{"id":11714,"date":"2026-05-17T22:06:35","date_gmt":"2026-05-17T20:06:35","guid":{"rendered":"https:\/\/stefanorolando.it\/?p=11714"},"modified":"2026-05-26T22:40:44","modified_gmt":"2026-05-26T20:40:44","slug":"podcast-191-il-mondo-nuovo-18-5-2026-agenda-politica-italiana-tra-citta-e-nazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/stefanorolando.it\/?p=11714","title":{"rendered":"Podcast 191 \u2013 Il Mondo Nuovo \u2013 25.5.2026 &#8211; Agenda politica italiana, tra citt\u00e0 e nazione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em><strong><em>Due turni amministrativi nel 2026. Oggi &nbsp;le urne chiuse in 749 comuni di cui 18 capoluoghi di provincia con affluenza buona ma in calo del 5% dal precedente turno. Il centrodestra canta vittoria. Il centrosinistra divaga. &nbsp;In autunno secondo turno con Milano, Napoli e Roma al centro. Si configurano gli assetti delle coalizioni e si misura il consenso su sicurezza, &nbsp;qualit\u00e0 della vita e futuro. Le politiche del 2027 dipenderanno veramente &nbsp;dal logoramento del centrodestra (che oggi elettoralmente non appare) &nbsp;e &nbsp;dalle grandi intese del centrosinistra (oggi pi\u00f9 che mai in altomare)? . Il bipolarismo sar\u00e0 tale se avr\u00e0 parit\u00e0 di leadership e di programmi. E le tre nostre&nbsp; grandi citt\u00e0 che influenza potranno avere sulla politica malata italiana?<\/em><\/strong><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Stefano Rolando<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Versione scritta: ttps:\/\/stefanorolando.it\/?p=11714<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Versione audio: <a href=\"https:\/\/www.ilmondonuovo.club\/agenda-politica-italiana\/\">https:\/\/www.ilmondonuovo.club\/agenda-politica-italiana\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Napoli-Roma-Milano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"650\" height=\"430\" src=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Napoli-Roma-Milano.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11716\" style=\"width:811px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Napoli-Roma-Milano.jpg 650w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Napoli-Roma-Milano-300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Torno con i miei podcast&nbsp; alla nostra politica interna.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte mi prendo divagazioni \u2013 parlando di libri, film, questioni sociali \u2013 perch\u00e9 la politica resta un piatto spesso con poche consolazioni. Da noi, in fondo anche ora, pur di fronte a sfide complesse da leggere e da interpretare, c\u2019\u00e8 qualcosa di repulsivo, appunto di sconsolante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vedrete che <strong>alla fine non ci sar\u00e0 una legge elettorale che riporter\u00e0 a votare gli&nbsp; elettori in fuga<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sar\u00e0 una legge elettorale che bloccher\u00e0 le liste sui nomi scelti dai segretari di partito \u2013 anche se in Italia si tratta di due donne, due segretarie di partito&nbsp; \u2013 che non se la sentiranno di lasciare liberi gli italiani di scegliere appunto con libert\u00e0 i candidati. Questa cosa non ridurr\u00e0 l\u2019astensione e mortificher\u00e0 anche il principio che la democrazia interna ai partiti non deve essere umiliata dal fatto che se scegli di avere opinioni diverse dal capo rischi di uscire di scena. La malattia dei partiti, in questo modo, continuer\u00e0 e non sar\u00e0 questo il turno di una svolta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, la vita va avanti. Il mondo ci apre gli occhi. Ci mostra uno scenario in cui per i paesi intermedi \u2013 come ha detto a Davos il premier canadese <strong>Mark Carney<\/strong> \u2013 si gioca la partita del secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella di non finire schiacciati dai nuovi imperi, ma di creare nessi forti per tenere in equilibrio i destini liberi e democratici del mondo. Ma bisogna predisporsi a questo. Bisogna conservare principi e formare vere classi dirigenti. Soprattutto bisogna mettere in agenda obiettivi ambiziosi. Come si \u00e8 visto dai recenti sondaggi (Diamanti su Repubblica) <strong>l\u201985% degli italiani sostiene di non seguire pi\u00f9 alla cieca gli Stati Uniti<\/strong> e di prendere le necessarie autonomie, anche in maggioranza chi vota Meloni e persino tra chi resta favorevole alla figura di Trump. Come sar\u00e0 utilizzata questa netta indicazione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Comunque, ci interessa il mondo, ci interessa l\u2019Europa e ci si interessa all\u2019Italia. Come vedete i nessi restano importanti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La responsabilit\u00e0 di <em>fare la nostra parte<\/em> \u2013 parlo come italiani &#8211; dobbiamo assumercela. Non tirare a campare. Non vivere di paura e nasconderci dieto alle soluzioni che crediamo \u201cmeno peggio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questo in buona sostanza \u00e8 lo scenario principale del biennio 2026 e 2027<\/strong>. E \u2013 come \u00e8 sempre in democrazia &#8211; questo scenario \u00e8 regolato dagli andamenti elettorali. Anche quando la posta \u00e8 fatta di altre cose, pi\u00f9 semplici e concrete, come la propria citt\u00e0, il proprio comune. Sicurezza e lavoro. Per\u00f2 li 2026 prevede in Italia due turni amministrativi e il 2027, subito dopo, prevede le elezioni politiche generali. Questa doppia scadenza ha dunque nessi importanti. Questa \u00e8 la griglia che dovrebbe imporre alla politica italiana di modellare l\u2019endemica crisi di s\u00e9 e dei partiti, sollecitando veri leader, seri programmi, convinte coalizioni. Cose che si ottengono quando l\u2019obiettivo \u00e8 governare non comiziare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A questo argomento provo a dedicare qualche spunto nel podcast di oggi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Oggi si sono chiuse le urne per 749 comuni, dunque un voto diffuso che ha compreso diciotto capoluoghi di provincia. <\/strong>Venezia e Reggio Calabria, in primo luogo, in cui il centrodestra vince al primo turno e Salerno dove stravince &nbsp;Vincenzo De Lucaa dividendo con l\u2019accetta il centrosinistra. E poi anche Mantova, Pistoia, Arezzo, Messina, Agrigento, Enna in cui i pronostici non sembrano sconvolti e il bipolarismo si divide i resti. Il tema che i media evidenziavano di pi\u00f9 era <strong><em>ribaltone o continuit\u00e0? Il titolo che prevarr\u00e0 sar\u00e0 a favore della continuit\u00e0<\/em><\/strong>. Il dato generale di affluenza in s\u00e9 \u00e8 buono, poco pi\u00f9 del 60%. Ma se confrontato con il turno precedente in quei comuni un altro 5% di cittadini \u00e8 rimasto a casa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dunque, se si vuol parlare di cambiamenti bisogna andare con il pensiero al &nbsp;secondo turno amministrativo<\/strong> e guardare con realismo alle <strong>politiche dell\u2019anno prossimo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella mia citt\u00e0, Milano, ho sentito dire che sar\u00e0 Milano a fare la prova generale di quel che l\u2019Italia dovr\u00e0 consolidare o modificare nel 2027. \u00c8 un vecchio vezzo dei milanesi di dire di essere stati \u2013 almeno dalla Liberazione d\u2019Italia in poi \u2013 il cantiere, il banco di prova, di tendenze che poi maturano nella politica nazionale. Fu cos\u00ec per il primo centrosinistra, fu cos\u00ec per l\u2019innesco degli anni di piombo, fu cos\u00ec per le linee dell\u2019evoluzione post-industriale, fu cos\u00ec per la nascita dell\u2019impasto tra secessionismo e populismo. Dunque, come si vede, <strong>non&nbsp; sempre la cometa qui&nbsp; si dirige verso i lidi della speranza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso ora Milano divide il ruolo delle grandi citt\u00e0 da intendersi come contraltare della politica nazionale, almeno con Roma e Napoli. E quindi la partita prende una certa fisionomia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensando anche che <strong>il centrodestra<\/strong> si \u00e8 affermato a livello nazionale per la capacit\u00e0 prima di Berlusconi o ora di Giorgia Meloni di tenere amalgamati soggetti diversi e conflittuali che di fronte alle urne ricompongono i conflitti e si presentano connessi. E le tre grandi citt\u00e0 hanno trovato in questi ultimi cinque anni&nbsp; soluzioni o almeno risposte all\u2019emergere del populismo demagogico. Con&nbsp; figure e programmi pi\u00f9 in linea con il&nbsp; riformismo pragmatico. Senza entrare troppo nelle distinzioni e nella filologia di contesti politici con le loro differenze, \u00e8 possibile dire che <strong>queste citt\u00e0 cubano risorse decisive per le sorti dell\u2019Italia<\/strong>: la demografia, le infrastrutture, i servizi, una quota importante di PIL, la rete di qualificati&nbsp; atenei, la parte pi\u00f9 rilevante del professionismo e della progettazione. Ma sono anche cantieri di paure, di competitivit\u00e0, di ibridazione, di lotte di interessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, \u00e8 un doppio scenario a tenere in piedi una nazione moderna.&nbsp; E questo biennio 2026-2027 \u00e8 per l\u2019appunto&nbsp; il campo di gioco della&nbsp; complessit\u00e0 di cui parliamo. <strong>Roma e Napoli <\/strong>hanno il vantaggio di una buona tendenza rigeneratrice in corso che si \u00e8 innescata con la possibilit\u00e0 che i due interpreti e registi&nbsp; &#8211; i sindaci Roberto Gualtieri e Gaetano Manfredi &#8211; accettino il secondo mandato per svolgere il consolidamento necessario.&nbsp; Che <strong>non si fa in un turno di governo ma almeno in due<\/strong>. Politicamente ci\u00f2 vale molto. Forse anche pi\u00f9 di eventuali loro successi personali altrove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre a Milano si gioca la partita di una cambio inevitabile di guida. Che pu\u00f2 raccogliere un\u2019eredit\u00e0 in movimento (investimenti e trasformazioni) magari correggendo un po\u2019 il tiro in senso sociale e progettuale (verso la citt\u00e0 metropolitana e i territori di riferimento). Oppure pu\u00f2 respingere&nbsp; avventurosamente questa eredit\u00e0 per trovare a sinistra figure accreditate come \u201ccollettori di pi\u00f9 facile consenso\u201d o a destra come \u201cintercettatori&#8221; delle ansie e delle paure innescate dal tratto di disuguaglianze prodotte dalla velocit\u00e0 dei cambiamenti introdotti. Perch\u00e9 \u2013 \u00e8 strano da dire rispetto al \u2018900 \u2013 ma le destre ormai crescono nel mondo a causa dell\u2019imporsi delle disuguaglianze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, <strong>la partita \u00e8 capire se e come la nuova generazione in pista riuscir\u00e0 a comporre naturali conflitti e trovare in una regia pi\u00f9 strategica e meno personalistica un ruolo per tutti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se a Milano riuscisse questa partita <em>di disegno<\/em> prima ancora che <em>di forza<\/em>, le tre citt\u00e0 nerbo della colonna vertebrale italiana si presenterebbero nel 2027 interpretando una parte del gioco nazionale che esse finora non hanno quasi nemmeno preso in considerazione. Covano propositi. Ma non hanno avuto forza e contenuti progettuali ancora cos\u00ec forti per esprimerli sullo scenario nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siccome la storia al passato non si fa con i se, ma quella al futuro si fa anche con i se \u2013 perch\u00e9 essi significano divaricazione e ipotesi e di scelte \u2013 poniamo questa riflessione a base di tante meno utili notiziole legate al posizionamento di questo o quel candidato. Ogni volta in una pozzanghera strategica, che si risolve in piccola demoscopia pre-elettorale. Mentre qui la partita si svolge pensando di pi\u00f9 all\u2019Italia, all\u2019Europa e al posizionamento internazionale e globale dell\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre (tra i tanti) <strong>temi di contesto<\/strong> di questo schema citt\u00e0\/nazione.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Il primo <\/strong>riguarda <strong>la tenuta del bipolarismo<\/strong>, fin qui imperfetto ma sostanziale anche a causa del masochismo, della frammentazione&nbsp; e forse anche dell\u2019insufficienza progettuale di un centro riformista o diciamo &#8211; con vecchie parole della politica \u2013 liberaldemocratico, di cui tanto si sfasciano progetti a causa di contraddizioni e personalismi, tanto si invocano nuovi corsi possibili. Sempre con tre focolai storici della politica a base: <em>quello cattolico, quello socialista e quello liberale<\/em>. Con evidente possibilit\u00e0 di soluzione solo riunendo in forma stabile e autorevole queste tre storie, che ben troverebbero spazio narrativo nel confermarsi dello scontro elettorale tra Elly Shlein e Giorgia Meloni. Ma il bipolarismo comporta che i leader siano simili e antitetici. La stranezza italiana \u00e8 che dovremmo misurarli sulla loro cultura di governo e sulla loro narrativa responsabile. La Meloni ci sta a giorni a giorni alterni. <strong>La Schlein \u2013 incredibilmente &#8211; non ha ancora deciso per il cambio netto di copione.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il secondo<\/strong> riguarda <strong>la forza di un progetto di ruolo dell\u2019Italia in Europa<\/strong> in ordine a cui c\u2019\u00e8 sul tavolo per ora solo e unicamente quello che Sergio Fabbrini chiama il \u201c<em>federalismo pragmatico di Mario Draghi<\/em>\u201d (ricco di progetti ma&nbsp; povero di base politica radicata). Sinistra e destra restano con il loro europeismo tattico<strong> (anche questo \u00e8 un fattore di debolezza della cultura di governo dei due schieramenti) <\/strong>&nbsp;e dunque&nbsp; sono ai margini della cabina di regia del tentativo europeo di inserirsi nelle crisi mondiali e anche nei conflitti mondiali con una voce in campo in grado di negoziare con i poteri del mondo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il terzo<\/strong> \u00e8 <strong>l\u2019abbandono nella seconda Repubblica di un prioritario progetto di riforma dello Stato<\/strong>, per preferire progetti di modifiche costituzionali in senso di controllo se non di autoritarismo politico; ma con progressiva prevalenza di impoverimento di idee e cantieri di modernizzazione dello Stato in quanto tale, unico strumento per una nazione intermedia di reggere la partita dell\u2019equilibrio tra economie pubbliche e private e dello scontro in atto tra processi di globalizzazione (vanificazione degli Stati) e deglobalizzazione (involuzione nazionalistica degli Stati). E <strong>qui non siamo nemmeno sul terreno della debolezza degli schieramenti, siamo su un copione sparito con i due poli che hanno perso totalmente la memoria rispetto alle rispettive radici.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sui miei tre punti di verifica, le cose si presentano senza ottimismo (se non, ripeto, per quel possibile venticello che le tre maggiori citt\u00e0 italiane possono soffiare sul nostro stralunato Paese).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>C\u2019\u00e8 anche dell\u2019altro, naturalmente<\/strong>. Molto altro. &nbsp;A cominciare&nbsp; dalle manovre economiche per le quali l\u2019Italia si presenta ora, dopo quattro anni di governo Meloni con situazione critica, con una crescita prevista solo dello 0,6% per il 2026 e un debito pubblico che supera il 137% del PIL. Il quadro dei salari che in controtendenza con l\u2019Europa \u00e8 in&nbsp; adeguamento da noi addirittura flette del 2%. &nbsp;O a cominciare dalle tendenze elettorali in paesi chiave dell\u2019Europa passibili di passare da controllo democratico europeista a soluzioni estremiste nel trascinamento della pur malata dottrina sovranista trumpiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Ma <strong>la dimensione del mio podcast \u00e8 giunta ai suoi confini<\/strong>. Un\u2019ultima battuta per dire che \u00e8 augurabile &nbsp;se si apra una discussione su questi fin qui brevi e preliminari spunti. Che si apra poi coraggiosamente a Milano, Roma e Napoli darebbe corpo a un grande interesse circa le connesse campagne elettorali:&nbsp; seguendo le evoluzioni nelle pieghe diverse di culture politiche e sociali che sono, tutte assieme quasi un superamento della crisi dei patiti, &nbsp;una vera forza potenziale del nostro Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due turni amministrativi nel 2026. Oggi &nbsp;le urne chiuse in 749 comuni di cui 18 capoluoghi di provincia con affluenza buona ma in calo del 5% dal precedente turno. 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