{"id":11920,"date":"2026-07-13T09:36:54","date_gmt":"2026-07-13T07:36:54","guid":{"rendered":"https:\/\/stefanorolando.it\/?p=11920"},"modified":"2026-07-13T09:36:55","modified_gmt":"2026-07-13T07:36:55","slug":"podcast-n-196-il-mondo-nuovo-13-luglio-2026-oggi-laddio-a-patrizia-nitti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/stefanorolando.it\/?p=11920","title":{"rendered":"Podcast n. 196 \u2013 Il Mondo Nuovo \u2013 13 luglio 2026. Oggi l\u2019addio a Patrizia Nitti."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Ne parlo qui a margine dei ricordi personali. Perch\u00e9 come ho scritto nel comunicarne la scomparsa, \u201c<em>con fermezza, spesso con soavit\u00e0, senza mai alterarsi, informata, aggiornata, capace di distinguere amici e rischi, si \u00e8 fatta onore in tutta la sua esperienza culturale e professionale e ha fatto brillare le sue stelle comete: le virt\u00f9 della sua famiglia, la qualit\u00e0 e i diritti delle donne, l\u2019amicizia italo-francese, l\u2019estetica del talento<\/em>\u201d. Fu lei all\u2019origine della rigenerazione della citt\u00e0 di Melfi e della costituzione della Fondazione \u201cFrancesco Saverio Nitti\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PN-Roma-20-feb-2008.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"905\" src=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PN-Roma-20-feb-2008-1024x905.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11921\" srcset=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PN-Roma-20-feb-2008-1024x905.jpg 1024w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PN-Roma-20-feb-2008-300x265.jpg 300w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PN-Roma-20-feb-2008-768x679.jpg 768w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PN-Roma-20-feb-2008-1536x1358.jpg 1536w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PN-Roma-20-feb-2008-2048x1811.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Stefano Rolando<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Versione audio<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualche rara volta ho dedicato &nbsp;uno dei miei podcast settimanali ad un \u2018occasione di congedo da figure e personalit\u00e0 molto presenti al cuore e alla ragione del nostro tempo da poter essere considerate \u201cfigure pubbliche\u201d. Cos\u00ec che \u2013 indifferente che fossero persone per me conosciute o sconosciute \u2013 la mia postura, di memoria e di racconto, assumeva un risvolto diciamo giornalistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con qualche venatura di analisi che viene dalla natura stessa di questa rubrica e anche per non riciclare &nbsp;con pure &nbsp;varianti di forma quanto gi\u00e0 in circolazione tra rievocazioni e cronache mediatiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa volta \u2013 pur nella componente di <em>risvolto pubblico<\/em> che hanno comunque coloro che si occupano di cultura e di questioni civili \u2013 la dominante personale \u00e8 soverchiante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec da confessare una forte ritrosia&nbsp; avuta tra sabato e domenica&nbsp; a mettere in pagina alcuni pensieri e trovare il tono di voce per cos\u00ec dire \u201cneutrale\u201d che considero una soglia non irrilevante di podcast che invitano alla riflessione pi\u00f9 che &nbsp;allo schieramento vociante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 prevalsa tuttavia la spinta a parlarne.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho limitato dunque la traccia a una scaletta, ma scegliendo parti comunicabili e parti non comunicabili di un evento che prima che essere \u201cnotizia\u201d \u00e8 un&nbsp; <em>lutto personale<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 dell\u2019amicizia personale, ci sono quasi trent\u2019anni di sintonie nate a fine anni \u201980, quando una mia collaboratrice al Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, purtroppo scomparsa, che era l\u2019editor della nostra linea di libri, <strong>Angela Jannitti<\/strong>, sposata con l\u2019economista <strong>Nicola Scalzini<\/strong>, accompagn\u00f2 nel mio ufficio una giovane signora italo-francese, tratti e lingua pi\u00f9 di impronta francese che italiana ma con l\u2019italianissimo e reputatissimo cognome dei Nitti, tutt\u2019uno invece con l\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019istanza \u2013 verso il governo \u2013 riguardava non suoi interessi personali (mostre, eventi, inaugurazioni) ma le condizioni della citt\u00e0 di Nitti, Melfi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbandono e incuria proprio mentre Fiat stava predisponendo l\u00ec lo sbarco dello stabilimento pi\u00f9 moderno e robotico della sua filiera produttiva. Un controsenso che andava affrontato \u2013 mi disse \u2013 prima dalla comunicazione e poi con misure concrete.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui l\u2019idea di provocare un ufficio come il mio. Gli accertamenti che feci mostrarono che tutto il quadro culturale locale era in rovina. Il Castello chiuso e malridotto. Il teatro sprangato. La pinacoteca vescovile nascosta in cantina. Un&nbsp; quadro civilmente spento. Erano i resti dei nittiani melfitani (<strong>Mauro Tartaglia<\/strong>, gi\u00e0 vicesindaco, in testa) che avevano messo in moto la <strong>famiglia Nitti<\/strong> e quell\u2019incontro era il primo certo insufficiente scalino per tentare l\u2019inversione di tendenza, che la Fiat non voleva o non poteva affrontare almeno in quella fase storica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ti tocca di guidare un ufficio pubblico di qualche levatura, passi il tempo a sentirti chiedere cose personali: lavoro, raccomandazioni, piccole opportunit\u00e0, favori. Eccetera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era forse la prima volta che sentivo come assoluta la cifra civile e l\u2019invocazione degli interessi generali, per potermela cavare con risposte vaghe. Prima, comunque, un\u2019istruttoria e poi forse un\u2019iniziativa da poter &nbsp;almeno creare condizioni di \u201cscossa pubblica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli accertamenti furono sul merito, con la parallela creazione di un meraviglioso nucleo civico di disponibilit\u00e0. La forma di conseguenza individuata per \u201creagire\u201d fu una problematizzazione tra istituzionale e civile (<em>l\u2019Italia che cambia, l\u2019Italia che frena<\/em>). Cio\u00e8 &nbsp;attraverso la realizzazione di un docufilm della serie che quel Dipartimento affidava in convenzione ad una grande agenzia di stampa italiana. Una realizzazione che rappresent\u00f2 in 50 minuti il tema posto, con&nbsp; una forma adeguata a una fonte non di lotta politica o agitatoria ma certamente di accertamento delle urgenze e delle migliorabilit\u00e0 del nostro Paese (era questa una linea di comunicazione istituzionale che al tempo comprendeva anche questioni di sviluppo, di occupazione, di mafiosit\u00e0, eccetera).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La presentazione a Melfi<\/strong> \u2013 pur se informale \u2013 fu evento popolare. Ma con attenzioni precostituite con ambiti anche di soluzione, in primo lugo i Beni Culturali e poi a seguire altri ambiti di responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non volevo e non voglio dar lezioni di comunicazione istituzionale ma quello messo in campo era molto simile ad un modello \u201cdi scuola\u201d. Nel frattempo, i Beni Culturali si mossero Mai loder\u00f2 abbastanza il segretario generale, mio amico e collega, <strong>Mario Serio <\/strong>che trov\u00f2 i fondi, ingenti, &nbsp;per la rigenerazione e il ripristino del Castello (oggi Museo aperto). La Diocesi riport\u00f2 in auge la Pinacoteca. Tre sindaci \u2013 uno dopo l\u2019altro &#8211; utilizzarono le norme sull\u2019edilizia civile per individuare le risorse e riportare a funzionalit\u00e0 il Centro Culturale Nitti (2500 mq attrezzati&nbsp; negli anni \u201960 contro l\u2019analfabetismo in condizioni di sventramento riportato ora a auditorium &nbsp;con aule e spazi di biblioteca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa nasceva collateralmente? La scoperta fatta con gli storici dell\u2019et\u00e0 moderna e contemporanea \u2013 al tempo il principale interlocutore fu <strong>Giuseppe Galasso<\/strong> \u2013 dell\u2019assoluto cono d\u2019ombra in cui la figura di <strong>Francesco Saverio Nitti<\/strong> \u2013 nonno per via paterna di <strong>Patrizia Nitti<\/strong> \u2013 pur grande meridionalista, ministro in tutta la prima fase del nuovo secolo con innovazioni importanti e con la gestione da Ministro del Tesoro della riscossa italiana in Guerra e poi della da presidente del Consiglio dei Ministri 1919-1920 negoziando la pace di Versailles \u2013 ebbene malgrado tutto ci\u00f2, fu figura schiacciata dalla morsa al tempo tra fascismo insorgente a destra e massimalismo insorgente a sinistra. Tanto che nel \u201821 si form\u00f2 su basi rivoluzionarie il Partito Comunista e nel \u201922 <strong>Mussolini <\/strong>prese il potere anche utilizzando il nazionalismo dannunziano per Fiume usato come clava contro <strong>Nitti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il presidente <strong>Nitti <\/strong>fu la distruzione della sua casa &nbsp;romana ad opera degli squadristi, poi &nbsp;l\u2019esilio per 20 anni prima in Svizzera poi a Parigi e alla fine nella Francia occupata anche l\u2019arresto da parte dei nazisti e la deportazione. Torn\u00f2 dopo la Liberazione membro della Costituente, padre nobile della rigenerata democrazia, ma ormai ai margini della sua vita e della sua straordinaria attivit\u00e0 innovativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un radicale (piccolo partito mazziniano) &nbsp;su posizione liberaldemocratica con una famiglia che occupava le tante diverse posizioni ideali dell\u2019arco costituzionale antifascista. Quindi senza aver generato una reale eredit\u00e0 politica. Risultato: la marginalizzazione anche storiografica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco cosa nasceva da quella storia. L\u2019idea di far partire da Melfi e da quel Centro culturale ristrutturato (accanto alla casa natale di Nitti, tornata in propriet\u00e0 della Fondazione)  il nucleo di una Fondazione che nel breve riportasse luce al pensiero e all\u2019opera di un\u00a0 grande italiano trascurato e poi anche restituire al Mezzogiorno e alla Basilicata in particolare il valore di una grade radice morale, culturale e politica che rianimasse gli interessi generali di quel territorio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Centro-Nitti-a-Melfi-20160728_164147-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Centro-Nitti-a-Melfi-20160728_164147-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11923\" srcset=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Centro-Nitti-a-Melfi-20160728_164147-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Centro-Nitti-a-Melfi-20160728_164147-300x169.jpg 300w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Centro-Nitti-a-Melfi-20160728_164147-768x432.jpg 768w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Centro-Nitti-a-Melfi-20160728_164147-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Centro-Nitti-a-Melfi-20160728_164147-2048x1152.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo il cammino fruttifero che fece fare quell\u2019incontro. Prima l\u2019associazione di territorio. Che <strong>Patrizia<\/strong> ha assunto sotto la sua responsabilit\u00e0 e quella della famiglia per creare coinvolgimento di comunit\u00e0. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi la Fondazione, con dentro l\u2019Associazione, partecipata dalle istituzioni lucane, dall\u2019universit\u00e0 &nbsp;della Basilicata e con tre ministeri importanti della Repubblica. Morto l\u2019amb. <strong>Joseph Nitti<\/strong> che fu il presidente di avviamento, fui posto nelle condizioni di non poter rifiutare la presidenza di una realt\u00e0 che ora va verso i venti anni di attivit\u00e0, con l\u2019interessamento di tutti i presidenti della Repubblica che si sono avvicendati, con&nbsp; un comitato per le celebrazioni del centenario del governo Nitti che ha visto <strong>Giuliano Amato<\/strong> prima presiedere quel nucleo progettuale poi assumere anche la presidenza onoraria della&nbsp; Fondazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Faccio breve questa storia, per dire che quell\u2019incontro di tanti anni fa \u2013 nei dieci stretti minuti di tempo dichiarati a disposizione quel giorno con una signora &nbsp;troppo elegante ed educata per irritarsi di questa arrogante limitazione &#8211; ha creato un vero e proprio cantiere ma anche un percorso intenso per misurare le nostre energie personali, a volte il nostro modo di indignarci, a volte il nostro modo di essere orgogliosi, pi\u00f9 spesso il combattimento per spostare di qualche millimetro la marcia del movimenti del fare e del pensare. Questi trent\u2019anni sono stati un baleno. Che arriva fino ad oggi. Con tutto ci\u00f2 che di personale, di amichevole, di complementare che una storia del genere pu\u00f2 produrre negli esseri umani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino ad arrivare a questo 10 luglio 2026 in cui Patrizia Nitti, piegata da un male incurabile, un tumore ai polmoni diventato invasivo e ingovernabile, nelle sue forme sobrie, mai alterate, mai segnate da lamentazioni, mai trasgredendo le buone maniere e il vocabolario, ci ha lasciati con il suo ultimo respiro alle 6 della mattina di questo &nbsp;venerd\u00ec, ricoverata all\u2019Hospice dell\u2019<strong>Istituto di riabilitazione Agazzi <\/strong>nei pressi di Arezzo, venendo oggi, proprio oggi luned\u00ec 13 luglio, tumulata nella tomba di famiglia&nbsp; Nitti al Verano con messa in suffragio alle 18 a S. Salvatore in Lauro a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche se volessi allargare il mio racconto, un podcast ha misure e limiti che non possono far raccontare molto altro. Almeno per\u00f2 &nbsp;va detto che mentre il cantiere nittiano si consolidava, <strong>Patrizia Nitti<\/strong> ha vissuto del suo reputato lavoro. Le relazioni culturali e artistiche tra Italia e Francia sono state il percorso professionale di una vera e propria tessitrice di talenti e di molti organizzatori di arte e cultura che le hanno valso le onorificenze dei due paesi e le responsabilit\u00e0 di spazi museali importantissimi sia a Parigi che in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho scelto di accompagnare la notizia di una scomparsa, con la narrazione di spunti che ci spiegano che l\u2019oggettivit\u00e0 del corso biologico della vita dovrebbe smorzare qualunque punto esclamativo di sorpresa e di incredulit\u00e0 rispetto a un decesso. Eppure, a volte proprio l\u2019avere&nbsp; un po\u2019 chiaro il <em>filo rosso<\/em> di alcuni percorsi non smonta la sorpresa ma aiuta a comprendere la perdita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ha testimoniato una signora nota in tutta il mondo, Premio ONU Rifugiati che ha salvato la vita di migliaia di donne e bambini nell\u2019Africa dei Grandi Laghi, come <strong>Maggy Barankitse<\/strong>, presso cui Patrizia era stata a Kigali per il trentennale della sua straordinaria impresa di pace, \u00e8 venuta dall\u2019Africa a Roma apposta anche solo per scambiarsi un sorriso proprio mentre l\u2019ambulanza partiva da casa per il suo ultimo viaggio. <strong>Giuliano Amato<\/strong> ha scritto \u201c<em>la rimpiangeremo<\/em>\u201d. L\u2019ambasciatore francese <strong>Yves Marek<\/strong> fa un detour in una missione per poter fare la sua testimonianza a S. Salvatore in Lauro. Uno dei critici d\u2019arte a lei pi\u00f9 vicini, <strong>Claudio Strinati<\/strong>, ha rinunciato ad impegni per esserci.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PHOTO-2026-07-10-18-59-09.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PHOTO-2026-07-10-18-59-09-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11922\" srcset=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PHOTO-2026-07-10-18-59-09-768x1024.jpg 768w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PHOTO-2026-07-10-18-59-09-225x300.jpg 225w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PHOTO-2026-07-10-18-59-09-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PHOTO-2026-07-10-18-59-09.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 chi interpreta il declino biologico come una condizione di ritiro. Patrizia \u00e8 stata letteralmente strappata alla vita e alla vitalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Almeno \u00a0questi dettagli li voglio riferire \u00a0nel mio ricordo,\u00a0 che resta \u00a0<strong>a margine dei tanti ricordi personali<\/strong>. Ma \u00e8 un dettaglio che d\u00e0 forse la misura del perch\u00e9 \u00a0questa \u2013 chiamiamola cos\u00ec \u2013 \u201c<em>notizia<\/em>\u201d\u00a0 oggi \u00e8 prescelta come il contenuto,\u00a0 permettetemi di dirlo, \u00a0pi\u00f9 importante di questa\u00a0 dolorosa giornata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne parlo qui a margine dei ricordi personali. 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