Segnalazioni bibliografiche / Le Carte e le Storie / ed, Il Mulino (1-2025) pubblica due note su pubblicazioni promosse dalla Fondazione “Francesco Saverio Nitti”

Il Mulino – RivistewebSegnalazioni bibliografiche (doi: 10.1411/117630)

Le Carte e la Storia (ISSN 1123-5624) Fascicolo 1, giugno 2025

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Il fascicolo 1/2025 di Segnalazioni bibliografiche / Le carte e le Storie – edito dal Mulino, pubblica due note relativamente a pubblicazioni promosse dalla Fondazione “Francesco Saverio Nitti”, qui riprodotte.

Fondazione Nitti, Un ponte verso il futuro. Francesco Saverio Nitti e il centenario del governo italiano 1919-1920, a cura di Stefano Rolando, con la supervisione di Luigi Mascilli Migliorini, Napoli, editoriale scientifica, 2024, pp. 676.

Corposissimo volume, che comprende racchiusi a stento in un solo tomo molti e differenti materiali. Innanzitutto, preponderanti per quantità, gli atti del Convegno tenuto online nel 2020, in piena pandemia, per l’iniziativa della Fondazione Nitti e incentrato sul centenario dei due governi presieduti dal leader liberale (due, ma in stretta successione: l’uno tra il 23 giugno 1919 e il 22 maggio 1920, l’altro – più breve tanto da essere quasi inesistente – tra il 22 maggio e il 16 giugno 2020).

Governi, specie il primo, attivi in tempi di crisi profonda della democrazia liberale, alle prese con i problemi dei combattenti da reinserire nella vita civile, con le tensioni irredentistiche sfociate nel colpo di mano dannunziano di Fiume, con i grandi scioperi operai culminati nell’occupazione delle fabbriche, con le prime violente manifestazioni dello squadrismo fascista; e tuttavia caratterizzati – quei governi Nitti – da una lucida percezione delle trasformazioni istituzionali necessarie allo Stato liberale, da un moderno pensiero riformista e dalla presenza in essi di uomini, a cominciare dallo stesso Nitti che li presiedette, di grande capacità e visione politica.

Ma poi convergono anche nell’indice di questo volume molti altri materiali «aggiunti», introdotti da mai banali premesse di Giuliano Amato (presidente della Fondazione Nitti), dello stesso Stefano Rolando, deus ex machina del volume, di Luigi Mascilli Migliorini.

Intanto si danno in questa parte iniziale del volume molte notizie sulla formazione e l’operato del Comitato nominato per le celebrazioni e attivo per quasi tre anni: un ricco saggio di Piero Pagnotta su Francesco Saverio Nitti e la solitudine del riformismo italiano è il primo contributo storiografico. Ma poi seguono gli atti della giornata di studi promossa a Potenza il 18 dicembre 2018; e i testi di quella tenuta di Melfi il 28 febbraio 2019; e la corposa raccolta degli interventi all’iniziativa di Napoli, 5-6 aprile 2019, aperta da una bella relazione introduttiva di Amato, cui fanno seguito diversi altri interventi, tra i quali segnaliamo quello di Luigi Musella nella sezione su «Nitti e il meridionalismo». A Maratea, «in forma di teatro», si tennero il 21 luglio 2019 Quattro dialoghi di Nitti di cento anni fa, una intelligente maniera di avvicinare il pensiero nittiano al grande pubblico.

Quindi meritano una citazione particolare gli atti della manifestazione tenuta a Roma al Senato della Repubblica, presente il presidente della repubblica Sergio Mattarella, con interventi vari di studiosi di varia tendenza ma anche con puntuali introduzioni di personalità istituzionali. e poi ancora il testo del dibattito promosso il 30 giugno 2020 su L’anno delle decisioni difficili: Rolando, Amato, Giorgio La Malfa, Lepore, Corbellini, Imbriani, Mascilli Migliorini; e qui, in appendice, segnaliamo due saggi di Guido Melis, l’uno su Francesco Saverio Nitti uomo delle istituzioni; l’altro, che è pubblicato di seguito nel volume ma appartiene già alla sezione successiva (della quale subito si dirà), su Nitti, lo Stato, le idee e lo stile di governo.

Si diceva della successiva sezione: è quella curata da Michela Minesso e svoltasi in una successiva giornata milanese del 22 aprile 2021. e qui, dopo il saggio citato di Melis, si troveranno il contributo di Antonino De Francesco, Francesco Saverio Nitti e una sua lettura dell’Ottocento politico meridionale; di Michela Minesso, Nitti, lo Stato, le riforme sociali; di Giovanna Tosatti, Il Ministero dell’interno e i prefetti nittiani; di Antonella Meniconi, Lodovico Mortara ministro e la tentata riforma della giustizia; Dora Marucco, I «tecnocrati di area»: Vincenzo Giuffrida; di Paolo Passaniti, Il riformismo mascherato. Ludovico Mortara e la legge sulla capacità giuridica delle donne; di Gianni Silei, «Un contributo alla pace sociale». La Cassa nazionale per le assicurazioni sociali; di Massimiliano Paniga, Il Parlamento e l’assistenza ai mutilati e agli invalidi di guerra; di Christian Satto, Nitti e la monarchia.

Tra le ultime sezioni del libro, infine, segnaliamo gli atti della sessione romana dell’8 dicembre 2021 («L’europa senza pace») e poi una «Appendice» di «varie», comprendente un saggio di riflessione di Giovanni Vetritto, i testi pubblicati nel n. 2/2021 della rivista «Democrazia e diritti sociali» (Luigi De Santis, Francesca Canale Cama, Michele Cento, Donato Verrastro), un Docufilm su Francesco Saverio Nitti prodotto dalla Rai e un testo di Giampaolo Manzella tratto dalla «rivista giuridica del Mezzogiorno». Chiude l’opera una raccolta di immagini e fotografie.

Massimo Crosti, Nitti interprete del Novecento. Analisi del pensiero politico, prefazione di Francesco Barbagallo,Napoli, editoriale scientifica, 2024, pp. 216.

Una analisi approfondita sulle fonti di quello che a buon diritto si può definire «il pensiero politico» di Nitti: che non fu solo l’eminente governante che si sa (specie nel periodo dell’ultimo governo Giolitti quale ministro dell’Agricoltura, industria e commercio, e poi nel biennio 1919-20 come presidente del Consiglio) ma ebbe anche una sua forte originalità teorica, una idea dell’economia e dello Stato, una percezione come pochi suoi contemporanei delle trasformazioni alle quali l’una e l’altro andavano incontro nel primo dopoguerra. Tutti i temi nittiani sono esaminati da Crosti con acume e di molti di essi si segnala la modernità.

Così la sua analisi della questione meridionale (e gli studi di statistica che vi presiedettero, ad esempio generando la originale proposta di favorire l’emigrazione dal Sud per alleggerire la pressione delle braccia da sfruttare nei latifondi meridionali). Libro importante, dunque, da leggere e discutere, anche per valorizzare una figura di leader politico che nel dopoguerra (forse anche per sua colpa: non fu felicissima la sua partecipazione alla Assemblea costituente) fu forse ingiustamente sottovalutato.

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