Quando le apparenti piccole notizie rivelano fratture nel trattamento dei cittadini
Paolo Giacomoni

Una delle cose comuni ai cittadini paesi dell’Europa continentale è che tutti hanno in tasca la carta d’identità e nessuno se ne lamenta.
L’identità del cittadino è garantita dallo stato, la struttura che organizza i lavori di interesse collettivo, per cui si pagano le tasse e si ricevono i servizi : trasporti, scuola, energia, assistenza sanitaria, organizzazione anagrafica, assistenza sociale, polizia e vigilanza, infrastrutture, elezioni, posta e via dicendo.
E lo stato è organizzato in modo tale da poter rendere immediatamente il servizio anagrafico quando il cittadino abbia bisogno di certificati di nascita, di matrimonio, di esistenza in vita, eccetera a tal punto che perfino il paese più formalista, parlo della Repubblica (napoleonica) Francese, ha deciso che non c’è più data di scadenza : un certificato emesso oggi vale per sempre, come per altro le sue fotocopie.
Niente di più diverso negli Stati Uniti d’America.
In America si dice che gli USA sono nati per permettere una vita libera agli europei a cui erano imposti la religione (cuius regio eius religio, ricordate?) ed una serie di altre angherie come la non libertà di movimento, per cui per viaggiare era necessario richiedere al signore locale, un passaporto.
In un paese come la Germania del Seicento, composta da piú di trecento staterelli indipendenti, andare al mercato della città vicina poteva richiedere di attraversare almeno una frontiera per cui, per andare a vendere il proprio formaggio o comperare una sella di cuoio, uno doveva chiedere al « signore » locale permessi, passaporti, dichiarazioni e quant’altro che garantivano l’identità del suddito e gli elargivano il permesso di fare quel viaggetto. E non parliamo di quando il viaggio era legato ad un’attività professionale!
Bisognava far intervenire la “Gilda” e diventava un affare di stato.
Quindi i nuovi arrivati nel continente nuovo han deciso che erano loro stessi a dire chi erano, ed hanno fatto tutto il possibile per evitare che qualche struttura impenetrabile sopra le loro teste dettasse comportamenti specifici. Per cui, certo, adesso se un poliziotto chiede la patente, si mostra la patente, non per giustificare l’identità, ma per comprovare l’idoneità alla guida.
Infatti uno ha il diritto di avere una patente con su scritto un nome, ed un passaporto con un altro nome : l’uso degli alias è consentito, purchè sia palese.
Una delle conseguenze di tutto ciò è che le strutture anagrafiche comunali o federali non sono equipaggiate per far fronte a richieste di certificati di nascita, matrimonio eccetera, e che quando questi vengono richiesti il richiedente deve pagar caro e aspettare a lungo.
Per esempio nella contea di Madison, che per superficie e per numero di abitanti è come dire la provincia di Avellino, c’è un solo ufficio abilitato a rilasciare il nuovo documento di identità accettabile per salire su un aereo o per votare (la ID Star), per ottenere il quale bisogna aspettare tre mesi (esperienza mia) e pagare 35 $. Ora, chi non ha l’automobile, e non può prendere il treno perchè treni non ce ne sono, rischia di restare senza ID Star se non trova nessuno disposto a buttar via un giorno per accompagnarlo all’ufficio in questione.
Ecco quindi che la proposta di obbligare chi viene a votare, a presentare un documento che dimostri la sua identità e provi la sua cittadinanza, ha provocato una levata di scudi negli ambienti democratici, ed anche presso non pochi repubblicani.
La proposta ha lo scopo evidente di limitare il numero di elettori a basso reddito (che sono spesso elettori democratici) ma aggiunge l’insulto alla burocrazia perchè sembra insinuare che quanto fatto in passato per essere iscritto sulle liste elettorali potesse esser fatto in modo faudolento.
Per la verità devo dire che quando dieci anni fa sono andato a iscrivermi sulle liste elettorali dell’Alabama, nessuno mi ha chiesto nessun documento : ho detto chi ero e questo è bastato, in armonia con il principio di essere responsabili della propria identità.
E mentre il Medio Oriente vive esperienze tragiche, il Senato USA dibatte di questa proposta di legge, che è pertinentemente chiamata SAVE America Act (Safeguard American Voter Eligibility Act).