Maratea: destinazione 2026 – Inaugurato il tour attraverso l’Italia – Maratea ha presentato  il progetto con il quale si candida Capitale della Cultura 2026 – Sintesi delle dichiarazioni e dei resoconti per la stampa.

Maratea, 27 Gennaio 2024 -.Il futuro parte da un viaggio millenario.

Da porta sul Mediterraneo, all’Europa, al mondo, per una cultura comune delle civiltà, senza confini. La presentazione alla città in un affollato evento, con molti giovani, all’IIS “Giovanni Paolo II” di Maratea.

La sala affollata della Biblioteca dell’IIS Giovanni Paolo II a Maratea in cui si è svolta la presentazione introdotta da un saluto della prof. ssa Giovanna Cafasso dirigente del complesso scolastico, guidata e moderata da Giulia D’Argenio, responsabile della “cabina di regia” del progetto di candidatura.

È questo lo slogan della candidatura di Maratea a Capitale Italiana della Cultura 2026, ma anche il racconto di sé che la città lucana vuole portare nel tour di promozione presentato oggi, sabato 27 gennaio a Maratea presso la Biblioteca dell’Istituto Giovanni Paolo II alla presenza di autorità e studenti.

Le tappe comprenderanno Milano, lunedì 5 febbraio, Roma, lunedì 19 febbraio e infine Potenza, giovedì 29 febbraio: eventi nei quali verrà illustrato il progetto che vuol portare Maratea ad essere non solo protagonista di una stagione culturale, ma modello di apertura e inclusività e motore di sviluppo.

Maratea porta aperta sulle culture del Mediterraneo, città in movimento tra mare e montagne, dove la storia lascia il segno profondo dell’arte e della bellezza, protagonista di un ambizioso progetto che mira a fondere storie e saperi dell’intero Paese, come illustra Daniele Stoppelli, Sindaco di Maratea:

“Maratea si candida a Capitale Italiana della Cultura innanzitutto per la sua storia, testimoniata dai giacimenti archeologici presenti: nel nostro mare ci sono le ancore micenee, greche, romane. Successivamente, durante le persecuzioni, Maratea è diventata l’approdo dei monaci basiliani che hanno lasciato segni profondi di cultura e arte. Maratea, quindi è l’approdo del Mediterraneo e si pone con la sua storia e con la sua cultura quale città di sviluppo civile del territorio. Maratea, porta del Mediterraneo si propone idealmente per il 2026 accanto alle Olimpiadi di Milano e Cortina 2026 che rappresentano un territorio che è porta verso l’Europa. Insieme rappresentiamo l’Italia dell’accoglienza verso il mondo”.

Il sindaco di   Moliterno Antonio Rubino ha messo l’accento su “lo spirito di unione dei comuni e dei territori che hanno dato vita all’ampio percorso interno alla Basilicata che propone sia il programma culturale per il 2026 sia un esempio per tutta la gioventù lucana che sarà coinvolta in un quadro di eventi che mirano a migliorare le ragioni e le condizioni per disegnare un futuro di lavoro e di radicamenti nel territorio”.

E anche il sindaco di Melfi Giuseppe Maglione ha fatto giungere un messaggio sia di speranza futura sia connesso all’importanza dell’unione tra i comuni proponenti: “un asse delle tre M, Maratea, Moliterno, Melfi, sotto la prestigiosa etichetta della perla del Tirreno, in un momento in cui riemergono non più sopportabili campanilismi, egoismi, prepotenze e la convinzione, per qualcuno, di essere sempre un po’ più intelligente di qualcun altro, noi abbiamo scelto la strada della leale e trasparente compartecipazione a un progetto collettivo. L’abbiamo fatto perché siamo certi che sia questa la strada che davvero fa crescere le comunità”.

Giulia D’Argenio nella fase di informazioni ai media che ha preceduto l’evento di presentazione.

Il territorio che circonda Maratea è ricco di storia e cultura, oltre che  di bellezze naturali. Il borgo antico è noto per le sue suggestive vie strette, le 44 chiese che racchiudono architetture, affreschi e opere pittoriche che attraversano le epoche. Il Monte San Biagio è meta di visita per il Santuario di San Biagio così come l’enorme statua del Cristo Redentore, gemellato con quello di Rio de Janeiro. Il tutto per godere della vista mozzafiato offerta dai suoi 600 metri di altitudine lungo tutta la costa e a 360° sui monti e le colline di Maratea. Nel 2023 Maratea è stata inserita tra i Borghi più belli d’Italia. Legambiente le ha attribuito le “5 Vele” della sua Guida Blu, nel 2015 il secondo posto nella classifica “La più bella sei tu”, dedicata alle spiagge italiane più belle, e il primo posto l’anno successivo. Ha guadagnato più volte la Bandiera Blu Fee (Foundation for Environmental Education) .

La significatività ambientale di Maratea e dell’alleanza dei Comuni lucani che hanno dato vita alla candidatura “Maratea 2026” è stata collocata da Antonio Nicoletti, direttore dell’APT Basilicata, nella “positiva continuità dell’esperienza importante di Matera 2019, proseguendo l’efficace nuova narrativa di un  territorio che sta riconquistando attenzione e reputazione nazionale e internazionale grazie alla qualità dell’offerta di varietà e diversità dei paesaggi e dei pregi culturali del patrimonio, in cui vanno sommando fattori creativi e partecipativi molto rilevanti in eventi come quello a cui ci siamo candidati per il 2026”.

Da sinistra: Antonio Rubino, Valentina Trotta, Daniele Stoppelli, Antonio Nicoletti, Stefano Rolando, Sandro Polci.

L’avvio del progetto a dicembre 2023

Lo scorso 13 dicembre, il Ministero della Cultura ha reso pubblico l’elenco delle città finaliste nella corsa al titolo di Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2026.

Questo passaggio ha aperto le porte alla fase finale del processo di candidatura, lanciato nel primo trimestre del 2023 con l’avvio del lavoro sul campo per la stesura del dossier contenente il progetto strategico e culturale di Maratea2026.

Un progetto di candidatura proposto dal Comune di Maratea e dalla Provincia di Potenza, soggetto promotore dell’iniziativa insieme alla Fondazione Francesco Saverio Nitti, ai Comuni di Moliterno e di Melfi e al GAL “La cittadella del Sapereoltre all’Università degli Studi della Basilicata e a tutti i territori che hanno voluto sostenere la candidatura.

Nel corso della presentazione è stato sottolineato anche come Maratea sia per sua tradizione e storia cerniera e punto di incontro di popoli, e come unendone le culture, sia in grado di farsi motore di un progetto che unisca il suo territorio al resto d’Italia e perfino al mondo.

“Sono abituato alla cultura dei significati, quindi vado al di là dell’aspetto specifico: se Maratea piace, vuol dire che è nel cuore degli italiani” ha affermato Stefano Rolando, Presidente del Comitato Maratea 2026 e Presidente Fondazione Francesco Saverio Nitti. Ma si può andare oltre e dire che è anche nel cuore dei lucani nel mondo che sono un milione. È poi nel cuore di quella comunità di villeggianti che quando scelgono una città, ne diventano figli adottivi. Sono i tre popoli di Maratea, quello che ci vive, quello che risiede nel mondo e quello adottato. Ma c’è anche un altro racconto da fare che riguarda quel “da costa a costa” che porta dal Tirreno allo Ionio e che passa attraverso Moliterno, Melfi, Potenza, tutti i Comuni che hanno aderito al progetto. Quindi non solo lo splendore del mare, ma anche la vita di comunità rurali, la vita delle città intermedie che si battono per mantenere l’occupazione. Considerando tutto questo vogliamo fare un programma per dare voce a popoli che si riuniscono”.

Una visione quindi che parte dalla storia millenaria, unisce i segni profondi delle civiltà passate e raccogliendo le esperienze del territorio vuole creare una proposta di cultura senza confini geografici e tematici. Un modello che è alla base della candidatura  a Capitale delle Cultura 2026, ma che Maratea costruisce su di sé per condividerlo con altri, pensando ad uno sviluppo culturale, sociale ed economico che proietti le bellezze del territorio italiano in una dimensione futura sempre più articolata.

“L’impatto desiderato e programmato è proprio quello di mostrare Maratea nella sua rilevanza culturale”, precisa Valentina Trotta, Assessore al Turismo del Comune di Maratea. “Questo è importante per noi, per la tradizione che Maratea ha negli eventi e nelle iniziative che ha reso possibile e solida la stessa candidatura. Maratea si propone come Capitale Italiana della Cultura proprio perché un po’ capitale, già si sente. Grandi personalità nel tempo hanno investito e lasciato il segno della loro presenza ed è quindi importante dare un respiro più ampio all’imprenditoria, al commercio, ai servizi, a tutto ciò che gravita attorno al turismo. Questo è stato lo spirito che ci ha guidato e che vogliamo portare in giro per l’Italia. Per far conoscere Maratea nella sua completezza, ma anche per essere d’ispirazione ad altre destinazioni, con il messaggio che quando la natura ha già donato tanto, è possibile e quasi doveroso andare oltre”.

Una considerazione importante  del territorio, come ambiente che accoglie e produce cultura collettiva è quella espressa da Edoardo Fabbri Nitti, Direttore Amministrativo e Finanziario della Fondazione Francesco Saverio Nitti.

 “La candidatura comprende una visione innovativa anche nel concepire il rapporto con l’ambiente, verso un turismo green, non invasivo, caratterizzato da mobilità sostenibile e contemporaneamente dando nuovi spazi per la cultura in questa città, in primis valorizzando Villa Nitti e rendendola l’epicentro delle attività culturali, dal teatro, agli eventi, rendendola un riferimento permanente non solo per la città di Maratea, ma anche per i turisti che potranno usufruirne. Questa è una città che sorge in prossimità di tre parchi e si affaccia sul mare. Viene definita una perla, ed in effetti è un tesoro da scoprire e vivere con cura e rispetto per non alterarne la bellezza. Capitale della Cultura sarebbe l’occasione per valorizzare tutto questo affacciandosi sul mondo”.

A rappresentare la visione degli “amici di Maratea” che hanno scelto il territorio marateota al di là della dimensione delle “vacanze”, ma anche come ambiente umano e culturale, l’arch. Sandro Polci (Legambiente) ha messo l’accento sulla “rappresentatività di questo territorio e di questa candidatura in ordine al grande significato per l’Italia dei borghi e delle aree intermedie, in cui tradizioni e specificità di storie ampliano il concetto stesso di cultura creando condizioni di dialogo e di attrattività fondate su valori”.

Maratea-Milano-Roma-Potenza. Un rapido tour in Italia prima delle audizioni al Ministero della Cultura, previste il 4 e 5 marzo per l’esposizione ufficiale della candidatura di “Maratea 2026”.

Dopo Maratea, le presentazioni a Milano, Roma e Potenza

L’appuntamento di Milano, lunedì 5 febbraio, durante la Borsa Internazionale del Turismo, vedrà la presentazione ufficiale del palinsesto di Maratea 2026. Vi prenderanno parte i rappresentanti del Comune di Milano, delle Fondazioni locali e delle Istituzioni culturali coinvolte e metterà l’accento sull’importanza per tutta l’Italia di un 2026 dominato non solo dalle Olimpiadi Milano Cortina, ma anche da un programma culturale dedicato al Sud Italia.

La terza tappa del viaggio italiano di Maratea 2026 si terrà a Roma lunedì 19 febbraio in occasione dell’anno italiano del Turismo delle radici, con la proposta di Maratea  di valorizzazione del territorio, come produttore di civiltà da diffondere.

La tappa di Potenza giovedì 29 febbraio offrirà l’occasione per confrontarsi su Maratea 2026 come una porta sul Mediterraneo che apre lo sguardo all’intera Basilicata interna, incontrando le reti istituzionali, accademiche, culturali e creative della Regione.

L’evento di presentazione nel TG di RAI3 delle stessa giornata del 27 gennaio

https://www.rainews.it/tgr/basilicata/video/2024/01/maratea-2026-capitale-italiana-cultura-candidatura-4d5804b4-e056-49c1-bc6f-0d6420794e72.html

Nota dell’ANSA

https://www.ansa.it/canale_viaggi/notizie/speciale_turismo_basilicata/2024/01/26/maratea-al-via-la-candidatura-a-capitale-della-cultura-2026_15e6d23e-1a45-4975-9788-59b488e6b499.html

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