Condivido con viva preoccupazione ciò che è stato pubblicato ora sulle pagine di FB della Fondazione “Francesco Saverio Nitti”

Una nota della Fondazione “Francesco Saverio Nitti”Dom. 9 giugno 2024 h. 22.30

Mariano Dolci, decano dei nipoti diretti di Francesco Saverio Nitti, scrive alla nostra Fondazione per segnalare il severo disappunto della famiglia Nitti in ordine al provvedimento che  ha conferito a Italo Foschi, squadrista e poi gerarca fascista, responsabile in più di venti anni di molteplici crimini, la consacrazione di un francobollo della Repubblica italiana, con la copertura di motivazione di essere stato il presidente della squadra di calcio Roma (di cui si ricorda quest’anno il centenario della fondazione).

9 giugno 2024

Il decano dei nipoti diretti di Francesco Saverio Nitti, Mariano Dolci, quindi anche parte della famiglia Nitti che – attraverso l’associazione melfitana intitolata allo statista lucano, nato appunto a Melfi – ha creato insieme alle istituzioni territoriali la nostra Fondazione, ci ha scritto ieri  la lettera che qui fa seguito. L’argomento è in rete da alcuni giorni perché i maggiori quotidiani nazionali, ma anche la stampa veneta e Rai Veneto e nei territori che hanno più conosciuto le gesta criminose della figura implicata, oltre al maggiore periodico popolare cattolico italiano “Famiglia Cristiana”. L’Anpi nazionale con una lunga comunicazione ha poi comunicato che il provvedimento è stato assunto dal governo e che riguarda in forma esplicita il 140° anniversario (incredibile argomento!) della nascita del gerarca fascista in questione. Tutti sollecitano l’immediato ritiro del provvedimento. In ogni caso, siccome il camuffamento delle “ragioni” del provvedimento riguarderebbe il centenario della costituzione della squadra di calcio Roma, noi stessi ci uniamo alle richieste in corso chiedendo in particolare  ai tifosi e simpatizzanti della Roma di ottenere l’immediata separazione di questo anniversario dalla figura di chi era protempore presidente, in quanto gerarca fascista, del sodalizio,  per tutte le ragioni che la lettera di Mariano Dolci ricorda. Tra  cui, all’origine, la responsabilità acclarata di avere progettato e guidato nel novembre del 1923 la distruzione dell’abitazione romana del presidente Nitti, all’origine dell’espatrio di tutta la famiglia per 22 anni.  22 anni in cui il gerarca in questione, tra l’altro prefetto di Belluno durante la Repubblica di Salò, ha continuato a fare le sue imprese.

Sono nipote di Francesco Saverio Nitti (ex-Presidente del Consiglio 1919-1921) e l’ho conosciuto bene essendo io stato accolto in casa sua dopo la morte di mia madre, Maria Luigia, sua figlia, fino al giorno della morte di Nitti avvenuta a Roma nel 1953 quando allora io avevo 16 anni.  Come mia sorella Antonella, che si associa a questa nota, siamo entrambi soci dell’ANPI, io a Pisa, mia sorella presidente della nostra associazione a Stoccolma. Da questa breve presentazione può essere  intuita l’irritazione, lo scandalo e la dolorosa impressione che la notizia del “francobollo di Stato”, nel senso di attivato dai competenti organi del Governo,  dedicato al capo squadrista Italo Foschi ha provocato in me e nei miei familiari.   Come è stato possibile?  Non riesco a trovare le parole per esprimere la mia indignazione, ma soprattutto il mio sconforto e la mia tristezza per la notizia di veder dedicato – con la irrilevante copertura del centenario della AS Roma (di cui Foschi fu il primo presidente) – un francobollo a quell’Italo Foschi in realtà capo della spedizione degli squadristi che fece numerose “bravate” tra cui la distruzione della nostra abitazione romana. Mio nonno si salvò grazie a  una scala di servizio che accedeva al terrazzo, ma poi dovette traferirsi con la famiglia in esilio per venti anni.  Esistono foto delle distruzioni di quella casa. Le biografie ci dicono anche che Foschi finì il suo percorso “militante” nella Repubblica di Salò al servizio dei nazisti e, come hanno scritto in questi giorni soprattutto sulla stampa veneta, di atroci persecuzioni razziali nei confronti degli ebrei italiani.   Mio nonno è deceduto da tempo e non può dunque assistere a questo nostro tempo di omologazione  del fascismo ovvero –  ed è quasi peggio –  di indifferenza per il “passato regime”. Non apro qui la discussione su ciò che ottanta anni di ricerca storica hanno fatto ampiamente emergere. La domanda viva, mia e di molti, resta quella sul perché possono accadere senza adeguati controlli e dunque senza trasparenza delle argomentazioni fatti di omologazione di questo genere nell’ambito delle nostre istituzioni. Scrivo dunque questa lettera per dovere di testimonianza. Scrivo all’ANPI, associazione a cui appartengo e scrivo parimenti alla Fondazione “Francesco Saverio Nitti” attivata dalla famiglia Nitti e dalle istituzioni perché sia possibile richiamare l’attenzione di tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali, dal Presidente della Repubblica che ci ha fatto l’onore (come familiari di Nitti) di riceverci in occasione dell’avvio delle celebrazioni del centenario del Governo Nitti, alla Presidente del Consiglio dei Ministri che certo ha gli strumenti di accertamento e di revoca del provvedimento. Sono immobilizzato per un problema alle vertebre e conto quindi solo sul mezzo “postale” per rendere qui la mia testimonianza.  Nel caso, senza metterci il francobollo.
Mariano Dolci

Il servizio del TG3 Rai Veneto dedicato alla questione

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2024/06/francobollo-celebra-italo-foschi-squadrista-fascista-repubblichino-ventennio-sdegno-comunita-ebraica-venezia-16660e4e-0075-4673-9592-ddbc425b42ad.html

Tracce nella stampa romana dell’assalto squadrista nella casa di F.S. Nitti a Roma al civico n. 18 di via Farnese, il 29.11.1923.

Una foto (archivio Fondazione Einaudi) con alcune tracce della devastazione di casa Nitti nel 1923  (il pianoforte)

Nella foto che segue: Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceve la delegazione della Fondazione Nitti per l’avvio delle celebrazioni del centenario del governo Nitti. Palazzo del Quirinale, 20.2.2019. Il secondo da destra è Mariano Dolci.

https://www.quirinale.it/elementi/23393#&gid=1&pid=4

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