Congedi. Antonio Paolucci (Rimini 29.9.1939 – Firenze 4.2.2024)

Antonio Paolucci è stato parte di una certa età in cui nella ottima squadra dei grandi sovrintendenti italiani – ed erano molti ad avere cultura, esperienza, capacità e autorevolezza – qualcuno doveva anche mostrare che la gestione del grande, immenso patrimonio italiano, ha anche bisogno di guida politica.

Più o meno in quegli anni erano finiti ai Beni Culturali, insieme a figure importanti (a cominciare da Giovanni Spadolini), anche figure improbabili. Lo fece con lo stile non sussiegoso che aveva ma entrando sempre nelle responsabilità di giudizio e di scelta. Con saggezza, insomma.

Ho avuto con lui molti momenti di sintonia. Ed è rimasta una amicizia, anche negli anni successivi, nella sua lunga direzione dei Musei Vaticani. In queste foto: da sovrintendente tratta con maestria un’esposizione e accompagna da ministro (governo Dini) la presentazione al Capo dello Stato – allora Oscar L. Scalfaro – del “Libellus de quinque corporibus regularibus” editato dalla Fondazione “Piero della Francesca”, di cui in quell’anno ero presidente, opera che si deve alla tenacia di Valentino Baldacci che al tempo era direttore della Fondazione. Una sua visione complessiva dell’arte in “Mille anni di arte italiana” (Giunti, 2006).

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