{"id":12033,"date":"2026-07-26T16:47:14","date_gmt":"2026-07-26T14:47:14","guid":{"rendered":"https:\/\/stefanorolando.it\/?p=12033"},"modified":"2026-07-27T16:06:40","modified_gmt":"2026-07-27T14:06:40","slug":"podcast-n-198-il-mondo-nuovo-27-luglio-2026-tentare-una-prenotazione-geopolitica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/stefanorolando.it\/?p=12033","title":{"rendered":"Podcast n. 198 \u2013 Il Mondo Nuovo \u2013 27 luglio 2026 &#8211; Tentare una prenotazione geopolitica."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In coda (per la prima volta in questi podcast) l&#8217;analisi di riscontro di Meta AI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>La geopolitica non \u00e8 un sovrammondo bloccato ma una complessit\u00e0 in movimento. Per fronteggiare il rischio della marginalit\u00e0 delle democrazie, il dialogo e l\u2019alleanza tra socialismo democratico, progressismo non massimalista, riformismo liberaldemocratico sono una ricerca di futuro per una parte del Mondo, per l\u2019Europa, per l\u2019Italia. C\u2019\u00e8 chi ci lavora, chi non sa che pesci pigliare, chi resta irretito dalle subordinazioni. Insomma, se c\u2019\u00e8 un internazionalismo dei sovranisti, pu\u00f2 ben rigenerarsi anche un internazionalismo dei progressisti. L\u2019anno elettorale (2027) spinge paesi importanti al chiarimento (noi compresi).<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Stefano Rolando<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Versione audio:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre la geopolitica ci presenta sempre pi\u00f9 il mondo nella gabbia dei nuovi imperialismi (America, Russia e Cina) succede che in vari paesi&nbsp; di questo stesso mondo e con il favore dei rispettivi elettorati si muovano tensioni, dialoghi, realizzazioni e ipotesi anche di breve e medio termine che meritano luce e attenzione. In particolare, vorrei dire, l\u2019attenzione degli italiani che leggono le cronache delle contraddizioni e delle paralisi del centrodestra e del centrosinistra, nell\u2019allontanamento dell\u2019Italia dai parametri della crescita e con l\u2019incremento costante dell\u2019astensionismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Facciamo qualche caso. <\/strong>Cominciando da paesi in cui si profilano modelli di progressismo in continuit\u00e0 con tradizioni di pensiero e di teorie che appartenevano anche all\u2019et\u00e0 che ha preceduto la rivoluzione\/tracimazione digitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Parlo della Spagna<\/strong> guidata da <strong>Pedro Sanchez<\/strong> dal 2018, sul filo del rasoio nel poter governare una maggioranza parlamentare e quindi sulle montagne russe di continui colpi di scena ma anche con la tenuta di una narrativa politica che, pur nelle fragilit\u00e0, si pu\u00f2 collocare nelle realizzazioni dimostrabili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image-2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"359\" height=\"188\" src=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image-2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12034\" srcset=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image-2.jpeg 359w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image-2-300x157.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Pedro S\u00e1nchez P\u00e9rez-Castej\u00f3n<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Parlo della Gran Bretagna<\/strong> in cui i laburisti hanno assunto l\u2019alternanza nel 2024 dopo 14 anni di governi conservatori, passando, alla guida del Labour, dalle posizioni radicali di <strong>James Corbyn<\/strong> al gradualismo e pragmatismo di <strong>Keith Starmer<\/strong> e ora, dal 20 luglio, alla posizione che appare di un certo &nbsp;movimentismo del nuovo leader e quindi anche primo ministro <strong>Andrew Murray Burnham<\/strong>, che ha avuto come principale esperienza la guida della citt\u00e0 di Manchester per 9 anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma \u2013 per uscire dai confini dell\u2019Europa &#8211; &nbsp;<strong>parlo anche del Messico<\/strong>, con alcune differenze strutturali e culturali, che ugualmente dal 2018 ha avuto una svolta caratterizzata dalla posizione progressista del <strong>Partito delle Rigenerazione Nazionale<\/strong> che l\u2019attuale presidente della Repubblica <strong>Claudia Sheinbaum<\/strong> &nbsp;&nbsp;&nbsp;(eletta con quasi il 60% dei voti) interpreta con molta dignit\u00e0 con &nbsp;il patriottismo dell\u2019indipedenza politica ed energetica del Paese e con forte caratterizzazione sociale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image-3.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"192\" height=\"265\" src=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image-3.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12035\" style=\"width:204px;height:auto\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Claudia Sheinbaum<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur potendosi citare altri casi di \u201csocialismo democratico al potere\u201d, di progressismo sociale e ambientale (<strong>riferimenti all\u2019Islanda, alla Norvegia, alla Danimarca<\/strong>), diciamo che se questa bandiera dell\u2019agire e del governare pensa di avere ancora diritto e opportunit\u00e0 di sventolare, questi casi, i loro risultati e l\u2019evoluzione dell\u2019immagine popolare del loro posizionamento, rivestono &nbsp;ora un certo significato per orientare investimenti nelle transizioni in corso. C\u2019\u00e8 di mezzo anche&nbsp; il <strong>recupero sociale del ceto medio, <\/strong>un declino cresciuto nel quadro della crisi che il nuovo secolo ha profilato fin dal suo inizio e che la crisi finanziaria globale del 2008 ha sanzionato con riverberi fortissimi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attorno alla credibilit\u00e0 di risposte convincenti dei <strong>democratici dopo Obama<\/strong>, si \u00e8 giocata la questione del \u201cceto medio\u201d nelle ultime elezioni in USA. Ma in modo non convincente. Tanto che \u00e8 stato premiato&nbsp; lo sciagurato ciclone opposto, populista e demagogico, interpretato da Donald Trump. Anche se il <strong>cantiere New York<\/strong>, guidato dal nuovo sindaco socialista&nbsp; integrazionista  <strong>Zhoran Mamdani<\/strong>, entra a far parte ragionevolmente \u2013 per il rilievo della citt\u00e0 \u2013 nel&nbsp; laboratorio di valutazioni a cui si sta accennando.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"226\" height=\"402\" src=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12038\" style=\"width:226px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image-2.png 226w, https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image-2-169x300.png 169w\" sizes=\"auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Zhoran Mamdani<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le elezioni in vista nei&nbsp; tre maggiori paesi fondatori dell\u2019Unione Europea (<strong>Francia, Germania e Italia<\/strong> a cui si aggiunger\u00e0 anche <strong>la Spagna<\/strong>) si presentano ora come un banco di prova dell\u2019allargamento della sperimentazione di una nuova sinistra di governo oppure della ulteriore radicalizzazione a destra che preme da tempo nel quadro interno. L\u2019Italia \u00e8 espressione adesso di un doppio travaglio irrisolto: della sinistra che non sa scegliere tra riformismo e movimentismo e della destra per contraddizioni fin qui tacitate ma che la provocazione del <em>vannaccismo<\/em> riapre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Francia<\/strong> e <strong>Germania<\/strong> vanno al voto con governi centristi che tendono a perdere quasi tutte le battaglie intermedie. In entrambi i casi si esprime per\u00f2 anche una sinistra di governo che ha tradizione, esperienza e radicamento territoriale, sia pure con fragilit\u00e0, contraddizioni e rischio continuo di provocazioni massimaliste. La Spagna \u2013 malgrado risultati socio-economici ragguardevoli \u2013 affronta il destino immediato con incertezze (connesse anche a scandalismo rovesciato sul governo), ma anche con risultati da vantare. Il massimalismo, abitualmente, \u00e8 il miglior fornitore dei pretesti dei reazionari (non a caso nel \u2018900 il peggiore dei nostri massimalisti \u00e8 divenuto il capo del peggior partito reazionario).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Proviamo a cogliere tratti comuni di questo cantiere indebolito ma vivo e vegeto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Oggi, il panorama dei paesi occidentali che esprimono governi di ispirazione <strong>socialista democratica o progressista-riformatrice<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 ridotto rispetto al passato, ma conserva laboratori politici di rilievo. Queste realt\u00e0 si distinguono per il tentativo di adeguare al <strong>gradualismo democratico<\/strong> (riforme pacifiche e istituzionali) un <strong>progetto teorico <\/strong>basato sulla redistribuzione della ricchezza, la giustizia sociale e lo sviluppo ecologico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I principali modelli attivi nel contesto occidentale sono tre, come accennato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il modello iberico, diciamo di&nbsp; \u201criformismo identitario e redistributivo\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cio\u00e8 la <strong>Spagna<\/strong>, guidata dal PSOE, che rappresenta uno degli esempi pi\u00f9 strutturati.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>un progetto teso all\u2019uguaglianza <\/strong>con riforme graduali ma incisive, come l&#8217;aumento sistematico del salario minimo, la tassazione dei profitti straordinari di banche e multinazionali energetiche, e l&#8217;espansione dei diritti civili.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>un\u2019idea dello sviluppo <\/strong>che unisce la crescita economica a un forte investimento pubblico nelle energie rinnovabili e nella digitalizzazione, proponendo un&#8217;alternativa aperta alla globalizzazione ma protettiva verso le fasce deboli.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Poi il laboratorio britannico, &nbsp;chiamato &nbsp;\u201cil pragmatismo sociale del Labour\u201d <\/strong>asua volta per ridefinire il concetto di riformismo dopo anni di opposizione:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>&nbsp;con proposte &nbsp;di uguaglianza,<\/strong> ora dichiarate dal nuovo premier &nbsp;Andy Burnham alla guida del governo, per superare la fase dell&#8217;austerit\u00e0 iniziale puntando sulla redistribuzione regionale e sul potenziamento dei servizi pubblici universali (sanit\u00e0 e scuola);<\/li>\n\n\n\n<li><strong>con un progetto graduale di &nbsp;sviluppo <\/strong>fondato su unapianificazione industriale statale coordinata con il settore privato, mirata a creare posti di lavoro di qualit\u00e0 e a governare la transizione tecnologica senza lasciare indietro le comunit\u00e0 industriali svantaggiate.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Infine, il modello nordico centrato su welfare universalistico e transizione verde. <\/strong>Cio\u00e8 ipaesi scandinavi che restano il punto di riferimento storico del socialismo democratico inteso come &#8220;terza via&#8221; tra capitalismo sfrenato e collettivismo.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La Danimarca <\/strong>dei socialdemocratici mantiene un <em>welfare state<\/em> universale ad altissima efficienza. Il progetto coniuga l\u2019 uguaglianza sociale (tramite forte progressivit\u00e0 fiscale) con riforme climatiche radicali e un modello economico flessibile e competitivo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La Norvegia<\/strong> dei laburisti utilizza &nbsp;i proventi delle risorse naturali per finanziare lo stato sociale, investendo nella riconversione verde e garantendo standard di uguaglianza e partecipazione democratica tra i pi\u00f9 alti al mondo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>L\u2019Islanda <\/strong>a trazione socialdemocratica (in coalizione) sta rilanciando un&#8217;agenda focalizzata sui diritti sociali e sull&#8217;integrazione internazionale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quali sono i tratti teorici comuni di questa stagione progressista?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A differenza del passato, queste esperienze non cercano la rottura con il mercato, ma applicano un <strong>gradualismo strategico<\/strong> fondato su:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>lo Stato innovatore, <\/strong>in cui&nbsp;Il pubblico non \u00e8 solo regolatore, ma anche il motore che indirizza gli investimenti verso la transizione ecologica;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>i nuovi diritti sociali <\/strong>che sono centrali: diritto all&#8217;abitazione accessibile, alla transizione digitale equa e alla parit\u00e0 di genere;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>un concreto argine al populismo di destra, <\/strong>attraversola proposta di una &#8220;prosperit\u00e0 condivisa&#8221; per contrastare l&#8217;avanzata delle destre radical-nazionaliste.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si capisce \u201cpesando\u201d questo polo socialista e post-socialista esso vive, governa e &nbsp;ridisegna ma resta spinto da opposizioni conservatrici e reazionarie verso un bipolarismo radicalizzato e quindi spesso insidiato dal rischio di dover venire a patti con l\u2019onnipresenza, nella sinistra, di tendenze massimaliste e antiriformiste. Il melanchonismo cresce come i funghi dopo qualunque acquazzone della storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, il progetto di essere parte della battaglia planetaria per la salvaguardia della democrazia e le sue regole passa attraverso una <strong>potenziale stabilizzazione. Ovvero verso una alleanza di sistema<\/strong> che &nbsp;deve &nbsp;guardare al rafforzamento &nbsp;in parallelo di <strong>un sistema che potremmo definire liberale<\/strong> che ha capisaldi nell\u2019Europa liberaldemocratica (malgrado il declino del macronismo e le ambiguit\u00e0 del popolarismo tedesco), appunto nella <strong>Polonia di Tusk<\/strong> e in alcune tendenze del nord Europa, ma soprattutto comprendendo <strong>il Canada, il Giappone, la Corea del Sud, l\u2019Australia<\/strong>. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, questa <strong>area di oggettiva alleanza si sta cautamente profilando: l&#8217;asse delle democrazie industriali di centro, europeiste e atlantiste.&nbsp; &nbsp;Che \u00e8 cosa diversa, ma con evidenti punti in comune, dell\u2019alleanza socialista-progressista.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image-4.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"264\" height=\"200\" src=\"https:\/\/stefanorolando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/image-4.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12036\" style=\"width:359px;height:auto\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\">Mark Carrney<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;obiettivo dichiarato da tecnocrati come Carney o da europeisti come Tusk, \u00e8 di difendere le istituzioni liberali senza scivolare n\u00e9 nel nazionalismo chiuso n\u00e9 nelle fratture culturali interne. \u00c8 ancora fragile perch\u00e9 dipende dalle elezioni USA, dal bilancio UE e dalla guerra in Ucraina. Ma sul piano economico e della difesa sta funzionando. Come dimostrano i coordinamenti su dazi, difesa, AI, materie prime critiche, eccetera. Manca ancora un &#8220;polo&#8221; formale. \u00c8 pi\u00f9 una convergenza ad hoc tra governi liberali di centro. Non c&#8217;\u00e8 un manifesto. Ma ci sono contenuti di dialogo che <strong>spingono UE, Canada, Giappone a parlarsi di pi\u00f9 tra loro<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Vien da dire, insomma, se c\u2019\u00e8 un internazionalismo dei sovranisti, pu\u00f2 ben rigenerarsi anche un internazionalismo dei progressisti.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Volendo leggere in modo semplificato l\u2019evoluzione geopolitica del mondo sferzato dal neoimperialismo russo e dalla temporanea fuoriuscita americana dalla democrazia liberale, i profili del socialismo democratico connesso a culture ambientaliste e integrazioniste e delle democrazie industriali liberal-centriste (pi\u00f9 di mezza Europa, una parte delle Americhe e del sud-est asiatico) costituiscono la via di mezzo tra le oligarchie autoritarie, &nbsp;il massimalismo e il populismo &nbsp;in agguato dappertutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordandoci naturalmente che <strong>un\u2019altra terza via si va disegnando<\/strong> attraverso la convergenza di paesi forti come <strong>India, Brasile, Sud Africa<\/strong> mentre <strong>la Cina<\/strong> mantiene la sua autonomia di traiettoria fondata sulla concentrazione di crescita tecnologica, di ricerca innovativa e di autoritarismo istituzionale che punta alla scontro russo-americano e all\u2019impasse europeo per creare una condizione globale di influenzamento per ora di tipo economico-commerciale. Ma quest\u2019altra \u201cterza via\u201d per il progressismo temperato non \u00e8 un\u2019area nemica per definizione. Anzi! Soprattutto per quanto riguarda la Cina bisognerebbe smetterla di parlarne senza studiarla a fondo nelle sue trasformazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pur detta cos\u00ec, in modo forse un po\u2019 semplificato, a qualcuno potrebbe venire in mente che le attuali condizioni di evoluzione profilano tendenze che paiono fatte apposta per sbloccare con meno indugi, personalismi e tattiche autoreferenziali il quadro bloccato e in declino della politica italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spingendo il disegno della sinistra progressista e del centrismo liberaldemocratico nel profilare un progetto nazionale con partecipazione globale teso a superare una realt\u00e0 di isolamento provocata ormai dalle contraddizioni interne del centrodestra e del centrosinistra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il tema dell\u2019internazionalismo progressista<\/strong> muove attualmente una componente pensante all\u2019interno del PD, ma che immagina pi\u00f9 il consolidamento di alleanze configurabili nel modello Mamdani che in una sorta di CLN mondiale contro la deriva antidemocratica capace di unire in condizioni maggioritarie due tradizioni che \u2013 si veda in concreto la storia italiana \u2013 hanno sradicato il fascismo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ora \u2013 leggendo recenti analisi \u2013 sembra si accontentino di dire \u201c<em>i socialisti sono tornati<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 un capitolo in evoluzione che tuttavia &nbsp;ha ancora poco tempo di messa a fuoco (investendo anche il progetto politico delle elezioni municipali delle tre pi\u00f9 importanti citt\u00e0 italiane, Roma, Milano, Napoli) cos\u00ec da rigenerare da noi un\u2019idea della politica che permetta ai giovani di partecipare a una partita significativa e non al puro accaparramento di posti per chi non sa o non ha un vero lavoro che sta diventando l\u2019umiliazione della politica italiana. Naturalmente se si parte dall\u2019opportunismo di Renzi, dai maldipancia di Calenda, &nbsp;dall\u2019irrilevanza di Magi &nbsp;o dal correntismo del PD questo disegno appena abbozzato si rischia di &nbsp;non vederlo nemmeno con il binocolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il riscontro al podcast di Stefano Rolando n. 198 del Mondo Nuovo \u201cTentare una prenotazione geopolitica\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Elaborato da Meta AI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">27.7.2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Testo integrale<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il podcast n.198 di Stefano Rolando centra proprio il tema che stavamo toccando: ricostruire un polo internazionale non sovranista e non massimalista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli spunti chiave del &#8220;Il Mondo Nuovo&#8221; del 27 luglio sono i seguenti.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La tesi centrale: &#8220;Prenotazione geopolitica&#8221;<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rolando usa un\u2019immagine forte: non aspettare che la geopolitica ci travolga. Bisogna &#8220;prenotare&#8221; un posto, cio\u00e8 costruire alleanze prima che il 2027 elettorale le congeli. La geopolitica \u00e8 movimento, non destino.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Chi deve fare l\u2019alleanza?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019autore indica tre gambe:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Socialismo democratico<ul><li>Progressismo non massimalista<\/li><\/ul>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Riformismo liberaldemocratico<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 esattamente il &#8220;centro liberale atlantista&#8221; di cui parlavamo: anti-sovranista ma anche anti-purismo ideologico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un internazionalismo dei progressisti come contraltare all\u2019internazionalismo dei sovranisti.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Il problema: tre atteggiamenti<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;<em>C\u2019\u00e8 chi ci lavora, chi non sa che pesci pigliare, chi resta irretito dalle subordinazioni<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradotto: c\u2019\u00e8 un\u2019avanguardia, c\u2019\u00e8 confusione, e ci sono forze bloccate da vecchie alleanze USA, Cina, Russia o da logiche di partito.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La scadenza: 2027 anno elettorale<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mette pressione. Francia, Germania, Italia e altri saranno chiamati a chiarirsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">O si costruisce ora un asse, o si subisce la marginalit\u00e0 delle democrazie liberali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si collega a quello che dicevamo prima?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tuo lavoro su \u201c<em>Transizioni e Manipolazioni<\/em>\u201d (si tratta di una schema di podcast in cantiere per una iniziativa dell\u2019Universit\u00e0 IULM in cui in ordine ad alcune declinazioni si \u00e8 fatta una ricerca in Meta AI) &nbsp;e questa &#8220;Prenotazione geopolitica&#8221; si parlano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le manipolazioni sono lo strumento con cui i sovranisti e i massimalisti stanno occupando lo spazio. <strong>La prenotazione \u00e8 la risposta<\/strong>: creare controllo e valutazione condivisi, regole, alleanze tra democrazie riformiste prima che altri definiscano loro le regole.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>In sintesi<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stefano Rolando di fatto chiede un multilateralismo fondato sulla difesa delle regole della democrazia. Con parole diverse, \u00e8 lo stesso polo che abbiamo mappato: parte del Labour, parte della Commissione UE, Sanchez, Tusk. A cui aggiunge anche il Messico di Claudia Sheinbaum e il Canada di Mark Carney<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In coda (per la prima volta in questi podcast) l&#8217;analisi di riscontro di Meta AI La geopolitica non \u00e8 un sovrammondo bloccato ma una complessit\u00e0 in movimento. Per fronteggiare il&#8230; <a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/stefanorolando.it\/?p=12033\">[Continue Reading]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14,30,25,59,35,62,60,61],"tags":[],"class_list":["post-12033","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dibattito-storico-politico","category-economia","category-europa","category-il-mondo-nuovo-online","category-mondoperaio","category-podcast","category-politica-ita","category-politica-internazionale","no-post-thumbnail"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/stefanorolando.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12033","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/stefanorolando.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/stefanorolando.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/stefanorolando.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/stefanorolando.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12033"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/stefanorolando.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12033\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12043,"href":"https:\/\/stefanorolando.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12033\/revisions\/12043"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/stefanorolando.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12033"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/stefanorolando.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12033"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/stefanorolando.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12033"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}