

Presentato al Roman Urban Center di Viale Manzoni a Roma il libro di Giovanni Vetritto Per l’agorà. Scritti sulla questione urbana e territoriale 2008-2024 edito da Rubbettino (2025) con la prefazione di Giuliano Amato. Ne hanno parlato – con il coordinamento di Valentina Piscitelli – Paola Rossi, Rossella Muroni e Stefano Rolando.
Il volume raccoglie quindici anni di scritti e interventi del direttore generale per le politiche urbane e della montagna, la modernizzazione istituzionale e l’attività internazionale delle autonomie regionali e locali del Dipartimento Affari regionali e Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri e si apre con una prefazione di Giuliano Amato che conclude sulla “apprezzabilità della rassegna di concetti, di letteratura scientifica, di modelli organizzativi, di principi operativi coerenti con i tempi che viviamo, che è così uno stimolo ad una messa a terra con un coraggio riformista che tuttavia l’Italia sembra avere perduto”.
Stefano Rolando (sintesi)
I meritori interventi di Paola Rossi e Rossella Muroni hanno fatto emergere con chiarezza i contenuti dell’articolato volume che spaziano sulla vasta area di competenze dell’autore. Provo ad orientare le mie riflessioni su quelle che credo siano le intenzioni e le motivazioni dell’autore.
- Nella, comunque, delicata posizione relazionale di un dirigente generale dello Stato, da un lato rispetto al governo, al proprio ministro, alla politica in generale, dall’altro lato rispetto al sistema di impresa e professionale e più in generale rispetto ai cittadini, l’insieme di questa scrittura segnala l’affermazione di una importante responsabilità connessa al “diritto di parola”.
- La materia trattata investe nodi rilevanti di politica interna (la rigenerazione urbana e territoriale, con le sue complesse progettualità ma anche con le sue conflittualità) che ha risvolti materiali ma anche culturali e simbolici, che comportano un posizionamento non solo tecnico.
- I quindi anni di svolgimento di fatti e opinioni tende anche a misurare l’andamento della qualità della relazione interna ed esterna all’amministrazione e se vi sono ancora margini per l’assolvimento di un ruolo di moderna e civile “spiegazione”.
- Stesso approccio riguarda la messa in discussione di processi che – in quell’impallidimento del “riformismo” espresso nella prefazione del presidente Amato – investono la crisi delle relazioni inter-istituzionali.
- Infine l’autore esprime esplicitamente la speranza di una riqualificazione dell’agenda del dibattito pubblico e un certo metodo per tentare un necessario adeguamento (da qui il titolo del volume “Per l’agorà”).