Lettere dalla Merica – n. 3/2024 – Questioni mai sopite: l’aborto.

Paolo Giacomoni (dall’Alabama)

Una coppia di Mobile, Alabama, ha sporto querela contro una clinica di fertilizzazione in vitro dopo che un energumeno ne aveva fatto saltare l’impianto elettrico e qualche embrione era stato scongelato senza possibilità di essere recuperato.

Un primo giudice aveva deciso che non vi era luogo per procedere, ma la Corte Suprema dell’Alabama è intervenuta. Basandosi su una legge del XIX secolo che criminalizza l’infanticidio ha deciso che chi è responsabile per il mantenimento degli embrioni e ne causa la perdita, è colpevole di infanticidio dato che « gli embrioni sono dei bambini ».

Il Partito Democratico dell’Alabama ha subito reagito chiedendo una legge che stipuli che « un embrione fuori dell’utero, fecondato o no, (Sic !) non deve essere considerato una persona umana ». Nei giorni successivi, la Camera dei Deputati dell’Alabama ha promulgato una legge che dichiara che la perdita, per qualsivoglia ragione, di un embrione non è un atto criminale.

L’America intera è diventata una cassa di risonanza e da un paio di settimane se ne sentono di tutti i colori. Il problema è affrontato in modo sbagliato : la domanda a cui tutti vogliono dare una risposta riguarda « quando » comincia la vita, e le risposte più strampalate ricevono spazio sulla stampa e nei media.

Il problema, ovviamente, non è scientifico : fecondato o no, l’ovulo è vivo : infatti può essere fecondato, e dopo la fecondazione l’embrione entra in un processo irto di difficoltà che può risolversi in aborti spontanei o nella nascita di un bel bebè. Se invece l’ovulo non viene fecondato, esso viene regolarmente eliminato.

Il problema è di società.

Alcuni personaggi decretano che il buon Dio vuol proteggere la vita. E allora non si capisce perché questi personaggi, anziché proibirli, non incoraggino il libero amore e la fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione (FIVTE), che darebbero una chance a tutti gli ovuli di essere fecondati e quindi di soddisfare all’eventuale « disegno » del Padre Eterno.

Altri pensano che un embrione non è un essere umano, e che quindi può essere scartato a piacere. Questi sono quindi favorevoli ad una legislazione che liberalizzi l’aborto, ma poi si urtano alla difficolta di giustificare il limite di tempo dopo il quale l’aborto diventa illegale : che differenza c’è tra il feto un giorno prima del limite e un giorno dopo il limite ? Con una filosofia totalmente differente, una coppia che conosco e che ha dovuto ricorrere alla FIVTE per procreare, dice di considerare gli embrioni congelati come loro figli e di non volere che siano « buttati via ». E ci anche sono quelli che sono contrari all’aborto perchè sono « pro life » e poi sono favorevoli alla pena di morte.

Aborti vs. nascite

Per una ragione o per un’altra, ci sono circa uno o due milioni di aborti all’anno negli Stati Uniti, contro un totale di circa tre milioni e mezzo di nascite. Perché non usare la pillola o il preservativo o un dispositivo intrauterino? Perché hanno un effetto negativo sulla libido. E poi la pillola può costare fino a 100 $ al mese e il dispositivo intrauterino può costare fino a 1.000 $. Come dire che l’aborto è un potente metodo alternativo per esercitare il controllo delle nascite e che, a 500 $ per aborto, il giro d’affari delle circa ottocento cliniche che offrono assistenza abortiva si avvicina al miliardo di dollari, senza contare il fatto che gli aborti al secondo trimestre di gravidanza sono molto più cari.

Quello che è affascinante è la cacofonia degli ignoranti che cercano con ogni mezzo di giustificare scientificamente la loro posizione, siano essi i liberals o quelli la cui religione si è storicamente sempre opposta al progresso scientifico. Troveranno una soluzione ?

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