Club di Venezia – Seminario in Slovenia su allargamento UE e lotta alla disinformazione – Stefano Rolando (presidente del CDV) – IT – EN

Seminario del Club di Venezia a Brdo pri Kranju in Slovenia sulle sfide della comunicazione dell’allargamento dell’UE  e sui progressi nella lotta alla disinformazione[1]

25-26 aprile 2024

Stefano Rolando (Presidente del Club di Venezia)

Buongiorno a tutti, vi prego di scusare la mia assenza fisica, ma questo evento cade in due giorni di festa nazionale civile in Italia in cui sono impegnato in  celebrazioni sia al nord che al sud dell’Italia.

Rivolgo un cordiale saluto alle autorità e ai colleghi sloveni che hanno creato le condizioni per questo ritorno del Club di Venezia nella bellissima Slovenia, paese  membro dell’Unione Europea dal 2004, anno del più grande allargamento dell’Unione della storia.

·        Un vivo ringraziamento a Petra Bezjak Cirman che dirige la struttura comunicativa di Governo;

·        un rispettoso saluto alla rappresentante del Governo, ministro per la Trasformazione digitale Emilija Stojmenova Duh,

·        un caloroso apprezzamento per la presenza ai lavori di una grande personalità slovena ed europea, come Borut Pahor, già presidente e primo ministro ma anche già europarlamentare e naturalmente parlamentare nazionale,

Il mio grazie è esteso a tutti i partecipanti, come sempre figure di rappresentanza nazionale ma anche esperti di qualità ed esperienza. Un dialogo tra operatori e analisti che sta diventando la cifra scientifica dell’evoluzione del Club di Venezia. Testimoni di governance ma anche di una certa  critica costruttiva ai modelli di approccio a quella complessità evolutiva che è oggi la comunicazione pubblica in Europa.

E un saluto affettuoso al mio amico Vincenzo Le Voci che guida saldamente la nostra organizzazione con un programma che in questo 2024 spazia geograficamente e disciplinarmente nelle condizioni oggi dell’Europa. Un anno che viviamo con preoccupazioni (le guerre e le crisi) e con speranze (le elezioni e il rinnovamento).

Due temi campeggiano nel programma: l’attuale dibattito sull’allargamento e un tema delle priorità di agenda creato dalla combinazione tra evoluzione tecnologica e crescita delle conflittualità: il quadro artefatto e subdolo della disinformazione.

La risoluzione del Consiglio dell’Unione europea del 12 dicembre 2023 ha ribadito le volontà in merito all’allargamento e l’ampiezza dell’agenda che ha al centro il perimetro dei Balcani occidentali e complessivamente vede in evoluzione i dossier di Montenegro, Serbia, Macedonia del Nord, Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Turchia, Ucraina, Repubblica di Moldova e Georgia, su cui non sta a me fare apprezzamenti di merito. Dico solo che nel tema comunicativo pubblico – cioè, non solo riguardante gli addetti ai lavori – si pone sempre più (e il caso dell’Ucraina facilita il ragionamento) la delicatezza e l’importanza di una consapevolezza: entrare in Europa significa anche che l’Europa diventa parte di questi paesi. Na nasce una complessità oltre che politica ed economica anche culturale e identitaria su cui i comunicatori – e in generale il trattamento intellettuale – deve lavorare con creatività al servizio della metabolizzazione collettiva.

Quanto alla disinformazione il  tavolo delle esperienze che il Club di Venezia ha messo in agenda da molto tempo ha ormai un lungo merito, tra chi affronta il tema con organizzazione e formazione adeguata e chi ancora non ha compiuto questa parziale riconversione di funzioni. È proprio questo aspetto di possibile ulteriore armonizzazione che rende importante il confronto di esperienza. Perché i processi digitali non hanno frontiere e il tema si affronta se il metodo e le finalità costituiscono condivisione di comprensione e approccio. Oltre alle infinite questioni politiche, scientifiche e ideologiche (che le guerre alle porte dell’Europa hanno acuito) e oltre all’enorme cantiere che la pandemia ha prodotto, noi da anni nelle riunioni del Club di Venezia ricordiamo sempre che al centro della corretta formazione degli operatori di comunicazione pubblica c’è la chiarezza di agire sulla piena comprensione tra il trattamento dei dati di realtà (la statistica) e i dati della percezione (prodotti dalla demoscopia). Demoscopia naturalmente legittima ma spesso usata in modo distorcente. Nella vicenda migratoria, ad esempio, questo tema si è rivelato centrale. E la cosa comunica a valere anche per altri settori. Sicuramenti i nostri dibattiti previsti in programma saranno chiarificatori.,

Auguro il miglior successo a questa edizione del meeting ospitato in Slovenia andando con  il ricordo all’eccellente risultato della prima occasione per il Club di Venezia di venire in questa terra. Era il 5 giugno del 2008 e io conservo ancora sulla mia scrivania la fotografia di noi tutti (sedici anni fa) allegri e con i mantelli indossati per visitare le grotte di Postumia.

Seminar of the Club of Venice in Brdo pri Kranju in Slovenia on the challenges of communicating EU enlargement and progress in combating disinformation[2]

25-26 April 2024

Stefano Rolando (President of the Venice Club)

Good morning everyone, please excuse my physical absence, but this event falls on two days of national civil holiday in Italy in which I am involved in celebrations both in the north and in the south of Italy.

I extend a cordial greeting to the Slovenian authorities and colleagues who created the conditions for this return of the Club of Venice to beautiful Slovenia, a member country of the European Union since 2004, the year of the largest enlargement of the Union in history.

·        A warm thank you to Petra Bezjak Cirman who directs the Government communications structure;

·        a respectful greeting to the representative of the Government, Minister for Digital Transformation Emilija Stojmenova Duh;

·        a warm appreciation for the presence at the works of a great Slovenian and European personality, such as Borut Pahor, former president and prime minister but also former MEP and of course national parliamentarian,

My thanks are extended to all the participants, as always figures of national representation but also experts of quality and experience. A dialogue between operators and analysts that is becoming the scientific hallmark of the evolution of the Club of Venice. Witnesses of governance but also of a certain constructive criticism of the models of approach to that evolutionary complexity that is public communication in Europe today.

And an affectionate greeting to my friend Vincenzo Le Voci who firmly guides our organization with a program that in 2024 ranges geographically and disciplinarily in the conditions of Europe today. A year that we live with worries (wars and crises) and with hopes (elections and renewal).

Two themes stand out in the programme: the current debate on enlargement and a theme of agenda priorities created by the combination of technological evolution and growth in conflict: the artificial and subtle picture of disinformation.

The resolution of the Council of the European Union of 12 December 2023 reiterated the will regarding the enlargement and breadth of the agenda which has the perimeter of the Western Balkans at its center and overall sees the dossiers of Montenegro, Serbia, Macedonia evolving of the North, Albania, Bosnia-Herzegovina, Kosovo, Turkey, Ukraine, the Republic of Moldova and Georgia, on which it is not up to me to make any praise. I’m just saying that in the topic of public communication – that is, not only concerning professionals – the delicacy and importance of awareness increasingly arises (and the case of Ukraine facilitates the reasoning): entering Europe also means that the ‘Europe becomes part of these countries. Here arises a complexity that is not only political and economic, but also cultural and identity-related, on which communicators – and intellectual treatment in general – must work with creativity in the service of collective metabolization.

As for disinformation, the table of experiences that the Venice Club has put on the agenda for a long time now has long-standing merit, among those who tackle the topic with adequate organization and training and those who have not yet accomplished this partial reconversion of functions. It is precisely this aspect of possible further harmonization that makes the comparison of experience important. Because digital processes have no borders and the topic can be addressed if the method and objectives constitute a sharing of understanding and approach. In addition to the infinite political, scientific and ideological questions (which the wars on the outskirts of Europe have exacerbated) and in addition to the enormous construction site that the pandemic has produced, for years in the meetings of the Club of Venice we have always remembered that at the center of correct training of public communication operators there is the clarity to act on full understanding between the processing of reality data (statistics) and perception data (produced by demography). Demoscopy is naturally legitimate but often used in a distorting way. In the migration story, for example, this theme proved to be central. And this also applies to other sectors. Our scheduled debates will certainly be clarifying. I wish the best success to this edition of the meeting hosted in Slovenia, remembering the excellent result of the first opportunity for the Club of Venice to come to this land. It was June 5, 2008 and I still keep on my desk the photograph of all of us (sixteen years ago) cheerful and with the cloaks worn to visit the Postojna caves


[1] https://www.gov.si/en/news/2024-04-26-addressing-the-disinformation-challenges-and-sharing-experiences-on-communicating-eu-enlargement/

[2] https://www.gov.si/en/news/2024-04-26-addressing-the-disinformation-challenges-and-sharing-experiences-on-communicating-eu-enlargement/

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