In realtà il marketing che guida produce comportamenti “astuti”. Berlusconi aveva molte astuzie. E Bandecchi non scherza: non solo cita la moglie ma poi, in mezzo alla polemica sessista, si copre a sinistra chiamando in giunta un assessore che proviene dalla CGIL.

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