
Paolo Giacomoni
I risultati delle elezioni del prossimo novembre sono attesi da molti impiegati di agenzie federali come la NASA o i National Institutes of Health, che li hanno scelti come criterio decisionale per la loro carriera.
In funzione di questi risultati, infatti, decideranno se restare negli USA o se cercare impiego in università e centri di ricerca in Canada o in Europa.
Con il suo sproloquio di quest’oggi 2 febbraio, il Presidente Trump ha accorciato l’attesa. Ha infatti detto che la corruzione negli stati democratici è tale che in questi stati le elezioni non si faranno e che le elezioni saranno nazionalizzate.
La corruzione consisterebbe nell’incredibile numero di immigrati illegali che andrebbero a votare nei seggi elettorali degli stati a maggioranza democratica, gli stati cosiddetti “blu”.
E per evitare brogli elettorali, il Presidente Trump si è inventato un nuovo concetto giuridico: la nazionalizzazione delle elezioni, la cui definizione e la cui messa in pratica sfuggono alla comprensione del comune mortale.
Un’altra cosa che non si capisce sono le ragioni di questa fantastica e fantasiosa minaccia.
- Sono le pesanti sconfitte dei candidati MAGA in recenti sporadiche elezioni per rimpiazzare rappresentanti locali dimissionari o decaduti per alter ragioni?
- Sono I milioni di documenti che cominciano ad essere pubblicati e che danno un nauseabondo senso della partecipazione di Trump ai baccanali organizzati da Epstein con ragazzine preadolescenti?
- Sono il timor panico delle conseguenze dei due omicidi commessi in Minnesota dai poliziotti dell’agenzia per il controllo dell’immigrazione, omicidi commessi a sangue freddo su due cittadini nell’impossibilità di nuocere, come documentato da vari filmini registrati da persone presenti ai fatti?
Forse tutto questo e altro ancora.
Ma non si deve dimenticare che gli Stati, negli USA, godono di tanta indipendenza quasi quanto le Nazioni Europee in seno all’UE.
Le elezioni vengono convocate dai Governatori, e andare a interrompere un governatore è una cosa che il Governo Federale esita a fare, anche se ha la Corte Suprema in tasca, perché si rischia di arrivare al confronto tra la Guardia Nazionale che deve appoggiare il Governatore e, al limite, l’Esercito Federale mandato da Washington. Scenario difficile da immaginare, anche con la mente malata di un sifilitico terziario come quella di Trump.
Quello che è più probabile è che in novembre, il Governatore di uno stato repubblicano poco popolato non convochi le elezioni, con una scusa qualsiasi, l’afta bovina, una nevicata eccessiva o quel che si vuole, e così, con 49 stati che hanno votato su 50, la Corte Suprema avrà tutta la facoltà di dire che il nuovo congresso non è valido e troverà un modo provvisorio a lunga durata, per mantenere Trump al potere senza aver la noia di una Camera dei Deputati e un Senato che interferiscano.