Conferenza europea sulla comunicazione pubblica a confronto di nuovo analfabetismo e disinformazione a Strasburgo. Breve intervento conclusivo di Stefano Rolando.

Stefano Rolando, presidente del Club of Venice, nella parte conclusiva della conferenza europea a Strasburgo sulla comunicazione pubblica di fronte al nuovo analfabetismo e alla disinformazione, ha svolto una breve riflessione sulla trasformazione in atto, scientifica e professionale, della comunicazione pubblica.

“Le sessioni di dibattito qui a Strasburgo, città oggi piovosa ma efficiente, hanno passato in rassegna esperienze e laboratori professionali, pubblici e privati, orientati verso un lavoro scientifico e civile contro la manipolazione e la distorsione informativa. Chiaramente la pandemia ha dato una spinta concreta a questo segmento professionale e di ricerca. Il fenomeno della “infodemia” ha messo contro-radici preziose.
Sono per lo più giovani, di varie nazionalità (anche italiani), di scuola britannica, comunque preparati ed etici, che cominciano ad avere un mercato professionale e consulenziale, che esprime una domanda. Dpmanda delle università, di alcune istituzioni con lo sguardo avanti, di qualche parte del sistema mediatico (meglio dire degli editori) per avere chiarezza del rischio del mercato delle notizie e finalmente anche di agenzie di comunicazione e pubblicità per non trovarsi nei guai con clienti e organi di vigilanza. Ecco uno dei terreni in cui la comunicazione istituzionale, estesa a strutture di servizio pubblico dell’informazione, potrebbe consolidare il campo professionale cercando un suo ruolo di cornice e di qualificazione della sua missione pubblica”.

Rilevante nei lavori l’esposizione del prof. Simon Platek, capo del dipartimento digitale della “London School of Hygiene and Tropical Medicine” (LSHTM). E parimenti importanti sia la riflessione fatta da Natalie Maroun, direttore generale di RUN- Concept ( France), sia le testimonianze di Sarman Nazari (Open source Intelligence-disinformation analist, Alliance4Europe) e di Max Stearns (Head of Design, The Democratic Society, Londra-Bruxelles).
Fino a qualche tempo fa operatori professionali di questo calibro non sarebbero stati inquadrati, ne’ si sarebbero percepiti, come “comunicatori pubblici”. Oggi questi ambiti che si occupano centralmente di aspetti pubblici della comunicazione (opportunità e rischi del nostro tempo) stanno diventando le comete della trasformazione professionale e deontologica del settore”.

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