CSR- Salone delle responsabilità sociali – Università Bocconi – Via Roentgen 1, Milano – Venerdì 10 ottobre 2025

Saggio pubblicato da Francoi Angeli e in distribuzione da settembre 2025
Sintesi del testo
- Il “cittadino-cliente” è l’evoluzione trasformativa e generativa del cittadino “amministrato e suddito”.
- Il cittadino-cliente vuole decidere, partecipare, fare azioni che i consumatori (non consumisti) compiono quando scelgono, usano, smaltiscono e superano le barriere della sola e semplice fruizione passiva.
- Sono cittadini “resilienti” che sviluppano “un rimbalzo creativo” anche di fronte alle crisi. Il “cittadino-cliente” vuole delle risposte alle sue domande ed attese.
- Perché questo avvenga il modello vincente è il civismo “applicato”.
- Riprendendo la differenza concettuale tradizionalmente riferita alla distinzione fra scienza “di base” e scienza “applicata“, questo modello è la traduzione operativa e “applicata” di tutte le concettualizzazioni teoriche “di base” del civismo (aspetti sociologici, antropologici, politici, elettorali e così via).
- Il civismo funzionale ed “applicato” non è un vezzo intellettuale, è uno strumento che aiuta a vivere in logica di welfare di comunità e di wellbeing personale. Infatti “l’equilibrio civico” dei servizi si traduce in politiche reali e d’impatto per sviluppare l’indispensabile sostenibilità e combattere crisi ambientali, sociali, di governance.
- Il modello del civismo “applicato” è operativo tramite tutte le organizzazioni private non profit, profit, pubbliche e le “organizzazioni socialmente responsabili” che dal punto di vista economico aziendale si definiscono come aziende e Imprese Sociali Civiche (ISC). Nel rapporto con il cittadino-cliente, il modello del civismo “applicato” passa da un approccio prevalentemente istituzionale, garantista, burocratico e rigido a quello in logica di servizio civico partecipato e adattivo, salvaguardando il livello di interesse pubblico che sta alla base del rapporto.
- Inoltre, il libro tratta anche del marketing del civismo “applicato” che è l’insieme di strategie e pratiche per promuovere comportamenti di servizio civico responsabile, sostenibile e positivo per il contesto. Infatti, in molti casi il civismo “applicato” e il volontariato professionalizzato sono una reciprocità “aumentativa”.
- Il concetto di civismo è un “ismo” positivo nell’evoluzione del civismo “applicato” che offre ruolo e dignità al cittadino-cliente.

Giorgio Fiorentini (Bocconi) e Stefano Rolando (IULM) nel corso della presentazione
.Intervento di Stefano Rolando.
Spunti
- La parola civismo circola molto e con connotazioni diverse. Però lo scaffale che lo tratta e lo analizza è molto limitato. L’articolazione tematica o disciplinare più o meno riguarda alcuni diversi aspetti.
- Lo sguardo alla formazione storica del fenomeno (nel passaggio dal medioevo al rinascimento) che comporta alcuni contenuti di indagine:
Indagine storico-sociologica. Tra signore e popolo, l’originaria costruzione di forme intermedie della gerarchia dei gradi di governance delle comunità (materia anche delle scienze politiche).
Creazione delle corporazioni ( sociologia economica).
Attivazione dell’alta formazione (storia della pedagogia e della formazione) – L’invenzione delle università.
In questa cornice ci sono anche anticipazioni cioè intarsi interessanti nel tempo altomedioevale. Per esempio, l’ originaria normazione di diritti civili elementari (Costituzioni federiciane – 1231 – sanità /diritti / generi/ alta formazione).
- Poi ci sono temi dell’età moderna e contemporanea, in cui il civismo comporta:
una parte del condizionamento dei poteri e una componente del controllo sociale (la democrazia bottom up);
un tema della partecipazione diretta dei cittadini al dibattito pubblico contestuale alle opzioni sulle policies;
la manifestazione del pensiero su grandi cause (ambiente / pace / diritti umani) che si è anche manifestata con leader del civismo di scopo.
- Più ampio e corrente è Il trattamento del civismo politico:
attualmente esso è ineludibile nei contesti territoriali sotto i 20 mila abitanti e ha ruolo concorrente nelle realtà anche più abitate;
le liste civiche esprimono a volte reale indipendenza dai partiti politici, altre volte fenomeni fittizi e strumentali;
esse esprimono competenze per problemi radicati nel territori ma anche controindicazioni a volte per eccesso di localismo perché anche in piccoli contesti le soluzioni richiedono visione dei nessi causali nazionali e globali dei fenomeni;
solo creando forme federative interregionali sarebbe possibile ovviare, ma sono spesso esperienze difficili perché l’uscita dal localismo e la ricerca di nessi casuali introducono (soprattutto in età di globalizzazioni) nella cultura politica, molti fattori ’economici (le soglie minime che rendono possibili le economie rigenerative e di sviluppo).
- Vi è poi il civismo che riguarda i comportamenti dei cittadini in rapporto alla fruizione dei beni comuni e in rapporto alla qualità sociale.
È ciò che riportano più spesso i dizionari attorno alla parola “civismo”: “Osservanza delle norme del vivere civile, dettata dal rispetto per i diritti altrui e dalla consapevolezza dei propri doveri: comportarsi con civismo” (il contrario della mafiosità e del familismo amorale).
Furono famosi gli studi del sociologo americano Putnam in Italia negli anni ’70 riproposti di recente in forma aggiornata sul “civismo come quadro differenziato nel sistema regionale italiano” e le sue conseguenze sull’agire politico e sulla qualità del dibattito pubblico.
- Il saggio di Giorgio Fiorentini apre dimensioni nuove e interessanti anche nel trattamento della responsabilità sociale dell’impresa) e comunque tracciando una considerazione più sistemica sui modelli teorico applicativi nel rapporto tra produzione e consumo.
Un terreno di analisi che offre un modello per facilitare l’identificazione di chi si muove nella moderna innovazione civico-economica senza saperlo.
Un recupero di quella leva di sviluppo che è stata l’area intermedia (la filiera interna / la società autopropulsiva) in un quadro in cui la polarizzazione della politica (destra/sinistra senza centro) e del sistema di impresa (alta gamma globale e finanziaria rispetto a una miriade di piccole e media con scarsa competitività)
- Al centro del libro lo snodo di alcuni punti del ragionamento dell’autore che è economista aziendale con lunga esperienza di economia nel sociale e nel terzo settore.
Un primo tema è di linguaggio. Io stesso non avevo colto subito il senso del titolo dato al libro, a proposito del “civismo applicato”. Non riguarda una casistica di applicazioni passate. Ma il format di un modello teorico che può venire sperimentato. Quindi “applicabile”.
Un secondo tema riguarda la perimetrazione di un’area vasta di impresa a cui si attaglia questo modello. Il nesso tra economia e sociale. Che l’autore definisce così: “Il modello del civismo “applicato” è operativo tramite tutte le organizzazioni private non profit, profit, pubbliche e le “organizzazioni socialmente responsabili” che dal punto di vista economico aziendale si definiscono come aziende e Imprese Sociali Civiche (ISC)”.
Un terzo tema coinvolge (in un paese ad alto tasso di analfabeti funzionali e di “gregariato bombardato” non è cosa di poco conto) Il “cittadino-cliente” che – come scrive GF – “è l’evoluzione trasformativa e generativa del cittadino “amministrato e suddito”. Infatti, dice ancora l’autore, “il cittadino-cliente vuole decidere, partecipare, fare azioni che i consumatori (non consumisti) compiono quando scelgono, usano, smaltiscono e superano le barriere della sola e semplice fruizione passiva”.
Un quarto tema riguarda l’approccio anche al marketing nel senso del “marketing del civismo applicato”, cioè – queste le parole dell’autore – “l’insieme di strategie e pratiche per promuovere comportamenti di servizio civico responsabile, sostenibile e positivo per il contesto”.
Si segnalano al termine del testo alcune cinque spigolature su temi connessi, tra cui pregevole e denso di coinvolgimenti sulla materia il riferimento agli anziani (30%) e al quadro dei consumi in età digitale (disuguaglianze, esposizione a truffe e altri aspetti di insufficiente tutela).

Le isole acustichea allestite nel salone CRS nella sede dell’Università Bocconi in via Roentgen per consentire la multipla realizzazione degli eventi in condizioni di non interferenze