Valdo Spini – I “Matteottini” – in “Matteotti 100 anni fa” – Dossier di Repubblica a cura di Ottavio Ragone e Conchita Sannino (giugno 2024).

Valdo Spini (primo a destra), con Vittorio Emiliani e Stefano Rolando (Roma, EUR – 8.12.2018) – Tratta da Radioradicale.

Valdo Spini è autore di una capitolo del libro dossier che Repubblica – nel quadro del centenario del delitto Matteotti – ha realizzato a cura di Ottavio Ragone e con la collaborazione di Conchita Sonnino, in abbinamento gratuito al quotidiano la Repubblica il 10 giugno “Matteotti, 100 anni fa“. E’ un capitolo importante perché accuratamente trattato e perché tema poco trattato in generale nell’ampia rivisitazione del caso Matteotti. Cioè la realtà del PSU, del Partito Socialista Unitario, che faceva capo a Filippo Turati e che si scisse rispetto alla maggioranza “massimalista” del PSI dopo il congresso di Livorno in cui anche l’altra ala, quella dei comunisti, si scisse rispetto al PSI.

Il PSU nacque nel 1922, con orientamento democratico riformista, nel 1925 assunse il nome di Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI), venendo poi ridenominato Partito Socialista Unitario dei Lavoratori Italiani (PSULI) nel 1927. Il 19 luglio 1930, il PSULI si riunificò con il PSI di Pietro Nenni in occasione del XXI Congresso socialista, tenutosi in esilio a Parigi. Filippo Turati morì a Parigi il 29 marzo 1932. Nel suo testo, Valdo Spini ricorda – oltre a Matteotti – tre figure di spicco di quel soggetto politico che ebbe dunque 8 anni di vita: Pertini, Saragat e Rosselli. 8 anni di difficilissime condizioni sia per il “faremo come in Russia ” della sinistra comunista e massimalista, sia per l’affermazione nel 1924 e dell’avvio della dittatura fascista. Il capitolo è qui riprodotto fotograficamente.

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