Lettere dalla Merica n. 7/2024 – 1.7.2024 – In lode di Joe Biden

Paolo Giacomoni

Stefano Zweig (morto nel 1942)

Joe Biden (nato nel 1942)

Non ho visto il dibattito Biden-Trump.

Non l’ho visto perchè sono in vacanza in Francia, intento a guardare i dibattiti per le legislative e quindi profondamente angosciato.

In Francia come negli USA, il risultato dipenderà dall’atteggiamento dei radical-chic. 

In Francia, dove l’espressione è più calzante, questi personaggi vengono designati dal termine ben più ironico, di gauche caviar.

Di fronte alla scelta « estrema destra » contro « estrema sinistra », come voterà la gauche caviar?

Certi personaggi dell’intelligentsia borghese e cerebrale sono sempre stati « schifiltosi » e non hanno mai voluto confondersi col proletariato.

Troviamo nell’opera di Stefan Zweig un’ottima descrizione di questa intelligentsia nei saloni intellettuali della Vienna degli anni trenta del secolo scorso, dove si promuoveva il surrealismo, si disprezzava il comunismo e si ridicoleggiava il sentimento patriottico della guerra 14-18.

Questo atteggiamento, che in quegli anni trenta aveva contribuito al successo del fascismo in Germania e nell’Europa Centrale, rischia di mantenersi nella Francia di oggi, dove proletariato e  lumpenproletariat sono composti da emigrati nordafricani, sensibili al problema Palestinese, mentre i fascisti in giacca e cravatta sostengono l’azione di Netanyahou a Gaza.

In America gli orfani della Clinton, scandalizzati dalla mediocre performance di Biden contro Trump, si sono messi a berciare che Biden deve passare la fiaccola alla Harris e starnazzano dicendo che ci devono essere più candidati LGBTQ.

Questi personaggi sono più pericolosi, per la democrazia in America, di una coorte di energumeni baffuti e tatuati, per dir così, montati su Harley Davidson e armati di Kalashnikov.

Violano le leggi più elementari della comunicazione e del marketing sottolineando le debolezze del loro « prodotto », propongono un « prodotto » alternativo (la Harris) il cui livello di popolarità non si innalza al di sopra di quello delle margheritine in uno spazio erboso ben curato e, mossi da un desiderio tribale di vendetta, fanno dimenticare tutte le ragioni per cui i commentatori equilibrati dicono, a ragione, che Biden è il miglior Presidente dai tempi di Franklin D Roosevelt in poi.

Biden ha un eccellente e ineguagliato record di « risultati » legislativi.

Con una comunicazione attenta alla sensibilità della middle class ha aumentato le probabilità di ricevere i voti degli americani- e delle americane-moderati, che sono in cuor loro favorevoli all’aborto ma che rifuggono dall’esibizionismo esagerato di certe frange liberal-progressive che hanno maggior successo nel dissuadere che nel convincere.

Il Partito Democratico ha già cominciato una contr’offensiva intesa a ricordare, al pubblico,  che Biden si è sempre saputo risollevare dai colpi che la sorte ha portato contro di lui o contro la sua famiglia, eccetera eccetera, e intesa a mettere in chiaro, all’interno del partito, che Biden è il solo candidato possibile, tanto per quanto ha già compiuto quanto per ciò che c’è ancora da compiere.

Speriamo che le frange stravaganti si mettano in riga.

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