1988-2024, l’Italia a Francoforte: radici e futuro

Giovedì 9 maggio torno, dopo un certo tempo, al Salone del Libro di Torino, del cui avviamento fui parte delle decisioni e delle stesse responsabilità della scelta.

Torno per l’invito cortese dell’attuale commissario italiano alla seconda partecipazione dell’Italia come “paese d’onore” alla Buchmesse di Francoforte nell’ottobre 2024, Mauro Mazza.

Io lo fui la volta precedente, nell’ottobre del 1988.

I primi in Europa a sperimentare quel nuovo format del rapporto di un soggetto culturale complessivo sia con il sistema internazionale dell’editoria libraria sia con le attese della città di Francoforte, che si sentiva poco coinvolta dalla centralità tecnico-professionale di quella pur straordinaria adunata annuale degli editori di tutto il mondo.

Portammo sei padiglioni storici curati da Cinecittà, uno per secolo della storia dal Quattrocento al Novecento della relazione tra libro, cultura e spettacolo e 209 eventi in tutta la città, con cento autori letterari e saggistici (quell’anno – nel successo mondiale del “Nome della rosa” – idealmente guidati da Umberto Eco) e un’attenzione immensa della stampa tedesca e internazionale.

Il 1988, tre anni dopo il vertice UE di Milano che prefigurava il mercato interno unito e l’euro, solo un anno prima dalla caduta del muro di Berlino.

Con Mauro Mazza – commissario dell’edizione 2024 – parleremo alle 15 nella “Sala Blu” della Fiera di questi 36 anni (tantissimi e pochissimi) nel rapporto libro/cultura e Italia/Europa.

A quell’88 dedico solo due foto qui, delle tante dell’album di quell’evento, noi prima dei francesi e dei giapponesi, grazie a una speciale disposizione normativa messa a punto dal governo De Mita, per lungimirante collaborazione dell’allora segretario generale di Palazzo Chigi, il prof. Andrea Manzella.

Una è un frammento dell’impegno di Umberto Eco nell’evento, come era lui, tra il serio e il faceto, capace di scovare sottili e antiche radici e di fare battute sul gioco di parole del suo friggente vocabolario.

L’altra è il logo dalla partecipazione italiana (una maschera italiana inventata di sana pianta dal nostro designer Fulvio Ronchi avvolta nella I delle targhe automobilistiche italiane nota a tutti i tedeschi grandi turisti in Italia (nella copertina di un magnifico dossier che corredò quella spedizione lasciando le migliori tracce).

Queste foto per ricordare oggi sia Umberto sia Fulvio che non ci sono più. E con loro anche Mario Garbuglia, premio Oscar per la Scenografia, che con le magnifiche maestranze di Cinecittà immaginò e disegnò quei padiglioni espressione di un’accoglienza europea – certamente tedesca – alla proposta italiana di mettere al centro delle relazioni europee non solo l’economia e il commercio ma anche la cultura e la creatività.

Questa la presentazione dello spazio Italia alla Buchmesse nel programma ufficiale del Salone di Torino.

“La presenza di Italia Ospite d’Onore 2024 al Salone del libro di Torino, dunque, segna il tratto finale di avvicinamento alla presentazione del palinsesto italiano alla Buchmesse.

A Torino, grazie all’ospitalità della direttrice Annalena Benini, Italia Ospite d’Onore 2024 celebrerà il motto «Radici nel futuro» scelto in vista di ottobre. Lo farà in un panel dal titolo 1988-2024, l’Italia a Francoforte: radici e futuro con il Commissario Straordinario del Governo Mauro Mazza e l’ex capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri Stefano Rolando, suo «omologo» nel 1988. Un dialogo sui cambiamenti avvenuti nel mondo del libro italiano in questi ultimi 36 anni e grazie al quale approfondire l’anno che vide sia la nascita del Salone, sia l’Italia per la prima volta protagonista alla Buchmesse. L’evento si terrà giovedì 9 maggio presso la Sala Blu”.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *